La Guardia Costiera Libica spara sui migranti e li riporta in Libia

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Spari sui migranti (foto da Jugend Rettet)25 maggio 2017

Martedì pomeriggio, durante le operazioni di soccorso della ONG "Jugend Rettet", la Guardia Costiera libica ha attaccato due imbarcazioni di migranti con armi e violenza. I passeggeri delle imbarcazioni sono stati riportati in Libia attraverso un'azione illegale.

Martedì 23 maggio l'equipaggio della nave Iuventa ha partecipato, insieme a SOS Méditerranée e Save the Children ad una operazione di salvataggio di 14 barche di rifugiati per un totale di circa 1.800 persone. Durante l’operazione di soccorso, avvenuta a circa 14 miglia nautiche in acque internazionali, sono intervenuti anche numerosi motoscafi con i simboli della Guardia Costiera libica.

Secondo quanto evidenziato dall'equipaggio della IUVENTA, i membri dell’equipaggio delle barche libiche erano armati e hanno sparato inizialmente in direzione di una barca da pesca e successivamente hanno diretto i loro colpi verso le imbarcazioni dei rifugiati. Gli equipaggi armati sono riusciti ad impossessarsi di due imbarcazioni cariche di migranti che sono state poi ricondotte illegalmente nelle acque libiche da dove provenivano.

Per questo motivo le ONG impegnate in azione di SAR (Search and Rescue) non hanno potuto terminare la loro operazione umanitaria e soccorrere le persone a bordo delle due imbarcazioni. Non possiamo confermare se tra le persone a bordo delle due imbarcazioni ci siano stati feriti o morti per l’uso delle armi da fuoco in quanto la distanza con le due imbarcazioni non consentiva una chiara visuale.

Il capitano della Iuventa riferisce: "Diverse barche della guardia costiera libica hanno causato una azione di disturbo durante il nostro intervento di soccorso. Il mio equipaggio mi ha informato che alcuni libici hanno iniziato a picchiare e sparare una volta saliti sulle imbarcazioni dei rifugiati. Oltre 100 le persone che dal panico si sono gettate in acqua ma fortunatamente indossavano tutti il giubbotto di salvataggio che avevamo fornito loro pochi minuti prima. Le due barche sono state riportate in Libia dalla Guardia Costiera libica.

Anche per noi la situazione è stata estremamente dura: noi siamo qui per aiutare, per salvare le persone in fuga, ma siamo stati costretti a rimanere impassibili per paura di essere colpiti".

Non è chiaro se gli equipaggi di questi motoscafi libici facciano parte dell’Unità della Guardia Costiera formata nel quadro dall'operazione Sophia (EUNAVFOR MED).

Jugend Rettet e.V. condanna sia l'uso delle armi sia il rimpatrio illegale dei migranti in Libia. La Convenzione di Ginevra sui rifugiati contiene il "principio di non respingimento”: " Nessuno Stato contraente può espellere o rimpatriare un rifugiato in qualsiasi modo alle frontiere dei territori dove la sua vita o la sua libertà sarebbe minacciata a causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza a particolare gruppo sociale o opinione politica" (articolo 33 della Convenzione di Ginevra del 1951).

Con la mancata copertura dell'operazione SOPHIA dell’area operativa del Mediterraneo, l’Unione Europa, lascia deliberatamente alle organizzazioni private il compito di SAR nonché abbandona le persone che fuggono consentendo che gravi violazioni giuridiche vengano perpetrate ai loro danni.

Una comunità che ha vinto il Nobel della Pace ha ora l’obbligo morale e quello giuridico di agire immediatamente. Chiediamo pertanto un sostegno immediato dell’Unione europea affinché garantisca la sicurezza e la vita di più persone possibili.

Ultima modifica il Giovedì, 25 Maggio 2017 12:26
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