L'attentato di ieri sera a Londra

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Attentato London BridgeIl Post
4 giugno 2017

Poco dopo le 23 italiane (quando a Londra erano le 22) un furgone ha investito i pedoni sul London Bridge, uno dei ponti più importanti della città. Il furgone ha continuato il suo percorso verso il Borough Market, subito a ridosso del London Bridge sulla riva meridionale del Tamigi, un’area grande e molto frequentata di bar, locali e chioschi.

Il furgone si è poi fermato, tre persone armate con dei coltelli sono scese e hanno cominciato ad accoltellare i passanti. La polizia è intervenuta pochi minuti dopo le prime chiamate, e dopo otto minuti dall’inizio dell’attentato i tre sospetti attentatori sono stati uccisi al Borough Market con dei colpi di pistola. La polizia ha detto che i tre indossavano quelle che sembravano essere cinture esplosive, ma che erano finte.

Il servizio delle ambulanze di Londra ha detto che 48 persone sono state portate in ospedale per le ferite riportate durante l’attentato. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, tra i feriti ci sono due cittadini francesi, uno dei quali sarebbe ferito gravemente.

Al momento la polizia non ha comunicato i nomi dei morti, né tra le vittime dell’attacco né tra i suoi responsabili, che sono stati indicati come uomini. Non risultano rivendicazioni ma le autorità britanniche hanno detto di considerarlo un attentato terroristico. Una delle persone ferite con i coltelli dagli attentatori era un poliziotto intervenuto dopo le segnalazioni dell’incidente sul London Bridge; le sue condizioni sono serie ma non è in pericolo di vita.

L’area intorno al ponte è chiusa da ieri sera: il servizio della metropolitana è stato sospeso per diverse fermate e la polizia ha invitato tutte le persone a restare in luoghi chiusi. Poco dopo l’attacco c’era stato un allarme per un accoltellamento in un’altra zona di Londra, vicino alla fermata della metropolitana di Vauxhall, più a sud, ma la polizia ha detto che non è in relazione con l’attacco terroristico. È il terzo attentato nel Regno Unito da marzo, dopo quello di Westminster e quello di Manchester del 22 maggio.

Questa mattina nella zona intorno ai luoghi dell’attentato c’è ancora un gran dispiegamento di polizia, ma la situazione sembra ampiamente sotto controllo. Le strade sono chiuse in un raggio di circa un chilometro, e ieri sera non è stato permesso a molti residenti di rientrare a casa. Il London Bridge è il penultimo ponte sul Tamigi nella parte orientale del centro di Londra, prima del più famoso Tower Bridge.

È un grande ponte automobilistico che collega la zona di Southwark a sud con la City a nord, e ci passa molto traffico tra il nord e il sud della città. Il punto dove sono avvenuti gli attacchi si trova a sud, dove la rampa del ponte inizia a salire, accanto alla cattedrale gotica di Southwark e sotto il grattacielo dello Shard, quello acuminato progettato da Renzo Piano.

La zona è molto affollata tutto il giorno perché a ridosso del ponte è stato ammodernato un vecchio mercato coperto – il Borough Market – che è diventato un’estesa area di bar, locali e chioschi di cibo di ogni genere, dove di giorno si cammina a fatica tra londinesi e turisti, e la sera funzionano molti pub e ristoranti, ancora di più il sabato. Tutta la riva meridionale del Tamigi poi è una passeggiata pedonale frequentatissima e ricca di attrazioni.

Giovedì 8 giugno nel Regno Unito sono in programma le elezioni politiche anticipate, ma questa mattina il Partito Conservatore ha sospeso la campagna elettorale. Dopo l’attentato di Manchester del 22 maggio, la campagna elettorale era stata sospesa per tre giorni. Oggi sarebbero stati in programma due comizi, uno della prima ministra Theresa May e uno del leader del Partito Laburista Jeremy Corbyn.

Sui social network alcuni giornalisti e persone famose hanno cominciato a chiedere che le elezioni vengano posticipate, usando l’hashtag #postponetheelection. Oggi May parteciperà a una riunione del comitato governativo per le emergenze COBRA, acronimo di “Cabinet Office Briefing Rooms”: fa riferimento ai luoghi dove si organizzano le riunioni di crisi, di solito a Whitehall, Londra.

Ultima modifica il Domenica, 04 Giugno 2017 08:00
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