Il Commento

TESTE AL VENTO

  • Giu 25, 2011
  • Da
di Vittoria Tola
25 giugno 2011

Ritengo che l'uso sessista e stereotipato della figura femminile, ma anche della figura maschile, non siano un incidente stupido di percorso, ma rivelino qualcos'altro.

Cambia il vento dice il manifesto della festa romana del Pd, c'è da chiedersi chi infastidisca questo vento politico di cambiamento?
Una giovane donna a cui alza le gonne, un uomo che lavora e che porta la cravatta che viene fatta volare per aria, a mò di cappio. Nell'una nè l'altro hanno un corpo intero nè tanto meno una faccia e naturalmente un cervello o delle convinzioni. Rappresentanti di un'Italia anonima che il Pd vuole trascinare nel cambiamento e alla Festa dell'Unità, il Pd come artefice del cambiamento stesso e di un nuovo corso politico.

Di Julia Joffe, Internazionale
24 agosto 2012

Il 17 agosto un tribunale russo ha condannato tre componenti del gruppo Pussy Riot a due anni di prigione per la preghiera punk nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. Una sentenza che conferma la deriva autoritaria del Cremlino.
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Leggi anche:
di Morena Piccinini
20 giugno 2011

Sebben che siamo donne, paura non abbiamo… così recitava una canzone popolare a fine ‘800. Ebbene, ancora oggi nel 2011 dobbiamo continuare ad affermare che non abbiamo paura!
Non abbiamo paura della precarietà, non abbiamo paura di mettere in secondo piano il lavoro per accudire i figli e del difficile reinserimento successivo, della differenza di salario prima e di pensione poi fra donne e uomini, insomma, non abbiamo paura ad essere donne. Se pensiamo al passato, ci rendiamo conto che le donne hanno sempre avuto non solo difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, ma anche a conservare il lavoro in presenza di un doppio carico, di lavoro e familiare.
di Davide Steccanella
6 luglio 2012

La Corte di Cassazione, respingendo i ricorsi degli imputati avverso la Sentenza di condanna della Corte di Appello di Genova, ha definitivamente stabilito la penale responsabilità di alcuni dirigenti ed agenti della Polizia di Stato in occasione del funesto G8 del 2001.
I fatti sono quelli anche recentemente ricostruiti dal film “Diaz” e che hanno indignato l’opinione pubblica internazionale.
da Femminismo a Sud
16 gennaio 2012

Da due giorni, mentre raccontiamo del numero altissimo di vittime della violenza maschile, che oggi sono diventate #12 per il 2012, denunciamo (QUI e QUI) il fatto che la pagina NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE (pagina facebook di 400mila e rotti affiliat*), gestita da maschilisti e padri separati, antiabortisti, misogini, lesbofobi e costantemente impegnati a evitare di parlare di lotta contro la violenza sulle donne, a diffamare le femministe, a divulgare link di cloni peggiorativi dei blog che lottano contro la violenza sulle donne, a parlare male delle donne uccise imputando quelle morti al fatto che sarebbero state cattive con gli ex mariti [...]
da Action – A / Casa delle Donne Lucha y Siesta
14 novembre 2011

In via Saredo a Roma, non lontano dalla nostra casa – la casa occupata delle donne Lucha Y Siesta – nei giorni scorsi è avvenuta l'ennesima raccapricciante violenza nei confronti di una donna.
L'uomo aggressore, dopo il massacro, si è addormentato sul corpo martoriato della donna in stato di incoscienza e così è stato trovato dalle forze dell'ordine. A differenza di altri simili episodi, che purtroppo fanno parte della vita quotidiana di molte donne, di questo terribile caso hanno parlato moltissimi giornali. La notizia dell'efferata violenza ovviamente viene così largamente diffusa perché inizialmente il teorema è quello classico che ci raccontano da qualche anno: lo sconosciuto aggressore romeno e la donna aggredita descritta come una "disabile con problemi di alcol".
da Femminsimo a Sud
3 ottobre 2011
 
Lavoratrici, maglificio, crolli. A Bari. Sono vive? Ferite? Vedremo.
Resta che bisogna riflettere sul fatto che ci sono tante persone, tra queste molte donne, che lavorano in condizioni pessime. Non si tratta soltanto delle donne “cinesi” come i razzisti vorrebbero farci credere quando parlano degli immigrati e delle loro condizioni di lavoro precarie. Si tratta di tante donne italiane, moltissime al sud, che lavorano per poche centinaia di euro in luoghi chiusi e ammuffiti, umidi e bui, per portare un piccolissimo stipendio a casa.

VINTAGE

  • Lug 19, 2010
  • Da
Dal blog di Loredana Lipperini (19 luglio 2010)

Devo dire che me lo aspettavo.
Mi aspettavo che, dopo tre anni di discorsi sulla questione femminile, arrivasse un indice alzato contro i medesimi, e una risatina di scherno con cui sottolineare che si sta esagerando, e che va tutto benissimo, dannazione, e che tutto questo clamore è solo vieta nostalgia degli anni Settanta. Qualcosa da ricondurre al vintage e, magari, all’età di chi pone il problema. Nostalgia canaglia, che vuoi che sia.
Mi aspettavo un po’ meno che l’indice si alzasse, con notevole cattiveria  e con altrettanto notevole miopia, dalle colonne del Domenicale del Sole 24 ore, con un articolo di Serena Danna che trovate qui.
di Loredana Lipperini, Lipperatura
6 febbraio 2012

Non è questione di indicare la luna e di guardare il dito. E’ che dito e luna, come direbbe Alejandro Jodorowsky, appartengono a due mondi diversi. In questo caso, allo stesso mondo, guardato da due diversi punti di vista. Non è una storia zen, è una storia di informazione, di media e di spiazzamenti.
di Giorgio Cappozzo, Gli Altri
18 novembre 2011

"Gran parte dei maschi sono talmente orribili che meritano che se ne cavi tutto quanto si può!" (Marilyn Monroe)

Cosa resterà del maschio cresciuto, educato, svezzato ai tempi del berlusconismo? E' stato tutto negativo, nella terra dei papi, oppure qualcosa andrebbe salvata? Ora che il capo è caduto, e che stiamo per imboccare il viale della sobrietà forzata, quali tracce restano nella ignominiosa storia maschia? Tutto fango? Nessun fungo?
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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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