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Il Commento

Del dott. Paolo Mancino (psicologo)

La riproduzione della specie umana si distingue da quella degli altri mammiferi per il fatto che gli eventi che accompagnano il concepimento, la gravidanza e il parto sono contrassegnati da profonde alterazioni non solo biologiche ma anche psichiche.
Nella donna psicologicamente sana la gravidanza è un’espressione del suo senso di autorealizzazione e di identità come donna.
di Annamaria Rivera, Micro Mega
6 novembre 2012

Certo, lo stile delle autorità italiane non è più quello di chi incitava ad affondare i barconi dei migranti. E questa volta va dato atto alla Guardia costiera e alla Marina militare di aver compiuto il proprio dovere: ché questo è soccorrere un barcone di migranti alla deriva, come hanno fatto, riuscendo a salvarne settanta su un numero indefinito.
di Cinzia Sciuto, Micromega
12 ottobre 2012

La vicenda del bambino trascinato via da scuola di peso dal padre e dai poliziotti ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica una presunta malattia – la sindrome di alienazione genitoriale – che non ha in realtà basi scientifiche e che rischia persino di finire in una legge.
Il Mattino
7 aprile 2012

«Si devono contrastare il traffico e i trafficanti, lo sfruttamento e gli sfruttatori, soprattutto si devono perseguire le organizzazioni criminali che si annidano in questo ambito. Restano di fondamentale importanza, soprattutto, le politiche sociali di aiuto e tutela delle vittime, le misure a sostegno dell'inclusione e dell'occupazione».
di Maria Pia Pizzolante
25 ottobre 2011

Un sorriso sereno, di quelli che schiacciano gli occhi fino a farli diventare fessure, di quelli che ti accolgono e ti spiazzano perchè immagineresti in conflitto con l’autorevolezza di una leader sociale indigena. Già questa è una differenza importante. Mercedes Ozuna è una signora di mezza età, piccola e dolce, lontana dall’immaginario di leader che purtroppo abbiamo ancora in testa. Una storica zapatista dell’EZLN, una che vive a contatto con le situazioni più difficili delle frontiere, tra i promotori del percorso dell’ANAA-Assemblea nazionale vittime ambientali, ora impegnata nel neonato cammino del TPP-Tribunale Permanente dei Popoli, in una sera piovosa d’ottobre incontra le donne impegnate in movimenti nostrani all’interno della Casa Internazionale di via della Lungara.
da Femminismo a sud
16 settembre 2011

Mi imbatto in questo articolo “Faremo i nomi dei politici gay ma omofobi. L’ora x è il 23 settembre.  Sul web” e già il titolo da scenario apocalittico mi sembra un po' ridicolo.
In pratica c’è una persona che si batte per i diritti dei gay, che annuncia l’armageddon materializzato nella pubblicazione il giorno x su un blog y di una lista di persone omosessuali.

di Maria Paola Pattuelli, Gli Altri
2 settembre 2011

Perché no, non è il caso che le donne prendano in mano il problema del corpo e della sua rappresentazione? Vogliamo lasciare la cosa solo ai semiologi, ai sessuologi, ai medici, agli artisti, al marketing pubblicitario? Siamo certi che, in tutte le sue declinazioni, non sia una grande questione politica? E, anche in questo caso, vorremmo che ad occuparsene in modo intenso fossero anche gli uomini, qualunque sia il loro orientamento sessuale.
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di Anita Sonego, Liberazione
28 luglio 2011

Mentre a New York gay e lesbiche fanno la fila per sposarsi qui, da noi, nel nostro Parlamento non siamo agli antipodi: siamo in un altro mondo!
La Camera boccia, ritenendolo addirittura incostituzionale, un disegno di legge (talmente soft che solo loro lo ritengono degno di crociata) che voleva introdurre l’aggravante di omofobia per alcuni reati.
Tutto ciò sarebbe ridicolo se non fosse pesantemente squallido.
Che questi 293 individui – tra cui molti plurindagati, e/o sbeffeggiati dai media internazionali per i loro “costumi” non proprio irreprensibili: tutti superpagati alla faccia della crisi economica – si permettono di ergersi a difensori della pubblica morale è semplicemente grottesco.

IL POPOLO ROSA

  • Lug 13, 2011
  • Da
di Celeste Costantino

Spesso nel mio partecipare alla politica mi sembra di stare dentro una bolla di sapone. Perché proprio mentre viviamo una fase che imporrebbe un’analisi complessiva dello Stato delle cose e un’accurata generalità, ognuno è impegnato a ragionare su un segmento talmente staccato dalla dimensione organica del problema da trasformarsi in un elemento astratto e anacronistico

C’è chi si occupa dei “giovani”, delle “donne”, dei “migranti”, dei “gay”. Tutto questo come se non si stesse parlando di umanità, come se i diritti si potessero racchiudere in categorie ascrivibili solo ad alcune persone e ad altre no.

di Francesco Merlo, repubblica.it
1 luglio 2011






 

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