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LA FORTUNA DI NON ESSERE UCCISE

di Celeste Costantino
04 aprile 2012 
 
Ci sono dei numeri che non fanno notizia. Sono tanti in Italia. Sono quelli dei morti sul lavoro, quelli delle vittime delle mafie, quelli indefiniti dei migranti annegati in mare. E poi ci sono quelli delle donne ammazzate: solo nel 2012 sono già arrivate 45. Di queste donne non si sa praticamente nulla: se ne parla poco e male. 

QUARANTACINQUE

di Loredana Lipperini, Lipperatura
26 marzo 2012

In questi giorni ci sono stati incontri e scambi di idee all’interno dei movimenti delle donne, e altri ce ne saranno in futuro. L’argomento è la violenza.  A qualcuno 45 donne uccise dall’inizio del 2012 sembreranno cifra trascurabile: a me, a noi, sembra spaventosa.
La questione va affrontata da molti punti di vista: come non entrare nell’esclusiva prospettiva della vittima, per esempio.

L'età del desiderio

di Massimo Recaltati, La Repubblica
31 luglio 2012

Stefano Agosti mi ha raccontato che, in una delle sue venute in Italia, Lacan fu ospite nella casa milanese di Elvio Fachinelli. Mentre gli altri invitati stavano trascorrendo un allegro dopo cena, indicò il padrone di casa beatamente addormentato su di una sedia a dondolo e rivolgendosi ai presenti disse: "Volete sapere cos'è il piacere?"."Eccolo lì! Quello è il principio di piacere!".
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IL PIACERE E’ TUTTO MIO?

di Luca Cardin
27 settembre 2011

Il momento dell’eiaculazione corrisponde, certamente, ad un momento di piacere fisico assoluto. Ma questo corrisponde sempre ad un piacere mentale? Ovvero la sensazione fisica data dallo “svuotamento” del pene attraverso la fuoriuscita di sperma e le sensazioni nervose che ne derivano sono un vero e proprio momento di piacere assoluto o semplicemente un piacere derivato da una reazione fisico/chimica? Per quella che è la mia esperienza, posso dire che ho sempre provato piacere fisico ma non sempre piacere mentale.
di Monica Pepe
17 maggio 2011

“Si conosce ciò da cui si fugge, ma non quello che si cerca” diceva Montaigne. Impieghiamo tutta la nostra vita di donne e uomini adulti a capire cosa vogliamo essere; per fare questo possiamo solo separarci dai condizionamenti profondi che abbiamo interiorizzato nei primi anni della nostra vita da parte di madri e padri, e di quanto ci arriva anche dei loro genitori.
Impieghiamo tempo a comprendere quali tratti identitari era giusto integrare nel profondo e quali allontanare per divincolarci dall’incastro sociale e di cultura familiare a cui ognuna e ognuno è destinato all’inizio.
Sono questi passaggi a determinare il nostro stare al mondo, la capacità di scegliere situazioni sociali, affettive, politiche che ci corrispondono, o a cui cedere.
“L'argomento del mio libro sono io” di nuovo Montaigne.
L’innegabilità di questa lotta solitaria e universale dell’Io - un percorso incessante di lettura di sé - è difficile da ammettere, come fosse una colpa. Forse perché ci costringe a capovolgere l’ordine del discorso tra donne/uomini adulti da una parte e bambine/bambini dall’altra.

ARTICOLO 41

di Loredana Lipperini, Lipperatura
8 febbraio 2012
 
Dalla fine di dicembre, ho fortemente tematizzato il blog. Più volte ne ho spiegato i motivi, ma oggi vorrei aggiungere qualche parola. Il mio timore, altre volte espresso, era che nei giorni bui della crisi economica tutte le questioni che riguardano la parità di genere passassero in secondo piano. Timore che, come ognun vede, aveva e ha la sua ragion d’essere. Il “non disturbate il manovratore” cui stiamo assistendo sta realizzando proprio quella politica dei due tempi (prima il bilancio, poi, se capita, i diritti) temuta da Stefano Rodotà. E delle parole di Rodotà vorrei avvalermi, grazie a un articolo esemplare scritto per Repubblica. Dove ci ricorda che in alcun modo l’impresa può recar danno alla dignità. Eccolo:

COME GLI ALTRI

di Loredana Lipperini, lipperatura
17 ottobre 2011

Diversi anni fa, due studiose, Cécile Dauphin e Arlette Farge, curano uno studio intitolato La violence des femmes, premurandosi di dire, nella premessa, che l’argomento sarebbe stato doloroso per il femminismo. All’interno dello studio, la violenza femminile viene però minimizzata, e la ferocia delle donne davanti alla ghigliottina, per esempio, ridotta a “barbara allegria”. E’ Dominique Godinau a sottolinearlo: ricordando però, solo alla fine del suo saggio, che in effetti le donne hanno dato la morte “come gli altri”.
di Celeste Costantino
5 ottobre 2011

Sex and the City” è un bel telefilm ma è appunto un telefilm. Racconta le problematiche sentimentali, sessuali, relazionali delle trentenni e delle quarantenni in un contesto ricco, patinato, glamour e non certo ai tempi della crisi. E tuttavia racconta storie difficili, perché superata la soglia dei trent’anni una donna dal punto di vista personale e sociale entra in un buco nero. Anche nella Manhattan di Carrie Bradshaw.
Tutto è trattato con grande ironia e forse per questo la mia generazione è rimasta affascinata da questa serie: lo sguardo degli altri quando ti definisci single, l’orologio biologico ad ogni angolo della strada che ti ricorda che il tempo passa inesorabilmente, il confronto con gli uomini più avvantaggiati solo ed esclusivamente perché uomini. Ecco, se tutto questo contesto televisivo lo riportiamo nella realtà, nel 2011 in Italia, l’ironia si fa fatica a mantenerla.

PENSIERI SULLA SCUOLA

di Daniela Volpe
13 settembre 2011

Quando mi è stato chiesto di scrivere un mio punto di vista, in qualità di genitrice sulla scuola, come una valanga mi sono tornate in mente tutte le battaglie di questi ultimi anni, i tentativi continui mai abbandonati di non farsi strappare qualcosa di importante, quasi prezioso, capace di condizionare in qualche modo la vita delle persone. Ciascuno di noi ha un ricordo forte della propria vita scolastica: conquiste, sconfitte, relazioni significative, gioia, fatica… da adulti sappiamo che parte delle nostre scelte professionali e non, sono state segnate dal tipo di esperienza vissuta nella scuola.

GLI SPOT VERGOGNA CON LE SEXY BIMBE

di Caterina Soffici, Il Fatto quotidiano
3 settembre 2011

Boobs and Bloomers, ovvero tette e mutande. La scelta del nome sarebbe già ridicola se il marchio fosse di indumenti per adulti. Questa, invece, è lingerie sexy per bambine. A giudicare dalle foto avranno otto o nove anni. Truccate come delle piccole Lolite, in pose ammiccanti, aspiranti donne che imparano a usare il proprio corpo, perché visto come gira il mondo è utile capire fin da piccole che "ogni donna è seduta sulla propria fortuna".
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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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