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L'Articolo

di Annamaria Rivera, Liberazione
3 aprile 2011


Di fronte all’esodo, del tutto prevedibile, di alcune migliaia di migranti e profughi non potrebbe essere più indegna la farsa che si recita nell’infelice paese in cui è ci dato vivere, ormai padanizzato da Nord a Sud, con poche eccezioni. E stridente è il contrasto fra la nobiltà della primavera araba e la miseria delle italiche risposte all’esito scontato e secondario di questa straordinaria svolta storica: nient’altro che caos, disumanità, allarmismo sociale, competizione fra egoismi istituzionali, campi di concentramento, filo spinato, minacce di rimpatri collettivi, ronde “spontanee” e caccia ai fuggitivi perfino nell’ospitale Puglia.
di Adriano Sofri, Repubblica
5 marzo 2011

Ora la storia romana ha riportato tutti al ricordo fremente di Stefano Cucchi, e non solo per qualche fortuita coincidenza di carabinieri e caserme. Qui c'è una giovane donna, "bella" e "sbandata". Là un giovane uomo, fragile e "sbandato". Due corpi fatti apposta: l'una per il "rapporto orale", l'altro per le botte. Il certificato di lei non rivela segni e così via, il certificato di lui rivela tutto. Corpi che abusano di corpi. Succede di essere in balia d'altri, o che siano in nostra balia. Non so quale delle due condizioni sia meno augurabile. Succede di essere corpi esausti o malati, esposti inermi alla buona o cattiva volontà di un badante o un infermiere. Di essere bambini affidati all'amore e alla pazienza, o alla frustrazione e alla furia, di un famigliare o una baby sitter o una maestra d'asilo. Disporre dell'incolumità e della dignità altrui, ecco una condizione delicatissima, che chiama alla più rigorosa responsabilità, e però può tentare a sfogarsi e infierire.
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di Dacia Maraini, Il Corriere della sera
21 febbraio 2011

Non si tratta solo di città più o meno sicure. Si tratta di un degrado culturale che le donne sono le prime a pagare. Voglio ricordare che lo stupro è un'arma di guerra. Non lo dico io, l'ha stabilito l'Onu. Lo stupro non ha niente a che fare con il desiderio sessuale, ma con l'umiliazione di un corpo che si vuole punire. Colpendolo nel luogo più sacro e più potente, il luogo dove prende piacere e dà la vita. Qualcuno potrebbe chiedersi: ma perchè un'arma di guerra in tempo di pace? La risposta è che dentro ogni pace pretesa covano delle guerre sotterranee che oppongono una cultura di genere che si ritiene minacciata nei suoi privilegi, contro l'altro genere.
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di Angela Azzaro, da Gli Altri

Sante o puttane. E' tornata questa odiosa e vetusta distinzione tra donne. Da una parte le buone, dall'altra le cattive. Negli anni Settanta il femminismo lo aveva capito e aveva criticato il potere che le metteva le une contro le altre in nome di una centralità maschile che andava criticata. Oggi la storia ritorna come farsa. Una terribile farsa. Perchè in nome della battaglia del padre padrone Berlusconi detto Papi si sta riproponendo la divisione tra cittadine di serie A e cittadine di serie B. Da una parte le madri di famiglia e le lavoratrici rispettose e dignitose, dall'altra Ruby, le indecenti e le sex worker.
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di Pina Adorno, Consulta Consultori Roma

Come nascono i bambini? Il mistero della vita - la nascita, la morte, l’amore – è una delle prime domande che i bambini si pongono, e che ogni essere umano continuerà a porsi per tutta la vita.
Non sempre le risposte che si ricevono da bambini sono esaurienti e il mistero si conserva tale fino alla pubertà, quando le domande escono dalla sfera teorica e investono violentemente e direttamente gli adolescenti – nel corpo, nella psiche, nelle relazioni – esponendoli a rischi sconosciuti o censurati, con conseguenze che sono irreversibili.
Le ultime dichiarazioni del Pontefice sulla negatività dell’educazione sessuale, riprese con grande evidenza dai media, si aggiungono al martellamento con cui da anni, da troppi anni, le più alte cariche ecclesiastiche intervengono sistematicamente a stigmatizzare tutto quello che riguarda la gestione cosciente e responsabile della sessualità.
dal blog di Repubblica Antenne (4 dicembre 2010)

A metà novembre, il settimanale statunitense Newsweek ha scritto che niente è cambiato in certe trasmissioni italiane dove “gli uomini sono uomini e le donne sono rappresentate come addobbi per le vetrine”. Ad esempio a “Striscia la Notizia”, lamentava l’autrice dell’inchiesta, Barbie Nadeau.

Il 3 dicembre 2010, nella sua istantanea sulle condizioni dell’Italia, il Censis ha incoraggiato il gruppo “Appello donne e media”. Il gruppo – nota il Censis – si è mobilitato perché la Rai superasse “la triste e caricaturale immagine della donna, tutta ammiccamenti e allusioni sessuali”.
di Elvira Reale
10 novembre 2012

Tante proposte di legge trasversali per dire no allo sfruttamento di terzi  (racket, criminalità, ecc.) e sì allo sfruttamento nella relazione sessuale uomo-donna. In contro tendenza  proviamo invece a declinare tutto il fenomeno della prostituzione come violenza di genere, utilizzando gli stessi parametri e strumenti cognitivi, operativi, giuridici utilizzati per comprendere e combattere la violenza contro le donne.
da Giap
19 luglio 2012


Piazza Alimonda, Genova, h. 17:30 circa del 20 luglio 2001. I tutori dell'ordine hanno appena massacrato di botte il fotografo Eligio Paoni, colpevole di aver fotografato da vicino - e troppo presto - il corpo di Carlo Giuliani, e hanno metodicamente distrutto la sua Leica. Nel cerchio rosso, un agente lo trascina sul corpo e gli preme la faccia su quella insanguinata di Carlo (ancora vivo). Non è difficile immaginare cosa gli stia dicendo.
di Vittoria Tola
2 giugno 2012

Nel 1959 un giornalista francese commentò  il fenomeno delle Madonne pellegrine dicendo: "So perché in Italia tante Madonne piangono: è la terribile condizione della donna nel vostro paese" riferendosi alle condizioni materiali ma soprattutto alla mancanza di diritti delle donne italiane. Da quel tempo sono cambiate molte cose e abbiamo conquistato molti diritti ma situazione in Italia è poco rosea perché anche oggi l’esigibilità dei nostri diritti e la relazione con gli uomini di questo paese è davvero poco invidiabile.
di Monica Pepe, Nuovo PaeseSera
17 maggio 2012

Gabriele Vacis - tra i migliori intellettuali italiani del nostro tempo - nel 2010 alla Casa del Cinema di Roma presentò il suo documentario ‘La paura siCura’. “Di che cosa hai paura e quando ti senti al sicuro?” le domande rivolte ad oltre 300 persone intervistate da Catania a Settimo Torinese.
“Per trovare della paure sociali bisognava proprio scavare” disse Vacis alla presentazione. “La paura ha a che vedere con questioni esistenziali.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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