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L'Articolo

di Giovanna Romualdi, Il paese delle donne
8 maggio 2011

Mentre scrivo (domenica mattina 8 maggio) proseguono gli incontri di confronto nelle varie stanze come da programma; le donne aquilane faranno poi le loro valutazioni su questo evento in rapporto alle loro attese ma già ora si possono buttar giù alcune impressioni. Prima fra tutte: la risposta delle donne c’è stata, le donne sono arrivate da tanti luoghi diversi, con tante storie diverse.
di Annamaria Rivera, Liberazione
24 febbraio 2011

Cane pazzo, lo definì a suo tempo Ronald Reagan. E un cane ringhioso, con la bava alla bocca, sembrava Gheddafi durante il discorso di martedì, si potrebbe dire, se non fosse che di solito i cani impazziscono per colpa degli umani. Un discorso minaccioso, feroce, che invita le sue squadracce a far strage dei concittadini, stanandoli casa per casa. "Topi di fogna" - a proposito di metafore zoologiche - ha chiamato i giovani rivoltosi, eroi di questa rivoluzione popolare, lui che s'illude, nella sua megalomania delirante, di poter ancora spacciare il mito di se stesso come artefice sommo dell'unica vera rivoluzione. Gli orpelli panafricani e terzomondisti della Jamahiriya ora non ingannano più alcuno.
di Imma Barbarossa, Liberazione
22 febbraio 2011

La proposta di Nichi Vendola per una coalizione elettorale che comprenda anche Fini e le sue piccole truppe in disfacimento è già stata ampiamente bistrattata, non solo dalle più che diffidenti battute di D’Alema e dintorni, ma anche dal fuoco amico, da un giornale simpatizzante come il Manifesto, da singole prese di posizione, da Alfonso Gianni (Liberazione 20 feb.) a Luca Casarini (Manifesto 20 feb.). Per non parlare di Gianni Rinaldini e delle forti critiche che sono venute da Genova (Haidi e Giuliano Giuliani e il Comitato Verità e Giustizia per Carlo Giuliani, che ricordano bene la presenza inquietante di Fini a Genova).
di Raul Mordenti, Liberazione 10 febbraio 2011

L'invito rivolto dalla compagna Anita Sonego ai compagni maschi perché facciano sentire la loro voce (su Liberazione dello scorso 7 febbraio) è troppo importante per essere lasciato cadere, dunque provo a mettere in pubblico le quattro idee (o forse solo emozioni) che mi frullano in testa.
La prima è questa, che il comportamento di Berlusconi (= B.) mi sembra ancora più oltraggioso per gli uomini di quanto non sia per le donne. So che non si tratta di una bella gara, essendo una gara fra due infamie, ma se per le donne B. si limita (diciamo così) a riproporre una "tradizionale" riduzione a corpo delle loro persone (un corpo reso disponibile tramite forme attualizzate della secolare prostituzione), per gli uomini egli propone invece una relativa "novità", cioè un pervasivo modello di sessualità che diventa anche un integrale modello di uomo e di rapporto uomo-donna (che equivale a dire: uomo-mondo).
di NoiDonne, 19 gennaio 2011

Congelato il protocollo per volontari pro vita nei consultori: a giugno la sentenza del TAR

Congelata fino a giugno la delibera regionale che vara Protocollo per l’introduzione dei volontari pro vita nei Consultori pubblici. “È un esito soddisfacente e conferma che il percorso intrapreso è quello giusto. La legge 194 per l’interruzione volontaria della gravidanza ha contenuto costituzionalmente vincolato e fissa dei principi che non possono certo essere modificati da una delibera della Regione”, dichiara il consigliere regionale Andrea Stara, Gruppo Insieme per Bresso, che ha sollevato per primo la questione, lanciando un convegno sulla 194 e portando in aula a Palazzo Lascaris un ordine del giorno che chiedeva appunto il congelamento della delibera.
di Angelo Villa, Pedagogika

Come nascono i bambini? O, più precisamente, come sei nato tu? Da dove, e cioè, per la verità, da chi vieni? Nella mia esperienza clinica quotidiana, mi capita di porre domande simili ai bambini, suggerite dagli interrogativi che le loro condotte sembrano tacitamente avanzare sul posto che essi occupano agli occhi degli adulti che se ne prendono cura. Poco importano qui le nozioni che i minori possiedono riguardo la sessualità, conoscenze elargite, per lo più, spontaneamente dagli adulti stessi, compiaciuti del farlo.
Così convinti d’aver assolto chissà quale incombenza educativa, testimoni a sé stessi della aperta e disinibita lungimiranza con cui ritengono di aver superato la generazione che li ha preceduti. E, forse, in virtù di questa prova, di aver acquisito il diritto di essere esonerati da quelle gravose e fastidiose implicazioni che l’essere genitori comporta.
di Letizia Tomassone

Quando si usano gli stereotipi si tende sempre a compiere una violenza verso le persone. Ultimamente ho sentito spesso usare uno stereotipo di perdita riferito alla storia delle donne protestanti.
Qualche settimana fa Lucetta Scaraffia ha di nuovo affermato che con la chiusura dei conventi all’epoca della Riforma le donne hanno perso una delle dimensioni della loro libertà di scelta. In occasione di un dibattito sulla storia delle donne, si è affermato che alle donne protestanti manca la figura del divino femminile, dato che la Riforma ha cancellato il culto rivolto a Maria e alle sante (come ai santi, ovviamente).
di Bia Sarasini
Giornalista, ex direttore «Noi donne»


C’è un cortocircuito tra l’articolo di Susanna Tamaro dello scorso sabato, e il titolo scelto dal Corriere della Sera che l’ha ospitato: «Il femminismo non ha liberato le donne». Quando l’autrice di Và dove ti porta il cuore scrive: «Le grandi battaglie per la liberazione femminile sembrano purtroppo avere portato le donne a essere soltanto oggetti in modo diverso», non nega le battaglie per la libertà delle donne, eppure ne rovescia l’esito. Non c’è stata liberazione, solo un cambiamento di forme, dice. La prova? Le sciagurate ragazze di oggi, che si propongono come puro apparire, praticano la promiscuità come se fosse bere un bicchiere d’acqua e si affidano alla chirurgia estetica.
di Rita Schena

Un anno e passa fa Eluana Englaro smetteva di soffrire dopo 17 anni trascorsi in un letto. Sottolineo il «passa» perché ho accuratamente evitato di unirmi al coro di quanti per il «sì» o per il «no» hanno voluto manifestare la loro opinione nel primo anniversario.
Solo che il velo squarciato da papà Beppino non è ancora stato ricucito e l'ipocrisia continua imperterrita a farla da padrona mescolando paure, convincimenti, tradizioni, superstizioni e religione.
di Paolo Persichetti - Liberazione, 27 dicembre 2009

«Dai suoi capelli sfilo le dita/quando le macchine puntano i fari/sul palcoscenico della mia vita/dove tra ingorghi di desideri/alle mie natiche un maschio s’appende/nella mia carne tra le mie labbra/un uomo scivola l’altro si arrende». Scorreva così, «sotto le ciglia degli alberi», nel chiaroscuro dei viali milanesi, la vita di Carlos S., transessuale brasiliana di 34 anni. Fino a domenica 20 dicembre, quando è rimasta impigliata in una retata della polizia, un tempo si sarebbe detto della “buon costume”.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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