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Le sorelle sono la forza, le divise sono una farsa! #25N

  • Martedì, 26 Novembre 2013 09:48 ,
  • Pubblicato in Flash news

Cagne sciolte
26 11 2013

Ieri #25N le CagneSciolte hanno partecipato ad un momento cittadino per protestare contro l’incontro tra Napolitano e Putin al Quirinale. Le forze dell’ordine hanno immediatamente deciso di reprimere la piazza con botte e cariche.

Non ci stupisce questa risposta alla nostra presenza sotto quel palazzo perchè ha chiarito ulteriormente la falsa retorica del 25 Novembre con le istituzioni che rispondo alla violenza sulle donne solo con politiche securitarie.

Siamo ben consapevoli invece che il problema principale è il potere e il suo abuso. E quale esempio migliore di chi stupra nelle caserme, nei C.I.E. e nelle carceri?

I governi parlano di sicurezza e difesa delle donne, ma la giornata di oggi dimostra che ci vogliono solo disciplinate e in silenzio!
Questa giornata è stato il nostro modo per esprimere la nostra rabbia e la nostra audetereminazione.

“Come cagnesciolte siamo una minaccia per le strutture sociali che tengono le donne schiave e i valori che giustificano il mantenimento delle donne al proprio posto”

Noi lo striscione non lo lasciamo!

La più pulita c’ha la rogna
CagneSciolte

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=HgkTjhadIGU

Il viceministro Cecilia Guerra ha ricordato che presto la lotta contro la violenza sulle donne arriverà nelle scuole in modo ancora più organico di quanto non accada ora. "Occorre intervenire - ha spiegato - laddove si forma la mentalità dei nostri ragazzi per scardinare gli stereotipi". ...
Ho detto mille volte che volersi bene è la cosa più importante. Ma so per esperienza che non è scontato. E mai mi permetterei di giudicare le donne che hanno paura, che sono paralizzate dalla paura e che non reagiscono. Le capisco profondamente, so bene che dall'esterno sembra un'assurdità non ribellarsi. So fin troppo bene che si arriva a credere di essere sempre nel torto invece che di subire un torto. Ma proprio perché lo so mi è anche chiaro che nel labirinto della violenza c'è sempre una via d'uscita. Sempre. ...

L’impegno di Letta. Dal Quirinale il titolo di Cavaliere alla donna sfregiata con l’acido «simbolo di dignità»

Coraggio, determinazione, dignità. Per questo, e per molto altro, in occasione della «Giornata mondiale contro la violenza sulle donne», il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a Lucia Annibali, l’avvocatessa di Pesaro sfregiata con l’acido da due sicari assoldati dal suo ex fidanzato. E Lucia, con la forza d’animo che la contraddistingue, scherza dopo aver ricevuto al notizia del riconoscimento: «Da oggi devi chiamarmi cavaliere...». Intanto dal Governo arriva la forte presa di posizione del presidente del Consiglio, Enrico Letta, che ha appuntato sulla giacca un nastro rosso, simbolo della Giornata contro la violenza sulle donne: «Sarà guerra al femminicidio, dal governo impegno globale».

IL CORAGGIO DI LUCIA - La nomina all’avvocatessa Annibali è stata motivata «per il coraggio, la determinazione, la dignità con cui ha reagito alle gravi conseguenze fisiche dell’ignobile aggressione subita». «Il comportamento di Lucia Annibali - si legge nella nota del Quirinale che riferisce la notizia - costituisce un fermo invito a reagire e a guardare al futuro rivolto a tutte le donne vittime della violenza maschile». Nella stessa occasione il Presidente Napolitano ha assegnato la sua Targa di rappresentanza alla campagna «NoiNo.org» organizzata da una rete di uomini per sensibilizzare proprio gli uomini sulla necessità di isolare, condannare e rigettare ogni forma di violenza maschile sulle donne.

INCORAGGIARE LE ASSOCIAZIONI - La Presidenza della Repubblica con questa «scelta emblematica - si legge nel comunicato del Quirinale - esprime il proprio generale incoraggiamento alle campagne, alle iniziative, alle associazioni che si impegnano per contrastare un fenomeno così terribile e, in particolare, vuole sottolineare ancora una volta quanto sia importante l’adesione convinta e numerosa degli uomini alla irrinunciabile battaglia ricordata dalla Giornata contro la violenza sulle donne» .
La forza di Lucia, in ospedale al ritmo della musica

LETTA: «FATTO MOLTO, ORA PASSO AVANTI» - Il presidente del Consiglio Enrico Letta è poi tornato sul tema: «Penso che in questi sette mesi su questi temi abbiamo fatto molto, ma c’è talmente tanto da fare nel nostro Paese per cambiare, regole e atteggiamenti, che quello che faremo sarà ancora di più». Per il premier,«se siamo in grado di applicare le norme contro la violenza delle donne - ha proseguito Letta - il nostro Paese può veramente cambiare: ora serve un passo avanti sulla cultura e sugli atteggiamenti». «Se dovessi dire quale è oggi il grande obiettivo che abbiamo di fronte - ha concluso Letta - la sfida è di applicare questo set di norme nuove che sono a disposizione».
La Repubblica
25 11 2013

La quattordicenne ha dovuto sopportare in silenzio le violenze del gruppo: solo dopo mesi ha trovato la forza di denunciare e fare arrestare i suoi aguzzini che tentatorono di abusare di lei anche durante una gita con l'oratorio

di FRANCESCA RUSSI

Ragazzina violentata dal branco stupro dopo falso profilo FacebookUn'amica le aveva creato un falso profilo Facebook. Sulla pagina del social network, aperta a sua insaputa, c'era scritto il suo nome ed era riportato il suo numero di cellulare. E, tra le caratteristiche, era indicato "ragazza disponibile a tutto". Così una 14enne di Molfetta, cittadina a nord di Bari, era finita nel mirino del branco. Un gruppo di dieci ragazzi aveva notato quel profilo e l'aveva contattata. Nasce attraverso uno scherzo di cattivo gusto su Facebook la storia di una violenza sessuale ripetuta.

La vittima per mesi non ha avuto la forza di denunciare i suoi aguzzini per timore che potessero aggredirla nuovamente, ma con il tempo ha trovato il coraggio e ha raccontato tutto ai carabinieri. Così quattro componenti del gruppo che l'ha violentata sono stati identificati e arrestati. La violenza di gruppo nei confronti della ragazzina si sarebbe consumata, la prima volta, alla fine dell'aprile 2012 in un anfiteatro all'aperto a Molfetta. La quattordicenne sarebbe stata violentata da dieci ragazzi tra i 16 e i 24 anni che da qualche tempo la conoscevano ed erano riusciti a conquistare la sua fiducia. Un giorno i ragazzi avrebbero convinto la minore, adescata attraverso quel numero di cellulare pubblicato su Facebook, a fare un giro in scooter e allora sarebbe scattata la violenza di gruppo. A cui sarebbero seguiti altri episodi tra cui un tentativo di violenza persino durante una gita con il gruppo dell'oratorio. Inutile il tentativo, fatto dalla minore, di liberarsi di quel numero di telefono gettando la scheda sim.

Sono accuse gravissime quelle per le quali il Giudice per le Indagini Preliminari di Trani, Luca Buonvino, su richiesta della Procura di Trani ha ordinato ai Carabinieri della Compagnia di Molfetta di arrestare quattro giovani, tutti maggiorenni due di 21 anni, uno di 20 e l'altro di 25, accusati di aver violentato in gruppo un ragazza quattordicenne. Sono stati messi agli arresti domiciliari con le accuse di violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona, il tutto aggravato dal fatto che la vittima fosse minorenne, dal numero superiore a 5 degli stupratori e dalla circostanza che la povera ragazza abbia dovuto subire le violenze sottoposta a limitazioni della libertà personale. Una quinta persona è indagata ma la sua posizione, avendo meno di 18 anni all'epoca dei fatti, è al vaglio del tribunale dei minori. Restano ancora da identificare invece gli altri membri del gruppo, probabilmente minorenni. La persona che aveva creato il falso profilo Facebook è stata identificata: era una coetanea della 14enne, che dopo la creazione di quella pagina online, aveva anche chiesto scusa all'amica.

I fatti risalgono alla primavera e all'estate dello scorso anno, ma la vittima ha trovato il coraggio di denunciare solo in un secondo tempo, terrorizzata dal fatto che il branco la potesse di nuovo aggredire. La minuziosa ricostruzione dei fatti operata dai Carabinieri coordinati dalla pm Mirella Conticelli ha consentito di acquisire un quadro indiziario gravissimo a carico dei quattro.

 

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