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Ho 14 anni e non mi faccio esplodere

Usaid e Zahara non si conosceranno mai, lui è nato in Siria, lei in Nigeria, migliaia di chilometri separano le vite di due ragazzini accomunati dallo stesso destino di sopraffazione e dello stesso disgusto per la morte. Entrambi 14enni, entrambi arruolati da jihadisti fanatici e manipolatori, entrambi disertori della "causa", hanno rifiutato di farsi saltare in aria in mezzo a dei civili innocenti e si sono consegnati alle autorità tremanti di paura.
Daniele Zaccaria, Cronache del Garantista ...

Il culto del jihad tra i ragazzi europei

  • Venerdì, 19 Dicembre 2014 13:21 ,
  • Pubblicato in L'Inchiesta
Internazionale
18 dicembre 2014

Quando Ismail Cetinkaya incontra uno di quei ragazzi che vogliono partire da Amburgo per andare a combattere in Siria, gli chiede: "Ma tu hai mai dormito in una casa senza riscaldamento in pieno inverno? Sai fare a meno dell'elettricità e dell'acqua corrente? Pensi che usare un kalashnikov sia come manovrare il joystick della Playstation?". ...

Le jihadiste francesi

Libertà apparenteRossetto e jihad. Nora non andava alla moschea, non portava il velo, viene da una famiglia di origine marocchina, musulmana ma non praticante. "La religione è solo un pretesto. Le ragazze cadono in altre trappole" spiega Dounia Bouzar, sociologa che ha appena pubblicato un libro sui giovani francesi che partono per la Siria. Titolo: "Ils cherchent le paradis, ils ont trouvé l'enfer", cercano il paradiso e trovano l'inferno.
Anais Ginori, la Repubblica ...
Lui militare governativo e lei imprigionata dentro una città in mano al Califfo Ibrahim ma innamorati al punto di rischiare la vita per sposarsi lungo il confine che separa lo Stato Islamico (Isis) da ciò che resta dell'Iraq: la storia d'amore fra Ekhsal Mohammed e Ali Amer testimonia come anche nell'angolo più insanguinato del Pianeta la forza dei sentimenti riesce in qualche maniera ad imporsi.
Maurizio Molinari, La Stampa ...

Nuovo "gioco" a scuola: trova l'aspirante jihadista

  • Giovedì, 27 Novembre 2014 09:25 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Fatto Quotidiano
27 11 2014

Barba lunga non curata, perdita di peso legata a frequenti digiuni, rifiuto di farsi tatuare.

Sono alcuni punti che emergono nel manuale anti-jihad pubblicato dal provveditorato agli studi di Poitiers. Un documento di 14 pagine per la "prevenzione della radicalizzazione in ambito scolastico" destinato agli insegnanti della città (storicamente nota perché è qui che nel 732 Carlo Martello cacciò gli invasori musulmani) per aiutarli a riconoscere gli alunni "a rischio", quelli che potrebbero convertirsi all'Islam radicale e arruolarsi nell'Isis.

La guida mette in evidenza alcuni "comportamenti" sospetti, come il "ripiegamento identitario" o "l'esposizione selettiva ai media". E individua modelli generici ai quali i ragazzini si potrebbero adeguare. Il modello "Lancillotto" per esempio, quello del giovane "votato al sacrificio", o il "Madre Teresa" di chi è "da motivazioni umanitarie".

È stato il giornale on line Mediapart a rivelare l'esistenza della guida. ...

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