Sabato 21 novembre, ore 15.00
Sabato 21 novembre 2015, ore 15.00

Piazza Santi Apostoli
Roma

Petrolio e affari, gli interessi che bloccano il Medio Oriente

  • Venerdì, 20 Novembre 2015 16:02 ,
  • Pubblicato in L'Analisi
Petrolio, guerra e paceStefano Feltri, Il Fatto Quotidiano
20 novembre 2015

Nessuno ha davvero interesse a turbare il caotico equilibrio del Medio Oriente. Perché vorrebbe dire stabilire vincitori e vinti. ...
Dazebao News
20 11 2015

ROMA - Le comunità islamiche e i musulmani d'Italia scendono il 21 novembre in piazza. Una manifestazione nazionale a Roma contro il terrorismo, per rispondere alla strage di Parigi e gridare insieme "Not in my name".

Si terrà domani dalle 15 in piazza Santi Apostoli. A lanciarla è stata l'Ucoii (Unione delle comunità islamiche Italiane). "Questa manifestazione ha due significati - ha spiegato Elzir -. Innanzitutto è un messaggio interno alla comunità islamica per dire 'Not in my name' riguardo questi atti criminali che stanno spargendo sangue in tanti Paesi nel mondo. Le prime vittime di questi terroristi siamo noi musulmani, quindi dobbiamo condannare il terrorismo in maniera netta.

Poi - ha aggiunto - è un messaggio ai nostri concittadini: dobbiamo e possiamo vincere la paura e il terrorismo soltanto se siamo uniti. L'obiettivo dei terroristi è creare delle barriere tra i musulmani e i non musulmani".

"Alla manifestazione di domani - ha concluso - abbiamo invitato tutta la realtà islamica ma non solo, abbiamo chiesto ai nostri concittadini di essere con noi. Per chi non riesce a venire a Roma abbiamo organizzato dei presidi locali in tutta Italia"."Noi - ha spiegato Elzir - siamo italiani di fede islamica, non abbiamo bisogno di un partito islamico. I nostri confratelli che partecipano alla vita politica decidono di supportare il partito che vogliono. I politici che cavalcano la paura della gente tirando in ballo la religione sono imprenditori dell'odio e della paura. I nostri concittadini sono più intelligenti di loro, chiedo a loro di essere responsabili. A livello personale ho ottimi rapporti con Salvini, lo ho invitato ad essere responsabile in particolare in questi momenti difficili. Lo invito a partecipare alla manifestazione di domani per dire che tutti noi siamo uniti contro questo cancro dell'umanità che è il terrorismo".

Sul titolo di Libero 'Bastardi islamici', Elzir commenta: "mi dispiace che qualche giornalista, o che così dichiara, sia così irresponsabile nel momento in cui tutti dovremmo essere più responsabili. Nel Paese dell'arte e del buon gusto, trovo questi titoli senza gusto. Noi siamo italiani di fede islamica e siamo orgogliosi di esserlo. I terroristi non rappresentano nessuno di noi. Se uno è mafioso, non è che possiamo dire siciliani bastardi. Bisogna usare un linguaggio giusto e non cadere nella trappola dei terroristi".

All'iniziativa hanno già risposto positivamente esponenti politici, sindacali e della società civile, tra questi il presidente della Commissione Affari esteri del Senato Pier Ferdinando Casini, Susanna Camusso, leader della Cgil, Maurizio landini della Fiom, Ignazio Messina dell'Idv e tanti altri. La riuscita dell'iniziativa è assicurata, come fanno notare i parlamentari del Partito democratico Khalid Chaouki e Luigi Manconi: "La manifestazione "contro l'ISIS" è già un successo. Il nostro appello affinché l'iniziativa limpida e coraggiosa dei musulmani non rimanesse solo "dei musulmani", ma coinvolgesse il maggior numero di italiani, credenti e non credenti, sta ottenendo numerosissime adesioni. Cittadini di tutte le età, decine e decine di parlamentari, intellettuali e artisti e tra questi: Ermanno Olmi e Ascanio Celestini, Gad Lerner e Moni Ovadia, Paolo Virzì e Mario Fortunato, Eligio Resta e Nicola La Gioia, Paolo Rossi e Vito Mancuso", aggiungono. "L'iniziativa di sabato è di grande importanza per la chiarezza dei contenuti e la nettezza delle parole d'ordine e l'importanza della rivendicazione di fondamentali valori condivisi. In primo luogo, quello della intangibilità della vita umana. Dopo la manifestazione di sabato sarà più difficile per gli xenofobi e per gli imprenditori politici dell'intolleranza parlare di complicità, ma anche e solo di ambiguità, dei musulmani d'Italia", concludono.

Il destino di Raqqa ai tempi del Califfato

  • Venerdì, 20 Novembre 2015 12:18 ,
  • Pubblicato in Il Racconto
RaqqaAlberto Negri, Il Sole 24 Ore
20 novembre 2015

Come si vive in Siria ai tempi del Califfato? Il destino di Raqqa racconta una storia emblematica della guerra siriana che racchiude prima la paura per la repressione esercitata dal regime di Bashar Assad, poi le speranze sollevate dall'avanzata dei ribelli e infine il cupo terrore imposto da al-Baghdadi. ...
Il Fatto Quotidiano
20 11 2015

Jihadisti hanno attaccato l'albergo con armi da fuoco e granate, sigillando la struttura che ospitava anche i militari della missione Onu nel Paese

Una sparatoria è in corso nell’hotel Radisson a Bamako, nel centro della capitale del Mali. Gli uomini armati hanno sigillato l’albergo di lusso, che ha 190 camere quasi tutte occupate al momento dell’irruzione, prendendo in ostaggio 170 persone: 140 clienti e 30 dipendenti. Tra gli ospiti della struttura anche i militari della missuone Onu in Mali. L’area è stata immediatamente circondata dalle forze di sicurezza. L’attacco è avvenuto con armi da fuoco e granate.

Una fonte della sicurezza ha riferito: “E’ successo al settimo piano: jihadisti stanno sparando nel corridoio”. Secondo Rfi, il commando di uomini armati responsabili dell’attacco sarebbe arrivato nell’albergo a bordo di una macchina con la targa “corpo diplomatico”.

L’hotel si trova poco a ovest del centro della capitale maliana, in un quartiere che ospita ministeri e sedi diplomatiche. “Molto presto questa mattina c’è stata una sparatoria. Apparentemente è stato un tentativo di prendere degli ostaggi. La polizia è sul posto e ha isolato l’area”, ha dichiarato la fonte della sicurezza. Le strade circostanti l’albergo sono state bloccate. L’ambasciata Usa ha twittato di essere “a conoscenza di una sparatoria in corso all’hotel Radisson”, chiedendo ai cittadini americani di restare al chiuso.

Il presidente del Mali, Idriss Déby Itno, ha evocato la matrice islamista dell’attacco terroristico: “condanno nella maniera più ferma possibile questo atto barbaro che non ha niente a che vedere con la religione”, ha detto il capo di Stato come riferisce il sito Jeune Afrique.

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