Repubblica.it
31 01 2013

A carico di Francesco Tuccia il pm aveva chiesto 14 anni, ma è decaduta l'accusa di tentato omicidio. L'episodio, di inaudita violenza, si svolse nella notte tra l'11 e il 12 febbraio dell'anno scorso, all'uscita della discoteca "Guernica" di Pizzoli (L'Aquila). La ragazza dichiarò: "Volevano uccidermi"

L'AQUILA - Francesco Tuccia, l'ex militare campano di stanza all'Aquila accusato della violenza sessuale subita da una studentessa laziale all'uscita della discoteca 'Guernica' di Pizzoli (L'Aquila) nella notte tra l'11 e il 12 febbraio dello scorso anno, è stato condannato a otto anni di carcere. Il pm aveva chiesto 14 anni, ma è decaduta l'accusa di tentato omicidio. La corte era composta dal presidente Giuseppe Grieco, Italo Radoccia e Carla Ciofani giudici a latere.
Dopo una brutale violenza la giovane fu lasciata esanime e insanguinata in mezzo alla neve del piazzale del locale e fu salvata dall'intervento di Pino Galli, uno degli addetti alla sicurezza, che dopo averla soccorsa allertò il 118. "E' stata un'operazione di violenza inaudita", aveva detto stamane nel corso della requisitoria, durata circa un'ora e mezzo, il pm David Mancini, nel ricostruire lo stupro.

L'accusa aveva chiesto 14 anni di reclusione per violenza sessuale e tentato omicidio. La ragazza, all'epoca dei fatti, aveva dichiarato: "Quelli mi volevano uccidere". Ritenuto colpevole dell'accaduto, Tuccia fu arrestato alcuni giorni dopo e rinchiuso nel carcere di Teramo, nella stessa cella di Salvatore Parolisi, condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie Melania Rea.
Successivamente, e tra numerose polemiche, per lui furono disposti i domiciliari.

All'epoca dei fatti Tuccia era un militare del 33/esimo reggimento artiglieria terrestre "Acqui". Il tribunale era composto da Giuseppe Grieco presidente, Italo Radoccia e Carla Ciofani giudici a latere.
Cityrumors
10 01 2013

L'Aquila. "Non ricordo nulla, ma questa storia è un incubo che mi ha stravolto la vita. Ho solo pochi ricordi di quella notte. Ricordo solo l'ingresso in discoteca e il momento in cui ho consegnato il mio cappotto al guardaroba del locale. Poi il nulla. Da quella sera tutto è cambiato".

Sono le parole pronunciate oggi in aula dalla studentessa universitaria di 20 anni di Tivoli, vittima di uno stupro subito nella notte tra l'11 e il 12 febbraio dell'anno scorso fuori la discoteca "Guernica" di Pizzoli. Un processo a porte chiuse, al quale è presente anche il presunto violentatore, Francesco Tuccia, ex militare ventenne della provincia di Avellino.

Il giovane, accusato anche di aver lasciato la ragazza in uno stato di incoscienza tra le neve ed in una pozza di sangue, è giudicato con il rito immediato.
L'udienza di oggi si è basata sulle testimonianze dell'accusa ed in particolare sull'audizione della vittima e della sua amica, con la quale era andata a ballare. L'udienza è stata aggiornata al 31 gennaio, quando parlare saranno Tuccia ed i testimoni della difesa. Nella stessa data è prevista la requisitoria del pm e la sentenza.

Come accaduto nelle altre udienze, fuori l'aula del Tribunale si sono ritrovate molte donne, esponenti di associazioni che combattono la violenza di genere che, alla vista di Tuccia all'uscita dall'aula, hanno manifestato tutta la loro rabbia. Il Centro antiviolenze dell'Aquila è stato ammesso, nella scorsa udienza, parte civile al processo.

ORA E' DAVVERO TROPPO!

da 3e32
21 febbraio 2012

Ci sembra assurdo ma apprendiamo che oggi i tre caporali del 33esimo reggimento Acqui indagati per lo stupro di Pizzoli rientrano in servizio dopo un breve congedo nel giorno in cui lo stesso reggimento prende il posto degli Alpini nei servizi di pattugliamento del centro storico nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”.

Ci riguarda tutte

18 ottobre 2012

Il 12 febbraio 2012, in una discoteca di Pizzoli (L'Aquila), una giovane donna di 20 anni è stata stuprata e ridotta in fin di vita.
Accusato di questa aggressione e tentato omicidio è Francesco Tuccia, un militare in servizio all'Aquila per l'operazione “ Aquila sicura” partita dopo il terremoto.
La ragazza è stata ridotta in fin di vita e le sono state procurate lesioni gravissime e permanenti.
Il 18 ottobre all'Aquila si terrà la prima udienza del processo.

facebook