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Violenza sessuale sulla figlia adottiva, arrestato

15 01 2013

Per 10 anni ha abusato della ragazzina arrivata in Italia a nove anni. I carabinieri hanno trovato il «diario degli orrori»

Cosenza – Ha violentato la figlia adottiva per dieci anni. Ne aveva appena nove quando il padre ha iniziato i primi approcci sessuali. E lei, sin dall’inizio, ha raccontato la sua odissea in un diario. Tenuto segreto sino a qualche mese fa. L’orco è un meccanico di Cosenza, arrestato martedì mattina dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Gli abusi sessuali nei confronti della ragazzina hanno avuto inizio subito dopo l’adozione. I genitori adottivi nel 2003 si erano recati in Bielorussia per ottenere l’affidamento di due sorelle adolescenti. Una di nove e l’altra di 10 anni, entrambe rinchiusi in un orfanatrofio. Le condizioni familiari e, soprattutto la personalità dei futuri genitori, avevano contribuito ad accelerare l’iter burocratico dell’adozione, avvenuta comunque dopo un periodo di affidamento delle sorelline alla coppia di Cosenza. Padre e madre adottivi si erano recati in Bielorussia e avevano trascorso insieme alle due sorelline lunghi periodi, prima di rientrare definitivamente in Italia. Va detto comunque che delle violenze la madre adottiva è stata sempre all’oscuro. Solo negli ultimi tempi- ha raccontato agli inquirenti – ha avuto il sospetto che qualcosa negli anni era accaduto alla figlia minorenne.
PRIMA DI ANDARE A SCUOLA - Oggi la ragazza ha vent’anni e vive da sola, mentre l’altra sorella continua ad abitare con la madre che, dopo lo scandalo, ha denunciato il consorte. Come ha scritto l’adolescente nel suo diario, la violenza sessuale del genitore adottivo ha avuto inizio dopo qualche mese dal suo arrivo in Italia. Ogni occasione era buona per il genitore per mettere addosso le mani alla figlia. Scrive la ragazzina: «Oggi prima di entrare a scuola papà mi ha portata in un luogo brutto e mi ha messo le mani addosso. Ho pianto. Tanto. Ma lui continuava e mi faceva male…». A scuola gli insegnanti non hanno mai sospettato di nulla. Eppure quell’adolescente che man mano diventava ragazzina ogni giorno si portava dietro l’angoscia e le paure di un padre padrone che la costringeva a vivere in una condizione psicologica e, soprattutto fisica, tale da renderla incapace di qualsiasi reazione. Sino a quando la ragazzina ha conosciuto il primo amore. Ha già sedici anni. Il padre orco intuisce che la figlia potrebbe innamorarsi e affronta il ragazzo. Lo costringe con la forza a lasciarla. Le violenze continuano. In auto, in campagna. Prima e dopo l’uscita da scuola. La ragazzina conosce un nuovo amore. Anche in questo caso il padre-orco affronta il ragazzo e come nel primo caso, con la forza, lo costringe a non frequentare più sua figlia.
IL DIARIO DEGLI ORRORI - Sino a quando lei non s’innamora di un terzo giovane, più grande di lei. Il padre prende per il petto anche lui. Ma questa volta il ragazzo ha le spalle larghe e tra i due la colluttazione è violenta. Il meccanico anche se ha la meglio è denunciato dal giovane per lesioni. La storia inizia a trapelare e qualcuno vicino alla famiglia della coppia adottiva mette in allarme i carabinieri. Le indagini del tenente Satriano portano i primi risultati. È interrogata la madre e poi anche la ragazza che per dieci anni ha subito le violenze del padre. L’inchiesta è chiusa con le ammissioni della giovane. Che consegna all’ufficiale il «diario degli orrori».
Carlo Macrì

Frontiere news
14 12 2012

Due giorni fa il Parlamento europeo ha votato una risoluzione sulla “situazione dei diritti fondamentali nell’UE”; tra le varie tematiche toccate anche la questione della trasparenza nella forza pubblica e in particolare dell’identificazione degli agenti di polizia.

Il Parlamento Europeo “esprime preoccupazione per il ricorso a una forza sproporzionata da parte della polizia durante eventi pubblici e manifestazioni nell’UE; invita gli Stati membri a provvedere affinché il controllo giuridico e democratico delle autorità incaricate dell’applicazione della legge e del loro personale sia rafforzato, l’assunzione di responsabilità sia garantita e l’immunità non venga concessa in Europa, in particolare per i casi di uso sproporzionato della forza e di torture o trattamenti inumani o degradanti; esorta gli Stati membri a garantire che il personale di polizia porti un codice identificativo”.

In Gran Bretagna, in Spagna, Francia, Germania, Grecia e Svezia, così come anche negli Stati Uniti ed in Canada, le divise delle forze dell’ordine mostrano l’ID dell’agente.

IL MONSIGNORE E IL RAGAZZINO

di Antonio Condorelli, Corriere della Sera
22 marzo 2012


L'agghiacciante storia di un ragazzino che ha subito abusi da parte di un potente monsignore siciliano per anni.
Vedi il video.


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