Unione franco-tedesca sull'acqua

  • Sabato, 26 Settembre 2015 10:04 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Acqua pubblicaRoberto Lessio e Marco Omizzolo, Il Manifesto
26 settembre 2015

Tra le grandi con­trad­di­zioni che Ale­xis Tsi­pras dovrà scio­gliere ce n'è una che atte­sta tutta l'ipocrisia del capi­ta­li­smo e che riguarda anche il nostro paese. In breve: con gli accordi per il sal­va­tag­gio mone­ta­rio fir­mati dal governo e rati­fi­cati dal Par­la­mento quest'estate,

Il vecchio liberismo contro i beni comuni

Beni comuniE' appena stata battezzata la nuova tribù degli "antibenicomunisti" capitanati dall'Istituto Bruno Leoni e promossa da Pierluigi Battista. [...] Si tratta di una formidabile mistificazione, ma ancor più significa non comprendere proprio il carattere innovativo e contemporaneo che sta alla base della teoria e dei movimenti dei beni comuni.
Corrado Oddi, Il Manifesto ...

Lo scandalo costituzionale

Gentile Signor Presidente On. Sergio Mattarella, il 12 e 13 giugno del 2011, 27 milioni di cittadini hanno detto chiaramente e con immenso entusiasmo (la democrazia può essere felice), "no al profitto con l'acqua potabile", abrogando la norma che stabiliva la determinazione della tariffa per l'erogazione dell'acqua, contro la remunerazione del capitale investito dal gestore. Gli italiani hanno coerentemente escluso che l'accesso al diritto umano all'acqua potabile e per l'igiene, riconosciuto come tale dalla risoluzione del 28 luglio 2010 dell'Assemblea Generale dell'Onu, fosse fonte di lucro.
Riccardo Petrella, Il Manifesto ...

Coordinamento Romano Acqua Pubblica
12 01 2015


Martedì 13 l'assemblea capitolina chiamata a decidere da che parte stare. Tutte e tutti in Campidoglio alle 14.00


Martedì prossimo l'assemblea capitolina discuterà la proposta di inziativa popolare sulla ripubblicizzazione della gestione dell'acqua a Roma, insieme ad altre 3 delibere su scuola, finanza e patrimonio pubblici. Una proposta dal basso, nata per attuare la volontà popolare espressa nei referendum di giugno 2011 e ripresa dalla legge regionale n°5: fuori l'acqua dal mercato, fuori i profitti dall'acqua.

Tra i provvedimenti recentemente approvati dalla giunta in tema di bilancio compare però la vendita del 3,54% di ACEA ATO2 S.p.A.. Questo significa che il Comune di Roma non avrebbe più la maggioranza delle azioni del gestore idrico della città: mentre I cittadini chiedono di ripubblicizzare, la giunta intende privatizzare.

La domanda quindi è: l'assemblea capitolina saprà cogliere quest'occasione, schierandosi dalla parte dei cittadini o si mostrerà schiava delle logiche di mercato che governano ACEA?

Non si tratta solo (si fa per dire) di ideologia, perchè ACEA in questi ultimi mesi ha saputo dimostrare ai romani cosa significa gestire l'acqua in forma privatistica: migliaia di distacchi a settimana, anche per piccole morosità, senza alcuna salvaguardia per bambini, anziani o disabili. Per questo diversi cittadini hanno scelto di rivolgersi a Super Mario: l'idraulico che riporta l'acqua a chi viene colpito dai distacchi di ACEA.

Ma se questo non basta, ecco arrivare l'accordo con Equitalia per la riscossione delle bollette insolute. Un’ulteriore operazione vessatoria nei confronti degli utenti, accompagnata dai pesantissimi conguagli che molti cittadini si sono visti recapitare a fine 2014. ACEA ATO2 si è infatti accorta di aver incassato meno di quanto previsto, anche perchè i romani hanno imparato a consumare meno acqua. La soluzione? Far pagare questa differenza agli utenti, partendo addirittura dalle somme relative al 2006! Un giochetto che farà entrare nelle casse di Acea circa più di 50 milioni di euro nel solo 2015.

Ma come vengono usati questi soldi? Investiti per migliorare il servizio o le condizioni dei lavoratori? Utilizzati per tutelare le fasce più deboli? O per migliorare la depurazione? Sembrerebbe di no, date le continue lamentele non solo degli utenti, ma anche dei Sindaci della provincia di Roma, che segnalano decine di opere promesse e mai concluse. Quelli che certamente godono di ottima salute sono i profitti degli azionisti, in continuo aumento.

E allora il Comune di Roma ha il dovere di esercitare il suo potere, politico e societario, per garantire il diritto all'acqua e alla salute, oggettivamente messo in discussione dall'attuale gestione.

Per far sì che la voce dei cittadini venga ascoltata, tutte e tutti al Campidoglio martedì 13 Gennaio alle 14.00 per assistere alla presentazione delle 4 delibere d'iniziativa popolare.

Roma, 12 Gennaio 2015.

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

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Cinzia Di Napoli 3936122793
Simona Savini 3494136733

Diritto all'acqua: la politica capitolina se ne lava le mani!

  • Venerdì, 07 Novembre 2014 17:20 ,
  • Pubblicato in Flash news

Coordinamento Romano Acqua Pubblica
07 11 2014

Gravissime le affermazioni del Sindaco sul progetto di fusione delle società partecipate da Acea

Finalmente un pò di chiarezza, dietro alla propaganda dell'acqua in brocca servita all'interno del Campidoglio, dietro alle dichiarazioni pro-acqua pubblica di tanti esponenti della Giunta Capitolina, finalmente giù la maschera: sull'acqua è il mercato il migliore metro di valutazione. Ma migliore per chi?

Per gli azionisti privati? Senz'altro. Per Caltagirone? Senza dubbio: chissà quanti altri appalti le sue ditte riusciranno ad aggiudicarsi potendo spaziare in tutto in Centro Italia!

E per i cittadini? Chiediamolo alle centinaia di famiglie che, proprio in questi giorni, Acea sta lasciando senz'acqua per rendere più efficace il suo recupero crediti: o paghi, o muori di sete. Così funziona il mercato che piace al Sindaco Marino. Ma chiediamolo anche ai cittadini di Umbria e Toscana che, nel progetto di fusione tanto caro anche a Renzi, avranno come gestore una multinazionale sempre più potente, sempre più distante dagli interessi dei cittadini e sempre più attenta al mercato. Giustamente: una quotata in borsa deve sottostare alle regole di mercato, poco importa se l'acqua è un diritto umano!

Per questo è giusto resistere in tutti i modi alla vendita dell'acqua e dei beni comuni, per questo i comitati per l'acqua si stanno mobilitando contro il progetto di fusione che vuole Acea "padrona dell'acqua" di tutto il Centro Italia, per questo stanno nascendo realtà autorganizzate come i Gruppi di Allaccio Popolare.

Al Sindaco Marino e alla sua Giunta un messaggio chiaro: non è il CdA di Acea che deve decidere sull'acqua, ma i cittadini pronti a rivendicare i propri diritti!

 

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