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28 11 2012

Che cosa si può fare per elogiare persone come il preside Ghulam Qadir che ha dato la vita per promuovere l'istruzione delle bambine? Come punire le persone che lo hanno ucciso?    
 
di Viviana Mazza
 
Malala Yousafzai è diventata un simbolo dell’istruzione femminile. Ma se la sua battaglia avrà successo, sarà anche merito degli uomini che credono in quell’obiettivo. A cominciare da suo padre Ziauddin, che ha fondato la scuola frequentata da Malala e da altre ragazze nel nord del Pakistan. Non è l’unico uomo a crederci. Al summit internazionale sull’Istruzione (WISE) a Doha, una decina di giorni fa, ho conosciuto Bahauddin Baha, uno studente di medicina afghano di 24 anni, cresciuto in un campo profughi a Peshawar, nel nord del Pakistan. Bahauddin, che ha sette sorelle, sostiene che  ”secondo il Profeta, l’istruzione è richiesta sia agli uomini che alle donne. E se non fosse una buona cosa, perché allora gli uomini cercano di apprendere di più?”. Ieri, di ritorno in Afghanistan dopo il summit, mi ha raccontato che il preside di una scuola per bambine è stato ucciso, chiedendomi come mai storie come la sua non diventano famose.
    Ero in macchina, viaggiavo sulla strada di Mahi Par (che vuol dire “ala di pesce”). E’ una strada pericolosa che va da Kabul a Jalalabad. Ero ancora felice e sereno, dopo un viaggio confortevole in aereo con la Qatar Airways. In auto con me c’erano Sahib Jaan e un suo amico. Sahib Jaan viene dalla provincia di Kunar, e ha perso entrambe le gambe nella provincia di Helmand. Lavorava nell’esercito nazionale afghano, è stato colpito da una bomba. Ha chiesto al suo amico di aiutarlo ad ottenere una pensione di invalidità dal governo. In macchina, Sahib Jaan mi ha raccontato la storia di suo suocero, Ghulam Qadir, che era il preside di una scuola per ragazze. Ghulam Qadir gestiva anche una piccola azienda che vendeva bestiame, perché il salario di preside non gli bastava a mantenere la sua famiglia.

    Una sera qualcuno bussa alla porta di casa di Ghulam Qadir, e lui esce fuori. La sua famiglia pensa che qualcuno voglia mostrargli una mucca da vendere. Si fa sempre più buio, ma Ghulam Qadir non torna. Dopo quattro ore, il suo corpo decapitato viene trovato dentro un sacco, insieme ad una lettera che dice che questo sarà il destino di tutti quelli che promuovono l’istruzione delle ragazze.

    Mentre ascoltavo Sahib Jaan, ho pensato più volte al fatto che la storia di Malala Yousafzai è diventata famosa in tutto il mondo. Ma che cosa si può fare per elogiare persone come Ghulam Qadir che hanno dato la vita per appoggiare questa causa? E come punire le persone che lo hanno ucciso? Al summit WISE ho cercato una risposta a questa domanda. Sono certo che la gente che ha ucciso Ghulam Qadir ha ricevuto un minimo di istruzione. Ma credo che qualcos’altro debba accompagnare l’istruzione. Non so cosa sia.  Spero di trovare la risposta un giorno.
Bahauddin Baha. La foto in alto è del fotografo Reza (courtesy of WISE)
A Bahauddin, quando ci siamo incontrati a Doha, ho chiesto di spiegarmi il punto di vista dell’uomo che ha sparato a Malala.

    Parlando con te, ho modo di conoscere il tuo cuore, e non ti ucciderei. Ma altre persone non hanno gli stessi valori. Se vivi in un mondo chiuso in se stesso, se sei il prodotto della guerra, la pensi in modo diverso. La maggior parte della gente da entrambi i lati del confine non ha avuto mai la possibilità di sperimentare la vita al di fuori delle norme culturali e religiose locali, la loro mentalità è chiusa. C’è anche gente che crede davvero che quello sia il modo giusto di vivere, ma i talebani costringono tutti, per paura, a seguire le loro norme, anche quelli che vorrebbero vivere in modo più aperto. E quando non sei istruito e non hai una mente critica, sei estremamente facile da indottrinare. Bisogna aiutare le persone a costruire la propria intelligenza e a pensare in modo critico.
    L’onore e la vergogna sono due temi importanti per i pashtun. Siamo dei combattenti, ma devi anche sapere che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, capire la differenza tra combattere il male e uccidere le donne. Se ci riuscissimo, saremmo il miglior popolo del mondo. Ma finora non ci siamo riusciti”.

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