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Accoltellato in metro dai naziskin

  • Lunedì, 02 Giugno 2014 07:23 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Stampa
02 06 2014

Accoltellato sul metrò da un gruppo di giovani che si ispirerebbe ai naziskin, seguaci dell'estrema destra. Due aggressori sono stati arrestati dalla polizia, altri quattro denunciati. Tre maggiorenni e tre minori, due sono ragazze. Uno degli arrestati, Alberto Gelmi, di Torino, nel 2011 fu a sua volta aggredito e picchiato da otto coetanei, riportando gravi ferite. ...

 

Il massimo della pena prevista dal rito abbreviato, il massimo che aveva chiesto il pm. Ma anche una condanna molto dura in senso assoluto che non capita molto spesso. Una sentenza che è un pugno di ferro, in questa storia un pò da uomini che odiano le donne in versione italiana, agghiacciante come solo può esserlo la realtà nel superare la fantasia. ...

Corriere della Sera
09 05 2013

La 36enne incinta colpita al volto con l’acido il 6 maggio a Milano, mentre entrava in ospedale per fare alcune analisi legate alla gravidanza, è solo l’ultima vittima di una barbarie che le cronache ci rimandano con una cadenza preoccupante. Tre brutali aggressioni in circa un mese. Dopo l’avvocatessa 35enne di Pesaro sfigurata mentre rientrava a casa, a finire sfigurato è stato un infermiere di 33 anni: uno sconosciuto gli ha rovesciato addosso il contenuto di una bottiglietta mentre stava per salire su un treno.

Aprendo il giornale il mio sguardo è stato catturato dal volto sorridente dell’avvocatessa Lucia Annibali (come presunto mandante è stato arrestato il suo ex) e mi sono chiesta se dietro una simile escalation di questi atti inauditi di vendetta che fino a tempo fa sembravano molto lontani da noi ci sia anche un folle fenomeno imitativo, come era accaduto con i lanci dei sassi nel 1996. Il mio dubbio ora è supportato dalla dichiarazione del criminologo della Sapienza Vincenzo Mastronardi.


«Esattamente come l’uscita del romanzo I dolori del giovane Werther di Goethe determinò un incremento a dismisura di suicidi - spiega il criminologo Mastronardi -, analogamente secondo le statistiche Usa, ogni notizia pubblicata su un quotidiano in prima pagina ha fatto registrare un aumento di 13 suicidi in più dal terzo all’undicesimo giorno dopo la pubblicazione della notizia».

«Senza voler criminalizzare l’informazione che è un processo inarrestabile — continua il criminologo — , dobbiamo fortificare sempre di più la societá, non possiamo chiudere gli occhi, bendare l’informazione né bendare chi la osserva».

Personalmente ritengo questa aggressione violenta e sconvolgente alla stregua di un tentato omicidio, perché voler cancellare il volto di una persona significa volerne distruggerne l’identità. Il mio pensiero va a Fakhra Younas , la danzatrice pakistana che ha ispirato il libro «Il volto cancellato» (Mondadori) . Era stata sfigurata dal marito che nel 2001 le bruciò il viso con l’acido. Una volta fuggita in Italia, subì 39 operazioni. Nel marzo 2012 si suicidò, lanciandosi nel vuoto.

In Pakistan ogni anno centinaia di persone sono attaccate con acido. Molte sono donne. Alcune di loro, sfigurate dai loro mariti gelosi o pretendenti respinti, sono le protagoniste del documentario Premio Oscar “Saving Face” dei registi Sharmeen Obaid Chinoy e Daniel Junge*. Donne che alla fine si sono opposte alla proiezione del film perché temono l’ostracismo delle loro comunità.

In Italia la pena prevista è quella per “lesioni personali e gravissime” e va da 6 a 12 anni di reclusione, ma io credo dovrebbe essere aumentata.

Ma soprattutto mi chiedo e vi chiedo che cosa si possa fare per fermare questa brutalità. Posto che il diritto/dovere di cronaca è irrinunciabile, come può l’informazione non contribuire ad alimentare follie collettive come quella dell’acido, una vendetta che secondo le indagini, ha quasi sempre moventi passionali. E che proprio per questo è ancora più feroce.

* Saving Face – Il volto delle donne si può vedere in esclusiva sul Reportage di Cubovision, la tv on demand di Telecom Italia

16 giugno 2012

La polizia li preleva dall'ospedale Sant'Orsola e notifica al marito un decreto di espulsione. Everyone deposita esposto in procura e chiede apertura di un'indagine interna al ministro Cancellieri.
Alle una di notte di mercoledì 13 giugno, una giovane coppia senza fissa dimora di origine Rom, Ljubo Halilovic e la moglie Brenda Salcanovic, è stata assalita da sei cittadini stranieri mentre dormiva all'aperto a Bologna, in un giardino pubblico in via Torino, all’angolo con via Firenze.
di Renato Pierri
6 ottobre 2012

Il giorno 12 settembre i giornali diffusero la notizia di una prostituta romena di 22 anni aggredita selvaggiamente da due uomini, nel quartiere della Borghesiana. I due coraggiosi, dopo averla presa a calci e a pugni, le cosparsero il corpo di liquido infiammabile per poi darle fuoco.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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