Il Fatto Quotidiano
11 09 2013

Neofascisti e neonazisti di mezza Europa si incontreranno per due giorni a Cantù, dal 12 al 14 settembre, per la seconda edizione del Festival Boreal, organizzato quest’anno da Forza Nuova (nel 2012 venne ospitato in Ungheria). La location non è stata ufficializzata fino all’ultimo, anche se già negli scorsi giorni era trapelata qualche indiscrezione che dava la cittadina brianzola come probabile ripiego dopo il gran rifiuto di Milano, memore del recente raduno naziskin che a giugno ha portato centinaia di teste rasate a Rogoredo, nella periferia del capoluogo lombardo. Così, dopo le polemiche di agosto, nei giorni scorsi il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha ufficialmente posto il veto all’iniziativa targata Forza Nuova, costringendo Fiore e i suoi a ripiegare su Cantù. Martedì mattina, nel corso della presentazione del festival dell’ultradestra, il segretario provinciale di FN Marco Mantovani, ha denunciato il “linciaggio mediatico” patito dal Festival Boreal, puntualizzando inoltre che l’evento è sempre stato previsto in quel di Cantù.

Si tratta del terzo evento di matrice nera organizzato in Lombardia nell’arco di pochi mesi (dopo quello dello scorso aprile a Malnate e quello di Rogoredo a giugno). Una frequenza preoccupante, soprattutto alla luce della portata di questi eventi, che richiamano ogni volta centinaia di persone da tutto il continente. La mobilitazione del mondo antifascista è stata tempestiva. Per giovedì sera alle 18 l’Anpi ha organizzato un presidio a Como, davanti al monumento alla Resistenza. Una manifestazione a cui hanno già annunciato la presenza molti esponenti del mondo politico e sindacale. Dopo l’adesione di Fiom Lombardia, il coordinatore del Pd lombardo e capogruppo in Regione, Alessandro Alfieri, ha annunciato la presenza di una delegazione del Partito Democratico. Il Pd ha anche presentato un’interrogazione per chiedere al governatore Roberto Maroni di convocare, assieme al Prefetto comasco, un tavolo sull’ordine pubblico per fermare l’evento di Forza Nuova. L’assessore regionale alla sicurezza, Simona Bordonali, ha risposto negativamente.

“Quella manifestazione – ha detto Alfieri – è contraria ai principi della nostra Costituzione. Non è un problema il soggetto che la convoca, ma i temi su cui è convocata, oltre al fatto che rischiamo di avere in Lombardia la crema dell’intolleranza e della xenofobia di tutta Europa. E’ davvero incredibile che la giunta regionale non ritenga possa esserci un problema di ordine pubblico”. Secondo Alfieri ha sbagliato anche il sindaco di Cantù a concedere l’autorizzazione: “L’incontro va fermato, lo chiediamo direttamente al Prefetto, purtroppo senza il sostegno dell’amministrazione Maroni. Siamo seriamente preoccupati, anche perché bisogna rendersi conto che quel raduno è convocato in un luogo pubblico all’interno di un centro abitato”.

Il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero, lo stesso che solo poche settimane fa aveva invitato il ministro Cecile Kyenge ad intervenire in consiglio comunale sollevando un vespaio di polemiche da parte della Lega Nord, nei giorni scorsi ha acconsentito all’organizzazione del Festival Boreal sul proprio territorio comunale: “Il primo compito e dovere di un sindaco è di applicare la Costituzione della nostra Repubblica”, appellandosi agli articoli 21 e 17, in difesa del “diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero” e del “diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi”. Inoltre, secondo quanto affermato dal primo cittadino canturino, “la Questura ha effettuato per tempo i necessari ed opportuni sopralluoghi verificando l’idoneità del luogo”. Bizzozero, inoltre, ha puntualizzato che “non sussiste al momento alcun comprovato rischio per la sicurezza o l’ordine pubblico, non sarebbe lecito, da parte di alcuna autorità competente e men che meno del sindaco, alcun diniego di autorizzazione, soprattutto in ragione del fatto che Forza Nuova è un movimento politico legalmente costituito e che partecipa normalmente alle elezioni nazionali, regionali (e a Cantù persino comunali) ed in quanto tale, va conseguentemente trattata esattamente come ogni altra forza politica legalmente costituita ed operante nel nostro paese”.

Il sindaco si è detto poi sorpreso dalla posizione del Pd: “Se il Pd ritiene che Forza Nuova sia un partito la cui esistenza deve essere vietata, non ha che da approvare una legge che ne vieti l’esistenza, cosa non difficile da fare per un partito che al momento è al governo del Paese”. Poi conclude con un’annotazione personale sulla “singolare” cultura democratica “di chi vorrebbe che ad esprimere il proprio pensiero fossero solo quelli che esprimono idee uguali a quelle di chi governa”. Il raduno che verrà ospitato a Cantù può contare sull’adesione, oltre ai neofascisti nostrani, anche di quella del British National Party, della Renoveau Francaise, di Democracia Nacional e degli equivalenti svedesi, ucraini, polacchi, croati e ungheresi. Assieme parleranno di omofobia e matrimoni gay, di immigrazione e di guerra, tutto condito da serate al ritmo della musica cara al mondo skinhead.

Mi chiamo Renato, non temo i fascisti ma gli indifferenti

  • Martedì, 27 Agosto 2013 14:43 ,
  • Pubblicato in Lettere
Stefania Zuccari*, Globalist

Mi chiamo Renato Biagetti. A me i fascisti non fanno paura. Non mi hanno mai fatto paura. Nemmeno quando mi hanno ucciso.
Quelli che mi fanno paura sono quelli che non dicono nulla, non vedono nulla, non sanno nulla. Quelli che ancora pensano che sono ragazzate o che "quelli come me se la sono andati a cercare".
È morta a 101 anni la partigiana Giovanna Marturano. Antifascista, membro della Brigata Garibaldi, dirigente del Partito Comunista Italiano, Giovanna "bimba col pugno chiuso ha continuato fino a pochi mesi fa a testimoniare con grande passione il suo impegno politico e civile", scrive l'Anpi. ...
Informare per resistere
04 07 2013

La visita di una delegazione al centro di detenzione di Ellinikò ha svelato episodi di tortura sui migranti detenuti. Hanno partecipato Javed Aslam, rappresentante della comunità pakistana, Petros Konstantinou, coordinatore di KEERFA e il vice-sindaco del comune di Ellinikò-Argyroupoli rappresentando Ch.Kortzìdis.

La delegazione ha incontrato il direttore della detenzione di Elliniko, dove sono stati trasferiti i detenuti il 27 giugno.

I migranti erano detenuti ad Amygdaleza e sono stati trasferiti per eseguire un’espulsione forzata all’aeroporto di Atene, dopo essere stati picchiati con pugni e calci dagli agenti di polizia. Avevano rifiutato l’espulsione, per cui sono stati portati in una camera all’interno dell’aeroporto. La polizia usa ogni metodo per obbligare i migranti detenuti ad Amygdaleza ad accettare l’espulsione forzata.

I tre detenuti hanno denunciato pestaggi ed uso sul corpo di tazer. Daoud Ahmed aveva denunciato già in precedenza il ferimento all’occhio da parte di un poliziotto dentro il centro di detenzione di Amygdaleza. Per lui OENGE, la Federazione Medici Ospedalieri della Grecia, aveva chiesto il trasferimento in ospedale per controllare il suo occhio. Ha riferito di essere stato pestato anche sulla mascella, mentre hanno usato nove volte sul suo corpo il tazer dandogli scariche elettriche. Inoltre gli hanno dato dei calci sullo stomaco.

Ivon Walid, invece, aveva una ferita e dei graffi sulla spalla causati dalle botte. Wasi Haider ha denunciato che gli hanno messo il tazer sui genitali. Aveva una ferita sul braccio. Sui vestiti dei detenuti Walid e Haider c’era ancora del sangue. Gli insulti razzisti erano accompagnati dalle richieste di un poliziotto di fare sesso orale. La tortura bestiale veniva effettuata dai poliziotti accompagnatori in una piccola camera all’aeroporto, quando i detenuti rifiutavano l’espulsione.

Chiediamo di sradicare il meccanismo dell’odio razziale della Polizia Greca che si occupa esclusivamente delle espulsioni di migranti e pratica la loro tortura. È ora di sradicare l’operazione Xenios Zeus e i campi di concentramento, gli inferni di anime umane.
 
KEERFA – Movimento uniti contro il razzismo e la minaccia fascista
Comunità pakistana in Grecia “l’Unità”
Fonte: antifascismracism
Traduzione di Atene Calling

Velletri, aggrediti i 99 Posse

  • Venerdì, 07 Giugno 2013 09:25 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
Repubblica.it
07 06 2013

"Noi, picchiati dai neofascisti"

L'episodio sarebbe accaduto nella piazza antistante il pub "Il passo carrabile" prima di un'esibizione. "Erano in venti con simboli di estrema destra, cinture e altri oggetti contundenti". Il racconto su Facebook, la band non sporgerà denuncia

Velletri. Ore 22.30. Pub "Il passo carrabile". Sta per iniziare il concerto di Luca Persico, "O' Zulù", il cantante dei 99 Posse. Un gruppo di persone però si avvicina e scatta la violenza. "Siamo stati aggrediti dai neofascisti" raccontano la voce e un fonico della band in un comunicato stampa pubblicato questa mattina sulla pagina Facebook del gruppo.

"Subito dopo aver parcheggiato nella piazza antistante il pub, sono stati aggrediti con cinture e altri oggetti atti a offendere da un gruppo di una ventina di persone che esponevano simboli di estrema destra. La pronta reazione e l'intervento della sicurezza del locale hanno fatto sì che gli aggressori si dessero rapidamente alla fuga, impedendo che l'episodio avesse conseguenze più gravi delle contusioni, dei tagli e delle abrasioni superficiali riportate dai nostri compagni, che hanno rifiutato di essere trasportati in ospedale" scrivono i 99 Posse che comunque non sporgeranno denuncia alle forze dell'ordine.

"Erano venti contro due - spiegano ancora - Sono vigliacchi, capaci di farsi forza solo in branco e in schiacciante superiorità numerica. Purtroppo la serata non ha potuto avere luogo e ci scusiamo con i presenti che erano venuti ad assistere allo spettacolo" dicono.
"E' un fatto grave - commenta la band militante che ha composto canzoni come "Rigurgito antifascista" - che si inserisce in una sempre più preoccupante recrudescenza dell'estremismo fascista in Europa e in Italia.

Il 5 Giugno a Parigi, nei pressi della centralissima Saint-Lazare - ricordano - è morto in seguito alle percosse ricevute da tre naziskin Clément Méric, studente della facoltà di Scienze Politiche di appena 18 anni. Nella notte dello stesso 5 giugno una molotov è stata lanciata contro il portone del centro sociale Astra 19 nel cuore del Tufello a Roma, al piano terra di una casa popolare abitata da decine di persone (nel giorno in cui ricorreva un anno dalla morte di Carla Verbano, mamma di Valerio, il militante comunista ucciso il 22 febbraio del 1980 da un commando di tre neofascisti, ndr). Anche in questo caso, chiara la matrice fascista, nel clima avvelenato della campagna elettorale per le Comunali a Roma" concludono Zulù e i suoi che hanno ricevuto già la solidarietà virtuale di centinaia di fan.

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