Francesco Corallo, dopo 14 mesi di latitanza e una condanna della sua società davanti alla Corte dei Conti, potrebbe lasciare la scena italiana con 200 milioni di euro in tasca. ...
Perdere il controllo nel gioco e superare il limite della "responsabilità" è possibile come dimostrano i circa 3 milioni di giocatori a rischio ludopatia del nostro Paese. ...

"Mamma, ho perso tutto al gioco". Si uccide a Ischia 18enne

  • Venerdì, 05 Luglio 2013 09:55 ,
  • Pubblicato in Flash news
La Repubblica
05 07 2013

Si è lanciato dalla chiesa di Santa Maria del Soccorso a Forio e si è schiantato sugli scogli. In tasca una lettera: "Perdonatemi, ho perso tutti i miei risparmi per giocare online". Il viceministro Bubbico:"Interverremo contro il gioco on line".

Il perchè del suo suicidio lo ha racchiuso in un biglietto. Ed anche il suo senso di colpa, forte. "Mamma scusa, ho sciupato soldi al gioco", ha scritto.

E poi Mario Castaldi, 19 anni a settembre, si è lanciato nel vuoto dal piazzale di una chiesa, che ha un nome che questa volta sa quasi di beffa: la chiesa del Soccorso. E' morto così, dopo un volo di 50 metri, sulla scogliera, un ragazzo di Barano d'Ischia (Napoli).

E' morto, almeno secondo quanto lui stesso ha lasciato scritto, per il vizio del gioco. Un vizio che il vice ministro dell'Interno, Filippo Bubbico, ha definito una "piaga alla quale bisogna dire basta".

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 18enne aveva perso tutti i soldi che aveva su un conto postale giocando a poker on-line e su un sito di scommesse su Internet. In paese viene descritto come un ragazzo timido, dalla personalità debole. Prima di uccidersi ha innanzitutto voluto chiedere scusa. Poi ha spiegato con molta cura come aveva perso tutti i suoi soldi giocando sui due siti.

Un peso, il suo, ancora più forte viste le condizioni economiche della sua famiglia: il papà muratore saltuario, la mamma casalinga, un fratello e una sorella più grandi, e un affitto da pagare ogni mese.

"Sono costernato, i giovani oramai si vedono senza speranza e si aggrappano alla sorte", le parole del sindaco di Forio d'Ischia (Napoli), Francesco Del Deo, quando ha saputo della tragedia. "La notizia del suicidio di un ragazzo che aveva perso denaro di famiglia con il poker on line è l'ennesimo dramma che si consuma a causa del gioco", ha invece commentato il viceministro Bubbico.

"Quello del gioco d'azzardo e del gioco online - sostiene - è problema di estrema gravità. Si tratta di una situazione non accettabile, sulla quale interverremo con urgenza, come peraltro annunciato in audizione alla Camera dal ministro Alfano, sia sotto il profilo della normativa che sotto quello della prevenzione, per impedire che si verifichino altre tragedie".

Il suicidio del giovane, per il Codacons è "solo l'ultima prova dell'emergenza ludopatia che è scoppiata in Italia". L'associazione dei consumatori annuncia un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, per chiedere l'avvio di indagini sul caso della morte del 18enne di Ischia, "allo scopo di accertare eventuali responsabilità di soggetti terzi alla luce dell'ipotesi dell'istigazione al suicidio".

E a definirsi "sgomento" è anche il Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce rossa italiana, che sta promuovendo una campagna contro il proliferare delle sale giochi, delle slot-machine e del gioco on line. Chiede di essere ancora più incisivi nella campagna. E chiede anche questo: "Servono provvedimenti urgenti per cancellare l'inaccettabile scandalo della tassazione agevolata di cui gode chi gestisce attività di gioco d'azzardo online e no".

Il gioco è una cosa seria! Siamo in strada per ribadirlo!

Nuovo Cinema Palazzo
12 giugno 2013

Il 22 maggio scorso Massimiliano Pucci, presidente di Assotrattenimento Gioco Lecito, associazione aderente a Confindustria, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro SenzaSlot, una piccola realtà pavese nata per iniziativa di semplici cittadini impegnati contro il proliferare del gioco d'azzardo e delle slot machine nei bar sul territorio.

Facciamo i conti con l'azzardo - Parte II

  • Lunedì, 20 Maggio 2013 10:29 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
Dinamo Press
20 05 2013

Leggi Facciamo i conti con l'azzardo - Parte I

“Il gioco è una attività non soggetta a costrizioni, ma anche priva di conseguenze per la vita reale. Implica un'atmosfera di distensione o di divertimento. Il gioco riposa e diverte. Si contrappone alla serietà della vita reale. Il gioco non produce alcunchè: né beni né opere. I giochi a base di denaro, scommesse e lotterie, non fanno eccezione: non creano ricchezze , le spostano soltanto”
(Roger callois, I Giochi e Gli uomini, 1981)

Il gioco vero non ha nulla a che vedere con il gioco d'azzardo, che di conseguenze sulla vita reale ne produce sin troppe. Le dinamiche speculative invadono le nostre vite colonizzando anche quello che era il “tempo libero”, dello svago, di una sfera di vita slegata dall'attività produttiva, secondo il vincente modello borghese di suddivisione del tempo.

Di tempo se ne perde un casino a giocare d'azzardo. Maurizio Fiasco ha calcolato che il tempo di vita investito davanti a una slot machine, tradizionale oppure online, o ai gratta e vinci è di 69.760.000 giornate lavorative. Tempo sottratto ad altro, per esempio alle relazioni. Il gioco uccide le relazioni, gli affetti, genera un tipo di solitudine molto triste. Dal 2001 al 2009 il consumo di antidepressivi è aumentato del 59,7%. Un dato che parla di un'ansia societaria generalizzata, di un'insicurezza di massa non trascurabile.

Il gioco d'azzardo patologico è esattamente il contrario del gioco inteso come come attività ricreativa e formativa: è formalizzato, piuttosto che informale, solitario piuttosto che sociale, appiattito sull'elemento aleatorio piuttosto che incentrato sull'abilità, è fisicamente contestualizzato. Il ruolo del giocatore è perlopiù passivo: nel caso delle slot machine si riduce a schiacciare un tasto, per cercare una combinazione vincente comunque suggerita dalla macchina. Genera, come in altre forme di dipendenza patologica, un intenso desiderio e un senso di mancanza, un coinvolgimento irragionevole, una sindrome di astinenza, una forte impulsività e una mancanza di controllo, e una progressiva autoemarginazione.

La capacità di mentalizzare le proprie emozioni è ridotta a zero, annichilita dal bombardamento dal registro di televisione e pubblicità tutto giocato sulla manipolazione delle emozioni. Uno degli spot della Snai si chiama “L'ormone della felicità”. Altro che felicità: gli effetti per la persona e per la famiglia sono devastanti sotto il profilo psicologico, sociale, economico.
A livello clinico, il gioco d’azzardo patologico (GAP) compare nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD IX) nel 1977 e nel 1980 viene inserito nel capitolo dei “Disturbi del controllo degli impulsi non altrimenti classificati” del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM III). I criteri diagnostici che definiscono il gioco d’azzardo patologico nel DSM-IV TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali - quarta edizione - revisione del testo) risalgono al 2000.

Quando si invoca il diritto di cura per il GAP e il suo inserimento tra le patologie coperte dal sistema sanitario nazionale, non si tiene conto del fatto che l'attuale classificazione del disturbo è vecchia, e che occorre innanzitutto aggiornarla adeguandola ad una contemporaneità caratterizzata dalla diffusione di massa del gioco d'azzardo.

Ci sembra importante sottolineare il fatto che l'odierno proliferare delle nuove patologie è anche una diretta conseguenza del mutato scenario economico e sociale di cui le istituzioni sono in gran parte responsabili. Assistiamo basiti ad un circolo vizioso in cui le condizioni di vita sempre più dure imposte da politiche sbagliate generano nuove patologie per la cui cura e prevenzione si stanziano poi fondi pubblici. E' un sistema assurdo quello che incentiva il gioco d'azzardo, si astiene dal regolamentarlo, per poi promuovere e finanziare iniziative volte alla sua cura. Similmente, è assurdo che le concessionarie del gioco tentino di lavarsi le coscienze devolvendo parte del ricavato del gioco al finanziamento della ricerca scientifica e in altre nobili cause, come nel caso del ben pubblicizzato finanziamento di Telethon da parte dell'Aams.

Lo Stato guarda dall'altra parte, i cittadini no.

Siamo stati invitati a Genova per un incontro a Palazzo Ducale promosso dalla Comunità di San Benedetto al Porto, in occasione dell'entrata in vigore del nuovo regolamento comunale, restrittivo, sul gioco d'azzardo. A fine febbraio la città era scesa in piazza per manifestare contro l'apertura di un casinò a Pegli. Avevamo provato un'emozione bella e forte nel vedere il nostro logo Casi-No in un'altra piazza, fisicamente lontana, idealmente vicina. Il titolo del convegno era esplicativo: “Città e Comunità. Comunità nella Città”. Il ruolo della comunità è fondamentale nell'opporsi tipicamente alla trasformazione del territorio, causato dalla mancata regolamentazione del gioco, e a tutto ciò che ne deriva. Il Comune di Genova si è dimostrato all'altezza del compito, prendendo le parti dei cittadini, e introducendo un regolamento specifico, oggetto di studio da tempo grazie all'istituzione di una Consulta Comunale sul gioco d'azzardo.

Il Cinema Palazzo è fondato sul senso di Comunità: della difesa e della tutela del territorio ha fatto il proprio cavallo di battaglia, da ultimo con la nascita della Libera Repubblica di San Lorenzo. L'impegno sul territorio è quotidiano, per ristabilire i nessi e i legami fondamentali della comunità, contro le logiche della speculazione che invadono le nostre vite e i nostri spazi. La partecipazione, la riattivazione di dinamiche di controllo e di decisione sulle nostre vite e sul territorio che abitiamo è il primo passo per contrastare fenomeni di solitudine e di disagio sociale spesso favoriti proprio dalla conformazione dello spazio urbano.

Ne abbiamo parlato Sabato 11 maggio in un incontro all'interno di un ciclo di iniziative portato avanti dalla rete territoriale di San Lorenzo per la Salute Bene Comune, un’assemblea formativa che ha coinvolto Nuovo Cinema Palazzo e NeuroPsichiatria Infantile - Policlinico Umberto I, introdotta dalla bella relazione degli urbanisti Rossella Marchini e Antonello Sotgia: “Perdersi in città. Per non essere più soli: dall'esclusione alla riconquista dello spazio urbano. Il caso di San Lorenzo.” Recinzioni, ostacoli, cancelli, panchine disegnate appositamente per impedire che ci si possa stendere: la città come luogo dell'isolamento, della separatezza, dell'asocialità. Il Cinema Palazzo ha trattato la trasformazione del territorio nell'articolo Las Tiburtinas pubblicato da Dinamo Press, su gioco d'azzardo e tessuto urbano.

Si prospetta un lavoro interessante con Neuropsichiaria Infantile, una realtà da tempo attiva a San Lorenzo, minacciata dalle politiche prepotenti dell'Università che anziché rappresentare un importante centro e motore di cultura toglie spazi al quartiere senza apportare alcun beneficio alla comunità. Nell'intervento di Graziella Bastelli e Ignazio Ardizzone: “Umorismo ed Ironia del gioco contro le forme dell'isolamento sociale contemporaneo” si è parlato dell'importanza di ridare valore al gioco come strumento di sviluppo della personalità sofferente e non, come momento importante di sperimentazione della relazione sana con l'altro, con la vita, con il mondo esterno. Immaginiamo una serie di iniziative comuni per portare la nostra idea di gioco nelle piazze e nei cortili di San Lorenzo.

Il 18 maggio siamo stati a Pavia con i compagni di Senza Slot, una realtà giovane e fortissima, per dire no alle slot machine, per dare vita ad una rete nazionale dal basso contro il gioco d'azzardo, per elaborare il nostro ragionamento sulla tematica, dalla parte dei cittadini, dei nuovi poveri, dei nuovi sfruttati.

Il collettivo Senza Slot apparentemente fa una cosa molto semplice: mappa i bar senza slot machine, dove il caffè è più buono. Il successo anche mediatico che ha immediatamente riscosso è dovuto proprio all'interessamento delle comunità locali al fenomeno del proliferare del gioco d'azzardo e al conseguente impoverimento dei giocatori. E' indicativo che i gestori dei bar spesso tolgano le slot machine dai loro bar, nonostante il profitto che ne deriva, non per l'introduzione di una qualche norma restrittiva, ma per semplice sensibilità umana: di fronte al triste spettacolo dei propri clienti regolari che si giocano tutto, vince la relazione.

Per questo, per dare spazio alle relazioni, al gioco e la divertimento siete tutti invitati al Cinema Palazzo per il Terzo Torneo Popolare di Briscola e Tresette con Elio Germano, il 14, 15 e 16 giugno. Per un gioco autentico, per una socialità vera, per una città a misura di tutti.

facebook

Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

leggi di più

 Creative Commons // Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gli articoli contenuti in questo sito, qualora non diversamente specificato, sono sotto la licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0)