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Migranti-Guerra
Il gioco preferito dai bambini di Saida Zenab è una specie di nascondino. Vince chi si sente per primo le bombe, e acquista la precedenza per trovare riparo.
Giampaolo Cadalanu, La Repubblica ...
Bansky-Migranti
Farmakonisi
, tra i sopravvissuti del naufragio. [...] Quest'ultima tragedia nelle acque dell'Egeo è forse più spaventosa di altre, perché tra le trentanove persone annegate si contano quattordici bambini. E tra questi, quattro neonati.
Pietro Del Re, La Repubblica ...

Huffington Post
10 09 2915

'Libertina', la libreria itinerante del siciliano Giovanni Lauritano porta i libri ai bambini con problemi alla vista

Una casetta-libreria per un "librario nomade", un piccolo mondo magico dove a regnare sono gli oltre 600 volumi illustrati dedicati a bambini con problemi alla vista o di apprendimento. Il sogno del messinese Giovanni Lauritano inizia circa un anno fa, quando il 47enne compra una roulotte Adria usata degli anni '90 e ne fa una libreria itinerante. Dopo una laurea in Scienze Biologiche e anni trascorsi a fare i lavori più disparati -dal mimo al bottegaio, dal musicista al libraio-, Giovanni dà così il via a un progetto che gli permette di riscattare il bambino timido di un tempo, il ragazzino innamorato di miniature e illustrazioni e dei racconti di Gianni Rodari che si vergognava ad ammettere di avere problemi alla vista.

"Ero stanco di stare chiuso in libreria," racconta Giovanni, che tra il 2009 e il 2014 ha lavorato per Mondadori e Feltrinelli. "Volevo muovermi e stare a contatto con i bambini." Incoraggiato dalla compagna Daniela Cannistraci, il siciliano si mette alla ricerca del mezzo adatto, fino a che non riesce a trovare il caravan presto ribattezzato 'Libertina'. "Il nome mi è venuto subito, con quel suo alludere alla libertà e all'anticonformismo," afferma Lauritano. 9 metri quadrati in cui il 47enne dà vita alla sua nuova attività: armadi e scaffali vengono trasformati in librerie, le cassapanche in salottini, nella zona cucina viene posizionata la cassa. Sul tetto ci sono addirittura dei pannelli solari che rendono il mezzo eco-friendly.

Giovanni, licenza da ambulante in mano, comincia così a girare per la Sicilia. Si sposta tra Messina, Siracusa e Catania, partecipa a fiere, frequenta piazze e scuole. 'Libertina' riscuote subito successo. "Basta fare uno scalino per entrare nel mio universo," dice il librario entusiasta. "I bambini usano la roulotte come teatro, mentre le mamme si rilassano o leggono storie ai loro figli. 'Libertina' ha un'energia incredibile." All'occorrenza la roulotte assolve anche alla sua funzione originaria di casa mobile, dotata addirittura di una piccola stufa.
Grazie al passaparola le vendite aumentano progressivamente. "Al sud il lavoro dell'ambulante è considerato di serie B," commenta Giovanni. "Piano piano sto crescendo, le potenzialità sono enormi. 'Libertina' ha una grande funzione sociale, ma rimango comunque con i piedi per terra perché le tasse da pagare sono molte."

Sono 12 le case editrici che seguono il libraio nel suo viaggio, tutte dedicate a bambini con problemi di vista o di apprendimento. "I volumi sono libri tattili o in braille, che servono a insegnare un linguaggio capace di raggiungere tutti i bambini," spiega il messinese, che fin da bambino ha problemi alla vista. "Da giovane cercavo di nascondere le mie difficoltà. Questo progetto rappresenta per me una crescita personale." Il Giovanni adulto ha saputo reinventarsi e trasformare ciò che prima rappresentava per lui una debolezza in un punto di forza. Come ha imparato, la vita non è sempre rose e fiori. "Non a caso, il mio libro per ragazzi preferito, 'Fortunatamente' di Remy Charlip, parla delle avventure di un bambino che scopre i lati positivi e quelli negativi della vita."

Andrea de Cesco

Si riparte, con passi leggeri

  • Mercoledì, 09 Settembre 2015 12:16 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO

Comune - info
09 09 2015

di Luciana Bertinato*

Settembre è alle porte, si riparte. Non sarà un anno scolastico facile: a giugno ci siamo lasciati alle spalle le accese discussioni sulla riforma, la rabbia di tanti colleghi precari, i cortei nelle piazze e uno sciopero del mondo della scuola come mai si era visto in precedenza.

Buon inizio alle insegnanti neo assunte in ruolo dopo lunghe stagioni di attesa, a chi sarà costretto a prendere la valigia per spostarsi in lungo e in largo nella penisola, a coloro che accompagnano da tempo i bambini e le bambine nella loro unica e originale crescita. Senza dimenticare un pensiero solidale per i colleghi esclusi dalla scuola dopo anni di prezioso lavoro.

Proviamo a ripartire, con passi leggeri, mettendo in cartella qualche suggerimento attinto dall’esperienza di alcuni buoni maestri.

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Dialoghi, ritmo lento, relazioni

Prestiamo ascolto ai bambini e ritroviamo insieme la cura della parola: il dialogo è una buona occasione per conoscerci e costruire la piccola comunità-classe basata su regole condivise, le sole che possono educare alla libertà responsabile. Mettiamo ordine nella conversazione che diventerà, giorno dopo giorno, un esercizio di democrazia e fantasia. Scopriremo con gioia che “I pensieri infantili sono sottili. A volte così affilati da penetrare nei territori più imprevisti arrivando a cogliere, in un istante, l’essenza di cose e relazioni… ma anche fragili e volatili”, come racconta Franco Lorenzoni nel suo bellissimo libro I bambini pensano grande.

Impariamo dalla natura, dall’incedere lento delle lumache – penso a quelle tracciate dalle matite colorate di Gianfranco Zavalloni – e proviamo a rallentare recuperando un tempo giusto per fare le cose. Non facciamoci prendere dall’ansia di svolgere a tutti i costi “il programma”, dall’assillo delle incombenze burocratiche, dalle incalzanti richieste dei genitori sulle prestazioni dei figli. Ieri in biblioteca, dentro un libro di narrativa restituito da una ragazzina, ho trovato un post colorato sul quale c’è scritto:

“Oggi la scuola procede a ritmi molto sostenuti, tra noi i più ‘bravi e veloci’ riescono a stare al passo e vanno avanti senza difficoltà, gli altri (anche metà classe) vengono lasciati indietro perché le insegnanti non hanno il tempo di aspettarli. Tutta una corsa, ma la scuola non dovrebbe funzionare così!”.

Penso con tristezza alla Lettera a una professoressa di don Lorenzo Milani, lezione non ancora appresa da molti di noi.

Costruiamo relazioni aperte ai vari colori, agli sguardi diversi sul mondo, alle lingue e alle culture differenti. Se lasceremo entrare tra i banchi la vita dei bambini, la nostra scuola sarà “grande come il mondo, con i maestri, i genitori, le biblioteche, il quartiere, la televisione…”. Torneremo a ridere, come suggeriva Gianni Rodari, e a promuovere un’interdipendenza positiva che ci farà stare bene anche nelle situazioni più difficili. “Ci vogliono maestri nuovi che sappiano ritrovare il bambino vero, intero e felice – scriveva Mario Lodi – insegnanti capaci di possedere un cuore, che è un motore potente. E poi attaccarsi al bambino, seguirlo con dedizione, riuscire a scrutarne i talenti nascosti. Senza mai dimenticare che il compito della scuola è trasformare un gregge passivo in un popolo di cittadini pensanti”.

Attività per cominciare

Iniziamo con gioia, soprattutto con i piccoli che entrano alla primaria e con i nuovi arrivati, utilizzando i linguaggi più amati: il gioco, la lettura dell’insegnante, la narrazione, il disegno. Alcuni consigli qui di seguito.

La lettura espressiva di un racconto o una filastrocca scelti con cura.
Una presentazione animata da una parola, un gesto, una canzone.
La conversazione, i pensieri scritti e i disegni di un momento delle vacanze raccolti in un cartellone collettivo.
L’autoritratto allo specchio per raccontare e scoprire come si è cambiati.
Alcuni giochi cooperativi che favoriscono la socializzazione e l’apprendimento di abilità cognitive. Ai bambini piace molto quello che disegna le strade per conoscersi. Si fa rotolare un gomitolo di lana, da un compagno all’altro, su un grande foglio bianco steso sul pavimento. Si fissano con il nastro adesivo i fili tracciati, infine ciascun bambino scrive qualcosa di sé nella sua postazione d’arrivo.
Accattivante anche la scrittura a catena: data una frase aperta su un argomento, si costruisce una catena di frasi, ognuna delle quali contiene la parola finale scritta dal compagno. Al termine ogni gruppo di lavoro legge la propria sequenza.
Nella mia scuola il primo giorno è una festa: ogni anno i grandi delle classi quinte accolgono i primini. A ciascun piccolo è affidato un compagno di quinta con cui potrà dialogare e cantare, giocare, conoscere gli spazi dell’edificio e completare un librino personale attraverso il reciproco scambio di ritratti, curiosità e notizie. Ogni incontro diventa un momento intenso di scoperte ed emozioni.
Inizi di pace

In classe quarta, io riprenderò l’attività sulle relazioni e le soluzioni dei conflitti, iniziata lo scorso anno con il progetto dei Pacifici ideato dal giocattolaio Roberto Papetti. Il punto di partenza è stato il confronto con i pensieri e le riflessioni dei bambini, la conclusione l’esposizione delle loro piccole sagome nei luoghi più significativi del paese. Ora siamo in cammino, insieme a moltissime altre sagome bambine che stanno arrivando da ogni parte d’Italia, per far sì che la riflessione sulla Pace cresca e si diffonda, con semplicità e mitezza, attraverso un percorso comune.

Il 24 e 25 ottobre, in occasione del V convegno nazionale della Rete di Cooperazione Educativa “C’è speranza se accade @” (ci sarà anche la redazione di Comune, ndr), i Pacifici giungeranno nella piazzetta del Monastero delle monache benedettine di Bastia Umbra (Perugia). La Pace si può coltivare nei pensieri degli alunni delle nostre scuole, nel mondo. Non vogliamo più vedere bambini che fuggono dalle guerre con la paura nei volti, corpicini senza vita soffocati dentro i camion sulle nostre strade o inghiottiti dal mare nella quotidiana tragedia della migrazione. I valori dell’accoglienza e della solidarietà siano la nostra bussola nell’anno che ci aspetta.

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Fonte: La Vita Scolastica, magazine online dedicato a chi insegna nella scuola primaria. La pubblicazione su Comune-info è stata autorizzata dall’autrice.
* Luciana Bertinato ogni giorno in bicicletta raggiunge ventidue bambini e bambine in una classe alla primaria “I. Nievo” di Soave (Verona), ma spesso le lezioni non si svolgono tra i banchi. Dal 1995 fa parte della Casa delle Arti e del Gioco, fondata da Mario Lodi a Drizzona (Cremona), che promuove corsi di formazione per insegnanti e laboratori creativi per bambini. Altri suoi articoli sono qui.

Cosa ci dicono quei volti dei bimbi in fuga dalla guerra

migrantiNella foto in cui è accanto al fratellino maggiore Galip e alla loro orsacchiotta, Aylan è davvero piccolo e, come si pretende dai bambini, felice: ha gli occhi chiusi perché ride. Sulla spiaggia sembra che dorma, ha detto qualcuno: sembra piuttosto che abbia voltato la testa alla terra, a tutto.
Adriano Sofri, la Repubblica ...

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