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"Io sono anche un amante degli animali eh, per l'amor del cielo. Però quando vedo uscire delle sembianze di oranghi io resto ancora sconvolto, non c'è niente da fare....". Questo ha sostenuto Calderoli in un comizio. La Giunta del Senato, il 4 febbraio scorso, ha ritenuto a maggioranza che Calderoli abbia solo espresso dei giudizi politici sull'ex ministro Cécile Kyenge.
Il Fatto Quotidiano ...
Se ne deduce che la parola politica, proprio perché politica, può essere tranquillamente sciatta o sozza o insultante con fiduciosa irresponsabilità, tanto ci sarà sempre una Giunta di colleghi che provvede a zittire chiunque, querelante o magistrato, voglia chiederne conto. Patetico chi pretende che rappresentare il popolo e fare parte delle istituzioni aumenti le responsabilità, elevi le ambizioni e il calibro delle proprie parole. Al contrario, diminuisce responsabilità, ambizioni e calibro: perché se dai della scimmia a una persona di pelle scura da normale cittadino rischi una querela.
Michele Serra, la Repubblica ...

Corriere della Sera
07 11 2013

La Procura di Bergamo ha chiesto il giudizio immediato per Roberto Calderoli, accusandolo di diffamazione aggravata dall'odio e dalla discriminazione razziale nei confronti del ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge.

"SEMBIANZE DA ORANGO" - Il 13 luglio, alla festa della Lega di Treviglio, il senatore aveva detto dal palco che "quando viene fuori la Kyenge resto secco. Io sono amante degli animali, però quando vedo uscire delle sembianze da orango, io resto ancora sconvolto".

GIUDIZIO IMMEDIATO- Dopo aver acquisito l'audio di quel comizio, registrato da un giornalista, i due sostituti procuratori di Bergamo Gianluigi Dettori e Maria Cristina Rota avevano iscritto Calderoli nel registro degli indagati.

Ieri è stata firmata la richiesta di giudizio immediato, giustificata dall'evidenza della prova. Dal momento in cui riceverà l'atto della procura il giudice delle indagini preliminari avrà tempo cinque giorni per disporre il giudizio immediato oppure per rispedire il fascicolo all'accusa, suggerendo di procedere con l'ordinaria richiesta di rinvio a giudizio.

Il Fatto Quotidiano
17 07 2013

“Diffamazione aggravata dall’odio razziale“: con quest’accusa Roberto Calderoli è formalmente indagato dalla Procura della Repubblica di Bergamo per le sue frasi pronunciate a Treviglio sul ministro Cècile Kyenge, paragonato a un orango.

La procura di Bergamo ha iscritto Calderoli nel registro degli indagati dopo un esposto presentato dal Codacons e al quale è stata allegata la registrazione audio del comizio di sabato sera a Treviglio.

Ieri anche i segretari provinciale e comunale del Pd di Ferrara, Paolo Calvano e Simone Merli, assistiti dall’avvocato Fabio Anselmo, avevano annunciato una denuncia presso la Procura nei confronti del vicepresidente del Senato per il reato procedibile d’ufficio.

Ora il procuratore Francesco Dettori ha raccolto tutti gli articoli di stampa sul comizio e ha acquisito l’audio del discorso di Calderoli, aprendo quindi il fascicolo.

Oggi, intanto, in tribunale si è presentata Dolores Valandro, l’ex consigliera di quartiere della Lega a Padova che su Facebook aveva scritto “mai nessuno che se la stupri…” rivolgendosi al Ministro Kyenge, e che è imputata per il reato di istigazione a commettere atti di violenza sessuale per motivi razziali. E nell’aula di Padova è scoppiata in lacrime: “Non era mia intenzione come madre e come donna insultare un’altra donna, mi è però passato davanti agli occhi un episodio capitato a mia figlia. E’ stato un attimo di impulsività perché non ho mai visto atti così violenti nei confronti delle donne perpetrati dagli italiani”. “Mi è dispiaciuto vedere che il ministro non ha avuto parole di sostegno nei confronti delle donne. Il ministro poteva essere di qualsiasi colore – ha aggiunto Valandro – ma è stato un impulso perché non ha detto alcuna parola nei confronti di queste povere donne”.

A livello politico, prosegue invece la polemica a distanza tra il segretrio della Lega Nord Roberto Maroni e il presidente del Consiglio Enrico Letta. Il capo del governo aveva tra l’altro definito il presidente della Lombardia “correo” degli insulti del vicepresidente del Senato. Oggi Maroni risponde: “Non diciamo stupidaggini”. “Per me la questione è chiusa – aggiunge – Calderoli si è scusato e Letta farebbe meglio a occuparsi di altre cose” come il caso kazako visto che “la questione riguarda il Senato e non il Governo”.

Huffingtonpost
14 07 2013

Il vice presidente del Senato Roberto Calderoli deve dimettersi. Questa volta l'escalation razzista targata Lega Nord ha superato davvero ogni limite. Subito dopo la nomina a ministro dell'amica Cecile Kyenge i loro attacchi richiamavano all'infantile gioco folkloristico a cui ahimè ci avevano abituato, poi sono subentrate le minacce, poi gli insulti di loro esponenti locali in cerca di pubblicità e ora un'offesa in perfetto stile razzista. Ora basta però!
Ho fatto della mia campagna contro il populismo e la demagogia leghista uno dei capisaldi della mia battaglia per un'Italia finalmente plurale e multiculturale, e non posso, non possiamo accettare questa moda tutta italiana di minimizzare quando si tratta di razzismo.

Da oggi, dopo le vergognose offese di Calderoli, perché un ragazzino in una qualsiasi scuola di provincia non dovrebbe sentirsi autorizzato a offendere un proprio compagno di origine africana? Se lo ha fatto, e magari impunemente, il vice presidente della seconda carica della Repubblica, perché un calciatore in uno dei tanti campionati di calcio di prima o terza categoria non dovrebbe sentirsi autorizzato a farlo?
Con queste gravi offese alla ministra Cecile Kyenge, abbiamo raggiunto il massimo livello dello squallore razzista che deve sollevare uno sdegno da parte di tutti i partiti e l'intera società.

Abbiamo sempre detto fuori i razzisti dagli stadi e ora diciamo fuori i razzisti anche dalle Istituzioni e dal Parlamento, luoghi di massima rappresentanza della civiltà democratica e dell'Italia nel mondo.
Calderoli, e prima di lui Borghezio, dovranno sapere che la loro schifosa propaganda razzista è ormai priva di cittadinanza in un Paese che ospita cinque milioni di immigrati che vivono nella legalità e con una ministra di origine straniera impegnata sul difficile fronte della costruzione di nuove politiche di integrazione. Il razzismo di Calderoli e dei suoi soci ci fa schifo. Diciamolo tutti senza se e senza ma.

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