Casa amara casa

Stefano Galieni, Corriere delle migrazioni
17 marzo 2014

"Ma vi pare giusto? Sono dovuta andare via di casa per… 2 metri quadrati!". La storia di Amina, cittadina di origini marocchine, che vive fra i palazzoni della periferia Sud di Roma, fra vie che portano i nomi di nobili cittadini dell’epoca imperiale, è grottesca. "Quando siamo arrivati in Italia, eravamo io, mio padre, mia madre e mio fratello.
Due appartamenti in via Eroi del lavoro, nello stabile dell'Inps, sono stati occupati la scorsa notte da due donne con minori a carico seguite dall'associazione Valore Donna guidata da Valentina Pappacena. le storie delle famiglie che hanno occupato i due appartamenti sono drammatiche e affondano le radici in anni di sofferenze. ...

Scontri a Roma di fronte a Montecitorio

Internazionale
31 10 2013

Scontri a Roma, in via del Tritone, tra i manifestanti per il diritto alla casa e le forze dell’ordine. Un carabiniere e un poliziotto sono rimasti feriti, mentre una manifestante ha avuto un malore.

La polizia è schierata di fronte al palazzo della Stamperia, dove è in corso la conferenza tra stato e regioni sulle politiche abitative con la partecipazione dei ministri Lupi, Delrio e Kyenge.

Un gruppo di manifestanti ha lanciato delle bombe carta contro il cordone delle forze dell’ordine. C’è stato un tentativo, respinto, di assaltare un blindato dei carabinieri. Nove manifestanti sono stati fermati, e per ora non sono ancora stati rilasciati.

Amnesty, i campi rom sono una macchia per la città di Roma

  • Mercoledì, 30 Ottobre 2013 12:19 ,
  • Pubblicato in Flash news
Ansa
30 10 2013

Rapporto su discriminazioni in Italia per accesso all'alloggio.

Le autorita' comunali di Roma hanno portato avanti un sistema 'a doppio binario' di assegnazione degli alloggi che sta negando a migliaia di rom l'accesso a un alloggio adeguato: e' quanto e' denunciato da Amnesty International in un rapporto, presentato oggi a Roma, sulla discriminazione basata sull'etnia per l'accesso a un alloggio adeguato in Italia.

"Il Comune di Roma sta tenendo migliaia di rom ai margini della societa'. Il sistema di assegnazione degli alloggi pubblici e' congegnato e attuato in modo tale da condannare migliaia di rom, per semplici ragioni di etnia, a vivere in strutture segregate, al di sotto degli standard, in campi lontani dai servizi e dalle aree residenziali. Questa e' una macchia per la citta' di Roma - ha detto John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International - e cio' avviene con la tacita complicita' del Governo italiano, che a livello nazionale non sta garantendo uguale accesso agli alloggi pubblici per tutti".

Il rapporto di Amnesty, intitolato "Due pesi e due misure: le politiche abitative dell'Italia discriminano i rom", denuncia come oltre 4.000 rom residenti nei campi autorizzati di Roma subiscano una discriminazione sistematica, anche quando fanno domanda di assegnazione di un alloggio pubblico.

A seguito degli sgomberi forzati queste persone sono state trasferite in container e roulotte all'interno di campi "segregati, sovraffollati e recintati", costruiti e gestiti dalle autorita' comunali. Questa circostanza, sottolinea il rapporto, limita profondamente le possibilita' d'integrarsi in una comunita' piu' ampia e di trovare un impiego regolare. 

Per oltre un decennio, denuncia Amnesty, i criteri per dare priorita' alle domande di alloggio popolare hanno impedito ai rom di accedervi: il richiedente doveva dimostrare di essere stato legalmente sfrattato da un alloggio privato in affitto, cosa impossibile per i rom residenti nei campi o sgomberati.

Alla fine del 2012 e' stato introdotto un nuovo criterio per dare priorita' alle persone svantaggiate, ospitate a titolo provvisorio in strutture fornite da enti caritatevoli o dallo stesso Comune di Roma. Ma quando i rom hanno iniziato a presentare domande, il Comune - ricorda Amnesty - si e' affrettato a chiarire, con una circolare, che quel criterio non si applicava nei loro confronti.

Per non parlare poi, continua la denuncia, del 'Piano nomadi' adottato nel 2008, che "ha comportato sgomberi forzati per centinaia di rom". Il 28 ottobre scorso, in un incontro con Amnesty, la nuova amministrazione ha espresso l'intenzione di annullare la circolare che impedisce ai rom di accedere agli alloggi pubblici, e la cessazione del Piano nomadi. Cio' costituirebbe, hanno sottolineato, un importante passo nella giusta direzione. 

Ora l'amministrazione capitolina "deve far seguire azioni concrete, nel breve periodo, per mitigare la segregazione dei rom e le misere condizioni di vita di coloro che vivono nei campi e sviluppare un piano di piu' lunga durata".

Amnesty ricorda che meta' dei rom in Italia e' costituita da cittadini italiani; altri sono riconosciuti come rifugiati dall'ex Jugoslavia, sono immigrati provenienti per lo piu' dalla Romania o dai Balcani o apolidi, riconosciuti o di fatto. "I rom sono parte integrante della societa' italiana. Eppure, restano tra coloro che sono piu' gravemente colpiti da condizioni abitative profondamente inadeguate e da una diffusa discriminazione a Roma come in molte altre citta' italiane" ha concluso Dalhuisen.

 
Roma è la città dello "Tsunami tour", la campagna promossa dai movimenti per il diritto all'abitare per una moratoria generalizzata degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi, oltre che la realizzazione di un piano straordinario di case popolari. ...

facebook