La Stampa
08 02 2013

Nella città-regione di Melilla il 41% degli oltre 80 mila abitanti sono musulmani e costretti a sposarsi due volte per veder convalidata l’unione

Il ministro della Giustizia promette: «Risolveremo il problema».

Basta con la discriminazione del valore civile delle nozze musulmane. A 21 anni dall’ Accordo di Cooperazione dello Stato con le Comunità Islamiche, che in teoria dovrebbero godere degli stessi diritti delle altre tre religioni monoteiste (la cattolica, la evangelista e l’ebraica), i fedeli in Allah sono ancora costretti a ripetere gli sponsali in Comune o in Tribunale per vedere riconosciuta legalmente la loro unione. Un fatto che crea grandi problemi nella città-regione di Melilla (in arabo Meililla) colonia spagnola 300 km ad est delle Colonne d’Ercole, in cui ben il 41% dei suoi 80.763 abitanti sono originari del Marocco (che ha sempre rivendicato la sovranità del possedimento africano di Madrid) e seguaci del Corano. Per sanare la questione, il presidente di Melilla, il popolare Juan José Imbroda, si è incontrato con il ministro della Giustizia, il commilitone Alberto Ruiz Gallardón, che ha promesso di studiare come mettere fine al tuttora obbligatorio doppio matrimonio islamico. All’incontro era presente anche Aldelmalik El Barkani, il primo prefetto del possedimento di origini marocchine e fedele in Allah, secondo cui il vertice con il Guardasigilli è stato molto positivo ed il problema sarà risolto in breve.

Corriere della Sera
06 02 2013

Riporta il virgolettato di un bimbo: «Non voglio diventare il giocattolino adottabile da una coppia gay».

Poche righe, firmate dall'associazione Scienza e Vita, che ha tra i suoi fondatori anche l'onorevole Paola Binetti. È destinato a sollevare polemiche il manifesto appeso fuori dalla chiesa dei Cappuccini, a Bergamo, con la foto di un bimbo appena nato e un suo virgolettato (vedi l'immagine sopra di Bergamonews): «Io non sono un diritto! Un bimbo non è un diritto! Voglio un papà/uomo e una mamma/donna. Non voglio diventare il giocattolino «adottabile» da una coppia gay. Io non voglio essere il prodotto di una fecondazione artificiale e nascere già dopato di ormoni superflui... Ho il diritto di nascere da una relazione d'amore naturale tra uomo e donna».

Il manifesto è stato rimosso, era appeso
La notizia della particolare affissione è stata pubblicata dal quotidiano online Bergamonews.it. Nel giro di poche ore qualcuno ha rimosso il manifesto, ma Fra Marcello Longhi, direttore del convento e di quella chiesa, ha già dichiarato: «È stato affisso domenica, in occasione della giornata per la vita e io ero d'accordo con gli scopi e i contenuti dell'iniziativa di Scienza e Vita»

Forse le "sorelle di Maddalena" avranno pianto, un pianto liberatorio, ascoltando le sue parole. Perlomeno quelle che sono ancora vive, che non sono impazzite, che chiedono giustizia. ...
Intervista a Elvire Duvelle, una delle attiviste del gruppo francese, che Domenica 13 gennaio, ha protestato insieme alle femen ucraine, in Vaticano, durante l'Angelus del Papa

Il Fatto Quotidiano
16 01 2013


Elvire Duvelle, attivista francese ha protestato a seno nudo domenica insieme alle Femen ucraine durante l’Angelus del Papa. Le femministe hanno attaccato l’opposizione cattolica in Francia contraria al progetto di legge di Hollande, sul matrimonio gay e l’adozione da parte delle coppie dello stesso sesso. “Il corpo svestito non è un’arma di seduzione, ma uno strumento di lotta. È mai possibile che al giorno d’oggi, un seno non coperto, mostrato nella pubblicità di un profumo, non susciti scandalo, mentre portato nell’arena politica faccia stracciare le vesti? di Andrea Rosi.

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