Di lavoro si muore a Taranto e in Nicaragua

  • Venerdì, 26 Settembre 2014 13:46 ,
  • Pubblicato in Il Racconto
LampedusaInFestivalValentina Faraone, Zeroviolenza
26 settembre 2014

Di lavoro si muore.
Perchè le condizioni di sicurezza non sono adeguate.
Perchè bisogna lavorare a ritmi estenuanti.

Oppure si muore perchè il lavoro che fai ti avvelena la vita.

A Lugano il festival dei diritti umani

  • Giovedì, 25 Settembre 2014 08:33 ,
  • Pubblicato in L'ESPRESSO
l'Espresso
25 09 2014

Quattro giorni di eventi, proiezioni e mostre per interrogarsi e provare a dare qualche risposta sulle radici della violenza e del male

Dove e come avvengono le violazioni quotidiane dei diritti? Come orientarsi da cittadini informati ed elettori attenti? E perché bisogna reagire dopo aver visto il peggio dell’uomo?

Dal 25 al 28 settembre a Lugano si svolge la prima edizione del Festival dei diritti umani , pensato per promuovere la presa di coscienza di un pubblico il più possibile ampio, per denunciare le violazioni, per dare spazio a chi si impegna per il rispetto di questi diritti, per sostenere e dare visibilità alle campagne che operano in favore della dignità umana.

Il festival fa riferimento all'analoga kermesse di Ginevra dove a marzo, da dodici anni, va in scena il Festival du Film et Forum International sur les Droits Humains , che attira 25 mila spettatori.

Una modello esportato prima a Zurigo e poi fino in Canton Ticino. Quattro giorni (da giovedì 25 settembre) di incontri, mostre e dibattiti e proiezioni di documentari e fiction ambientati dove la mancanza di diritti, i soprusi, le violenze sono la triste quotidianità.
«Oltre al solito programma delle rassegne cinematografiche abbiamo inserito un valore aggiunto, il dibattito, il forum, la parola», dice Paolo Bernasconi, promotore del festival: «Le immagini di chi racconta il torbido dell’umanità sono spietate e invece di mandare a casa lo spettatore disorientato e depresso cerchiamo di dare delle risposte, degli approfondimenti».

Per dare un segnale alla decisione del parlamento di Berna che ha ratificato un’accordo di libero scambio con Pechino “dimenticando” le clausole di protezione dei diritti umani e dei lavoratori a Lugano hanno risposto con una narrazione di lotte di popoli a lungo sottomessi e spesso dimenticati, come quello tibetano, sottoposto ad una pulizia etnica sistematica dal governo cinese.

Altro tema centrale della prima edizione è la sezione Donne al fronte con la pellicola “Le Regine di Saba - La rivoluzione delle donne in Yemen”. Invisibili, sottomesse, emarginate da sempre in un paese dove i matrimoni forzati per le ragazzine sono una consuetudine e il 70 per cento delle donne è analfabeta, nel 2011 le yemenite si ribellano diventando le protagoniste della sollevazione popolare.

Nel segno rosa anche “The price of sex”, un documentario sulle giovani donne che vengono trascinate nel mondo sotterraneo del traffico sessuale e degli abusi. La fotoreporter Mimi Chakarova, cresciuta in Bulgaria, dà voce a queste donne compiendo un viaggio personale in cui si scopre il mondo oscuro della prostituzione, delle violenze, dei ricatti, partendo dall'Est Europa fino in Medio Oriente e nel cuore dei bordelli del Canton Ticino.

“L'Escale” è il racconto in prima persona del «cineasta clandestino» Kaveh Bakhtiari. Il regista svizzero di origini iraniane invitato a Atene per presentare un suo cortometraggio deve far fronte a un'urgenza: suo cugino Mohsen, arrivato clandestinamente in Grecia dall'Iran, è stato imprigionato. Lascia tutto e corre in suo aiuto. A partire da quel momento Kaveh non è più solamente un regista e non è più un semplice spettatore delle migrazioni altrui.

Venerdì 26 la giornata dedicata alle scuole con 600 studenti e la proiezione del film arrivato direttamente dalla croisette di Cannes “Timbuktu” del mauritano Abderrahmane Sissako

Il film è il crudo ritratto di una città costretta al silenzio, terrorizzata dai fondamentalisti islamici che ne hanno preso il controllo. Attraverso una regia semplice e rigorosa, Sissako centra l'obiettivo grazie ad alcune sequenze destinate a rimanere impresse: in primis una partita a calcio giocata con un pallone invisibile (che ricorda il memorabile finale di «Blow-up» di Michelangelo Antonioni) e l'agghiacciante sequenza della lapidazione. Nella pellicola colpisce il contrasto tra le splendide e delicate costruzioni della “città di sabbia” (Timbuctù è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco) e la brutalità delle azioni violente che vengono perpetrate. Con le donne trasformate in ombre e i fondamentalisti religiosi che diffondono solo la luce del terrore.

«Siamo il paese che non ha debito pubblico, senza disoccupazione e di gran lunga il più ricco. Se siamo nati così fortunati dobbiamo ripagare con il nostro impegno. A partire dai diritti umani per tutti» conclude Bernasconi.

Michele Sasso

10 righe dall'isola

  • Martedì, 23 Settembre 2014 15:14 ,
  • Pubblicato in Il Racconto
LampedusaInFestival 2014Valentina Faraone, Zeroviolenza
23 settembre 2014

Lampedusa è un'isola che ti rapisce, ti entra dentro, e lascia in bocca il sapore della bellezza. Quella vera.

La donna che sussurrava il nostro cinema ai sovietici

"A distanza di anni penso che l'Unione Sovietica fosse una canzone che parlava soltanto di guerra e lavoro. Ma noi avevamo bisogno di un abbraccio, di qualcuno che raccontasse la nostra vita e i sentimenti che erano la nostra unica proprietà privata". Raissa mescola lentamente il tè dopo avervi versato lo sciroppo allo zucchero. ... 
Ilaria Morani, Pagina99

Il Fatto Quotidiano
29 08 2014

Al lido di Venezia , il prossimo 3 settembre alle 21,00 si potrà assistere alla proiezione di un film documentario prodotto da Rai tre dal titolo eloquente: “Vietato ai disabili”. Si tratta di un lavoro realizzato da una delle firme più note della redazione di rai blob, Fabio Masi , che si propone di raccontare questi anni orribili caratterizzati da un progressivo indebolimento dello stato sociale a tutela dei diritti dei disabili.

In realtà “Vietato ai disabili” è la storia di mille narrazioni sulla vita dei genitori e dei loro figli della associazione “Tutti a scuola”. A Venezia non si mostreranno docce gelate e proclami di solidarietà buoni per una agenzia di stampa o un giornale di gossip, ma la delicatezza della vita di tutti i giorni dei disabili. La macchina da presa di Fabio Masi, siamo certi, offrirà agli spettatori molti spunti di riflessione e questo già potrebbe rappresentare un grande risultato in un Paese che vede le prime pagine dei giornali violentate dalle notizie riguardanti le vicende calcistiche di fragili sportivi viziati.

Tuttavia, la presenza all’interno della rassegna cinematografica “Festival del CinemadaMare”, della disabilità declinata nello stile dei cittadini dell’associazione “Tutti a scuola” potrà essere anche altro. Con questo obiettivo abbiamo pensato di completare la proiezione del film documentario (dura circa trentacinque minuti) con un dibattito pubblico aperto a tutte le componenti politiche presenti nel Parlamento italiano. Con grande diligenza e appassionata pazienza dalla seconda metà di luglio abbiamo contattato e spedito più volte centinaia di mail a tutti i parlamentari componenti della Commissione affari sociali invitandoli a Venezia a riflettere, ragionare e proporre impegni concreti.

Per chi legge gli impegni concreti per i disabili si realizzano prevedendone la “copertura delle nuove spese”. Questo solo il consiglio dei ministri ed il Mef possono assicurarlo con buona pace delle importanti raccolte fondi che sono e rappresentano altro in un Paese civile. Con singolare ed apparente sfrontatezza abbiamo anche invitato due figure istituzionali che sappiamo essere sensibili al tema, il presidente del Senato Pietro Grasso ed il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, a coordinare la discussione.
Al momento della redazione di questo testo con grande piacere registriamo la adesione al dibattito del responsabile nazionale del welfare del pd on. Davide Faraone, dei parlamentari del movimento 5 stelle Giulia Di Vita e Matteo Dall’Osso, di quello di scelta civica Gian Luigi Gigli e del gruppo libertá e diritti-socialisti europei (ex Sel ) Ileana Cathia Piazzoni.

La lista dei parlamentari invitati invano al dibattito pubblico che prevediamo sarà animato dalla presenza di un pubblico numeroso nella splendida cornice della piazza S. Antonio del lido di Venezia è ancora molto lunga (oltre 20) .

Il nostro augurio è che troveranno almeno il tempo per rispondere ad una mail di un’associazione di genitori che provano a trasformare la politica in una magnifica opportunità di coesione sociale. Proprio a partire dai loro figli disabili.

Toni Nocchetti

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