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Una lezione di democrazia

LibertàCristina Piccino, Il Manifesto
5 settembre 2015

Migranti, omofobia, sfratti, scuola pubblica fatta  a pezzi. Le voci della zona più multietnica  di New York raccontano i conflitti del nostro tempo. ...

Banksy, arriva in Italia il film sulla star degli street artist

  • Venerdì, 04 Settembre 2015 13:55 ,
  • Pubblicato in Flash news
l'Espresso
04 09 2015

Il primo ottobre 2013 lo street artist inglese Banksy ha dato vita a un progetto unico, personalizzando, giorno dopo giorno, una location non preannunciata di New York e scatenando per 31 giorni una caccia al tesoro delle sue opere.

Il prossimo 7 settembre, in occasione dell'apertura del parco di divertimenti "Dismaland" creato dall'artista nel Regno Unito, arriva nelle sale italiane "Banksy does New York", un film di Chris Moukarbel, distribuito da Wanted in collaborazione con Sky Arte.
Un lavoro che include la risposta dei newyorchesi alla sfida dell'artista, compresa la reazione censoria del sindaco Bloomberg.

Banksy ha toccato un'ampia gamma di temi come i salari nei fast food, la crudeltà sugli animali nell’industria della carne, le vittime civili in Iraq e l’ipocrisia del mondo dell’arte. Ogni opera è stata svelata quotidianamente sul suo account Instagram e sul suo sito, senza che ne fosse rivelata la collocazione.

Per le proiezioni, info qui.

Venezia - La marcia delle donne e degli uomini scalzi

  • Venerdì, 04 Settembre 2015 13:08 ,
  • Pubblicato in Flash news

Global Project
04 09 2015

Da Venezia, sotto i riflettori internazionali e "spettacolari" della Mostra del Cinema, partirà una marcia scalza per farsi sentire fino a Bruxelles, uno dei centri delle politiche europee. Dopo l'agosto infernale per le vite di centinaia di migliaia di profughi e migranti, bloccati nei centri di accoglienza, sommersi dal mare oppure respinti alle frontiere, è necessario prendere posizione e rivendicare una nuova politica continentale all'insegna dell'accoglienza e della libertà di movimento. Personalità dello spettacolo, del giornalismo, del cattolicesimo di base, dell'associazionismo, del mondo della politica e dei centri sociali fanno appello a tutti e tutte coloro che credono nell'umanità e nei diritti. Scalzi, perché non c'è identità che tiene per chi lotta e migra per un'esistenza migliore.

E' arrivato il momento di decidere da che parte stare.

E' vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi.

Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E' difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo.

Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un'altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro.

Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E' l'inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano. Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie.

Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace. Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti. Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi.

In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica.

Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d'Italia e d'Europa.

Per chiedere con forza i primi tre necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:

1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature

2. accoglienza degna e rispettosa per tutti

3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti

4. Creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

Primi firmatari
Lucia Annunziata
Don Vinicio Albanesi
Gianfranco Bettin
Marco Bellocchio
Elio Germano
Gad Lerner
Giulio Marcon
Valerio Mastandrea
Grazie Naletto
Costanza Quatriglio
Roberto Saviano
Andrea Segre
Jasmine Trinca
Daniele Vicari
Don Armando Zappolini (CNCA)

Per informazioni: http://donneuominiscalzi.blogspot.it/

La regista che lotta contro lo sfruttamento sessuale delle donne

  • Giovedì, 03 Settembre 2015 13:41 ,
  • Pubblicato in Flash news

West
03 09 2015

Perù, Colombia, Paraguay, Argentina, sono i paesi dai quali arrivano le giovanissime donne protagoniste di Chicas Nuevas 24 Horas.

Il nuovo documentario della regista spagnola Mabel Lozano che raccoglie le loro testimonianze per denunciare il lucroso business della tratta di donne a scopo di sfruttamento sessuale.

Il terzo mercato criminale al mondo dopo quello della droga e delle armi. L’anteprima del film ci sarà domani, 4 settembre, a Madrid.

La Lozano non è nuova a iniziative di questo tipo: già in passato ha realizzato cortometraggi e campagne internazionali in difesa dei diritti delle donne, la maggioranza contro lo sfruttamento sessuale.

Ivano Abbadessa

West
07 08 2015

Uomo, bianco e sicuro della sua mascolinità. È questo il protagonista tipico che Hollywood cerca per i suoi film.

A dirlo, un recente studio della School for Communication and Journalism Annenberg. Che ha condotto un’analisi completa delle discriminazioni subite all’interno del complicato mondo del cinema.

In base ai risultati, ottenuti analizzando circa 700 produzioni americane dal 2007 al 2014, solo l’11% è risultato equilibrato, ad esempio, nella distribuzione dei ruoli tra uomini e donne. Mentre gli artisti “non-bianchi” hanno ricoperto appena il 30% dei ruoli per i 100 film più visti nel 2014. E solo 19 attori LGB presenti nei cast. Nessuna traccia di transessuali.

Annalisa Lista

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