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Se il potere è opaco cresce l'Antipolitica

Diciamolo: è tutta una finta, un'ammuina. Se c'è un accordo di potere, se c'è una nomina di sottogoverno o nelle autorità di garanzia, la scelta avviene sempre al buio, al riparo da sguardi indiscreti. 
Michele Ainis, l'Espresso ...

La Stampa
03 10 2014

A Hong Kong scoppia la violenza nel quartiere popolare di Mongkok, dove si è insediato un gruppo di studenti che ha occupato l’incrocio fra l’arteria Nathan Road e Argyle Street. Gruppi di appartenenti a Anti-OccupyCentral, distinguibili dal nastro blu, e di persone senza distintivi di riconoscimento, hanno cominciato a distruggere le tende e i manifesti degli studenti.

Con il passare delle ore la folla violenta si è fatta sempre più numerosa, e diverse persone sono state ferite o colpite. I quattro autobus che bloccavano l’incrocio sono stati lentamente spostati, ma nemmeno questo ha calmato i dimostranti anti-studenti. Molti studenti sono stati insultati, presi a calci e colpiti da bottigliette, mentre la polizia sembrava incapace di riprendere il controllo. Fra i presenti molti hanno denunciato che fra la folla violenta molti parlavano mandarino.

Per la prima volta i membri dei gruppi pro-democrazia si ritrovano nel mezzo di scontri violenti da parte di gruppi politici definiti pro-governo o pro-Pechino, per quanto il movimento studentesco avesse fatto suo lo slogan di mantenere le manifestazioni e occupazioni pacifiche. In serata, la folla intorno all’incrocio di Mongkok continuava a crescere, dopo che la Federazione Studenti di Hong Kong aveva cercato di chiedere rinforzi, per ritrovarsi però in minoranza davanti a una crescente presenza di violenti oppositori.

Ombrelli, libri, libertà. I ragazzi della rivoluzione

  • Martedì, 30 Settembre 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
La città è paralizzata per il secondo giorno di seguito dalla protesta contro la legge elettorale disegnata da Pechino per rendere una farsa il voto a suffragio universale promesso per il 2017. Quegli ombrelli, usati per proteggersi dagli spray urticanti della polizia, sono diventati il simbolo del movimento democratico.
Guido Santevecchi, Corriere della Sera ...

Corriere della Sera
29 09 2014

Le autorità chiedono ai manifestanti di disperdersi, ma migliaia restano in piazza. Pechino blocca Instagram e avverte le potenze straniere: non intromettetevi

di Redazione online

Hong Kong paralizzata dalle proteste. Decine di migliaia di persone sfidano Pechino e restano in piazza per chiedere più democrazia, nonostante gli inviti delle autorità a disperdersi e gli scontri scoppiati domenica. Pechino si trova ad affrontare una delle sfide politiche più impegnative da piazza Tiananmen, 25 anni fa. Lungi dal diminuire, il numero di manifestanti va crescendo di ora in ora ed ora si temono di nuovo scontri. In un estremo tentativo di sedare gli animi, l’esecutivo ha annunciato il ritiro degli agenti in assetto anti-sommossa dalle strade. E in effetti a situazione con la polizia, tesa fino alle ultime ore di domenica, è tornata a una relativa calma. Ma intanto l’esecutivo ha cancellato i fuochi d’artificio in programma per mercoledì, 1 ottobre, giornata di festa nazionale.

Sono ancora decine di migliaia gli studenti in piazza nell’area di Admiralty e Tamar, dove ha sede il governo di Hong Kong. Stamane gli studenti hanno assistito a comizi degli organizzatori delle manifestazioni, indette ufficialmente nella notte tra sabato e domenica, e intonato slogan pro-democratici. «Da movimento studentesco si è trasformato in movimento di disobbedienza civile», ha spiegato una giornalista del quotidiano locale, The Standard, incontrata ad Admiralty. «A Mongkok l’età dei manifestanti è generalmente più alta». I giovani provenienti dalle varie università dell’isola hanno sfilato lungo la Connaught Road in direzione di Admiralty, cuore delle proteste. Alcuni di loro distribuivano i nastri gialli simbolo degli scioperi degli studenti universitari in corso da lunedì. Assieme a loro, ad Admiralty, anche molti altri giovanissimi studenti delle scuole superiori, che costituiscono una delle componenti numericamente più importanti di Occupy Central. Minore, invece, la presenza delle forze dell’ordine rispetto a domenica, quando hanno attaccato la folla con lacrimogeni e spray al peperoncino (la polizia ha fatto sapere che domenica ha usato i gas lacrimogeni 87 volte).

Giù la borsa
Le proteste e gli scontri si sono fatti sentire anche sulla borsa di Hong Kong dove l’indice principale , a metà giornata, cedeva quasi due punti percentuali. Non ha invece risentito delle proteste la borsa di Shanghai.

La Cina blocca Instagram
Per impedire il diffondersi delle immagini della protesta il governo di Pechino avrebbe intanto bloccato Instagram in Cina, come riferiscono testimoni su Twitter. Questo per impedire che foto e video della protesta nella ex colonia britannica vengano diffuse attraverso i social. Il governo centrale cinese teme infatti che le rivendicazioni democratiche di Hong Kong arrivino anche nella madrepatria.

La minaccia di Pechino
La stampa ufficiale di Pechino bolla le manifestazioni come azioni ordite da «estremisti politici» che però sono «destinati al fallimento» perché «sanno bene che è impossibile modificare la decisione» sulle modalità delle elezioni del 2017 per il governatore. Il ministero degli Esteri cinesi ha intanto avvertito Stati Uniti e altre nazioni di non immischiarsi negli affari di Hong Kong perché le proteste sono una questione interna.

Semi, terra, cibo e democrazia

  • Venerdì, 19 Settembre 2014 13:11 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO
Vandana Shiva, Comune-Info
16 settembre 2014

L'Alleanza Globale per la Libertà dei Semi invita comunità ed individui provenienti da ogni parte del mondo, dal 20 settembre al 20 ottobre, a una mobilitazione per riaffermare il comune impegno verso la libertà dei semi, del cibo e la democrazia della terra.

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