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Sfideremo ogni ostacolo per poter votare, perché siamo determinati a sventare i piani di Putin, che vuole trasformare il nostro Paese democratico in uno Stato vassallo della Russia. Nessuno può dubitare che lo scopo primario di Putin sia quello di svuotare la nostra democrazia. ...
La democrazia non è una pillola che si inghiotte la mattina e ci rende democratici. Né si tratta di una tecnica elettorale, bensì di un sistema di valori che trova applicazione nel vivere insieme. ...

L'eterno ritorno del conformismo

  • Venerdì, 18 Aprile 2014 13:10 ,
  • Pubblicato in Flash news

Sette - Corriere della Sera
18 04 2014

Nel precedente articolo scritto per questa rubrica ("La democrazia genera conformismo", Sette, 4 aprile), avevo ricordato che nelle democrazie il conformismo può degenerare in una forma di dispotismo democratico alimentato dalla forza del numero.

Avevo aggiunto che oggi è l'ideologia del "politicamente corretto" a essere opinione dominante e a ispirare le nuove cacce alle streghe. ...

Un voto fast-food, una democrazia à la carte, una consultazione orario ufficio. Si o no, favorevole o contrario al reato di clandestinità? Non è una burla, né una performance satirica, è come, in Italia, un partito con otto milioni di voti, con un gruppo parlamentare di 150 eletti, tra senatori e deputati, sceglie di risolvere una questione così importante, di quelle che bastano e avanzano per tracciare una linea (o per scavare un fossato) tra destra e sinistra. ...

La Repubblica
02 01 2014

Migliaia di persone hanno partecipato ad una marcia per la democrazia ieri a Hong Kong, chiedendo a Pechino l'instaurazione del suffragio universale per l'elezione del loro leader.

Appuntamento ormai tradizionale del nuovo anno, la manifestazione è partita da parco Victoria per arrivare fino al quartiere finanziario della città. Gli organizzatori della marcia attendevano 50.000 persone, ma non sono disponibili cifre ufficiali sull'effettiva partecipazione all'evento.

"Siamo cittadini di Hong Kong, dobbiamo votare", ha detto dal corteo Sharon Tang, un impiegato d'ufficio di 49 anni che come altri manifestanti accusa il capo dell'esecutivo hongkonghese Leung Chun-ying di fare il gioco di Pechino.

Gli abitanti di Hong Kong godono della libertà di parola, sconosciuta sul continente, ma Pechino controlla largamente in realtà la vita politica locale. Un mese fa è stata lanciata una consultazione pubblica sul futuro sistema elettorale di Hong Kong, ex colonia britannica tornata alla Cina nel 1997 con uno statuto di autonomia.

La Cina ha promesso di introdurre il suffragio universale diretto per l'elezione del capo dell'esecutivo nel 2017 e quella del Parlamento nel 2020. Ma molti democratici locali dubitano fortemente di tali promesse, il cui termine viene regolarmente ritardato. Con il sistema attuale, il capo dell'esecutivo è eletto da un comitato di 1.200 membri in gran parte pro-Pechino.

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