"L'esplodere dei populismi, in Italia e in Europa? Mi viene in mente l'esempio della pentola a pressione: ogni tanto bisogna fare in modo che le pulsioni che provengono dal basso possano esprimersi, altrimenti il rischio è che salti tutto per aria". ...

Da Blockupy verso un maggio europeo

  • Martedì, 03 Dicembre 2013 10:29 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo press
03 12 2013

Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, da oltre il mar mediterraneo, oltre gli Urali… l’Europa è il nostro spazio minimo…

#democracy #commons #solidarity

ENGLISH VERSION

Di ritorno dalla Blockupy Action Conference, in Ucraina scoppiano manifestazioni di massa per far sì che il governo sigli l’accordo con le istituzioni Europee per iniziare le trattative sulla pre-adesione all’Unione. C’è forse da chiedersi cosa sia meglio tra l’autoritarismo russo e la dittatura della Troika? L’unica alternativa possibile è quella di un’altra Europa, che può nascere solo dal basso, a partire dall’idea che non vi è più alcun riformismo possibile, questa Europa va cambiata dalla base, rifondata a partire da nuovi processi costituenti.

La Blockupy Action Conference è stata un nuovo tassello nel percorso che da Amsterdam, passando per Atene e Roma, ci sta portando a costruire uno spazio comune delle lotte europee, basato su un linguaggio condiviso. Uno spazio dove non ci si incontra solo per raccontarsi ciò che si fa o ciò che si è, ma per connettere le lotte locali e organizzarle a livello transnazionale.

Siamo arrivati a Francoforte a partire dal meeting di Agora99 che si è tenuto a Roma all’inizio di novembre, e con lo stesso metodo abbiamo voluto attraversare questa conferenza: un processo aperto per costruire una prospettiva comune.

L’università di Francoforte è stata attraversata da centinaia di persone provenienti da decine di paesi, che si sono incontrate per discutere e costruire insieme decine di workshop e diversi momenti assembleari, uniti dalla forte tensione per costruire delle grandi giornate di lotta contro la prossima apertura della Banca Centrale Europea.

Il nuovo palazzo della BCE verrà inaugurato nel prossimo autunno, alla presenza di tutti i più grandi leader mondiali ed europei, gli stessi che con le loro decisioni stanno impoverendo intere aree del nostro continente. La Blockupy Action Conference è stata chiara su questo: ci riapproprieremo di quella festa! Nessuna Banca Centrale potrà aprire senza la “partecipazione” di tutti cittadini che subiscono ogni giorno le sue politiche. In autunno costruiremo la possibilità per tornare a Francoforte e ribadire il nostro NO alle misure di austerità, alla privatizzazione dei beni comuni e alle politiche neoliberali.

Su questo vogliamo essere chiari: non andiamo a Francoforte per dare più forza ai movimenti tedeschi, ma al contrario pensiamo che costruire il processo che ci porterà a Francoforte renderà più forti i movimenti sociali in tutta Europa, al di là di qualsiasi barriera nazionale. Blockupy non è importante per il singolo evento in sé, non vogliamo costruire l’ennesimo controvertice, ma un processo che sappia coinvolgere tutti nell’opposizione a questa Europa, costruendo il senso e dando forza alla manifestazione che invaderà le strade e le piazze della capitale finanziaria dell’Unione Europa, affinché tutti coloro che vivono la crisi possano sentirsi partecipi.

A Francoforte abbiamo messo un tassello in più verso la costruzione di una mobilitazione coordinata a maggio, ad oggi non sappiamo se sarà un mese, una settimana o un giorno solo, ma ciò che ci interessa connettere sono le lotte già preseti nei territori e che sono già accomunate da un senso comune. Vogliamo trovare una cornice attraverso cui queste resistenze possano parlarsi ed avere più forza.

Oggi combattere contro i mini-jobs in Germania non è già opporsi anche alla precarietà in Italia o alla riforma del mercato del lavoro in Portogallo? A fine maggio ci saranno le elezioni europee perché non utilizzare quelle date per ribaltare il senso di Europa, per non trovarci schiacciati tra pro-europeisti tecnocrati e neoliberali e anti-europeisti populisti, nazionalisti e razzisti? Il maggio europeo può essere all’altezza di questa sfida?

Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, da oltre il mar mediterraneo, oltre gli Urali… l’Europa è il nostro spazio minimo…

#democracy #commons #solidarityania Cantatore portavoce)

Il Fatto Quotidiano
26 11 2013

Il Presidente egiziano ad interim, Adly Mansour, ha promulgato ieri una nuova legge che impone regole molto restrittive sulle manifestazioni pubbliche. Diverse associazioni e partiti affermano, infatti, che questa legge limiterà fortemente le libertà politiche del popolo egiziano.

La legge obbliga i manifestanti a chiedere sette permessi separati per poter scendere in piazza, oltre ad imporre il divieto assoluto per i sit-in notturni, che fu una importante modalità di lotta durante le proteste di piazza Tahrir all’inizio del 2011. Per ricorrere contro eventuali domande respinte, gli attivisti dovranno rivolgersi, d’ora in poi, al tribunale. Diversi avvocati egiziani sostengono che la norma è costruita in modo tale da rendere impossibile la prova giuridica della violazione del diritto di manifestare. L’ultima parola, insomma, se autorizzare o meno una manifestazione, spetterà alla polizia

La legge appena promulgata non è però molto diversa da quella che intendeva approvare Mohamed Morsi alcuni mesi fa e che poi decise di accantonare. Il disegno di legge di Morsi prevedeva l’obbligo di cinque autorizzazioni invece che sette, ma le sanzioni erano più pesanti.

Dunque, le norme repressive e restrittive della legge appena approvata non sono proprio un fulmine a ciel sereno. Esse sono state oggetto di acceso dibattito negli ultimi mesi; molti attivisti, associazioni, partiti politici e sindacati – che vedono in questa legge un ritorno alla dittatura di Mubarak – hanno denunciato con forza il carattere repressivo sia del disegno di Morsi che dei militari. Almeno diciannove gruppi per i diritti hanno firmato una dichiarazione congiunta la scorsa settimana con cui si condannava il disegno di legge mentre era ancora in fase di discussione.

Human Rights Watch ha dichiarato che la legge “potrebbe effettivamente dare carta bianca alla polizia di vietare ogni protesta in Egitto”. HRW ha aggiunto che la legge “potrebbe seriamente limitare la libertà di riunione dei partiti politici e gruppi non governativi” ed è anche “un importante indicatore dello spazio politico che il nuovo governo intende consentire in Egitto”.

La legge interesserà, da subito, i sostenitori pro-Morsi, che continuano a manifestare quasi quotidianamente in molte città egiziane, dal giorno dell’allontanamento di Morsi nel mese di luglio 2013. Il vero obiettivo però della legge liberticida è quello di impedire, ad ogni costo, la diffusione delle nuove proteste e delle nuove manifestazioni di coloro che tornano, sempre più numerosi, a chiedere nelle piazze e nei luoghi di lavoro la realizzazione degli obiettivi della sollevazione del 2011: “pane, libertà, giustizia sociale”. Si cerca cioè di impedire che si creino quelle condizioni che portarono alla cacciata di ben due presidenti egiziani nell’arco di due anni e mezzo: di Hosni Mubarak prima e di Mohamed Morsi poi. Si vuole impedire la terza onda d’urto del processo rivoluzionario in Egitto, che è ancora vivo. E’ proprio l’approvazione di questa legge a darne una prova tangibile.

"Per noi la libertà della donna - osserva significa libertà nella società. Ai vertici degli organismi curdi c'è sempre una co-direzione uomo e donna. Qui a Nusaybin abbiamo una Conferenza delle donne. Io sono sindaca e c'è una quota di donne nell'amministrazione della città". ...
Fiera, combattiva, lucida, determinata. Come lo è stata in tutta la sua lunga vita. E con questo spirito mai domo, guarda al suo amato Egitto, segnato da una sanguinosa transizione. "Di una cosa sono certa: nessuno riuscirà a riportare indietro le lancette del tempo. Oscurantismo e militarismo non cancelleranno la rivoluzione egiziana. Piazza Tahrir non smobilita". Parola di Nawal El Saadawi,l'autrice egiziana femminista universalmente più conosciuta e premiata. ...

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