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Il lavoro al potere

Diritti per tutti
Abitiamo, disorientati, in una mutazione antropologica epocale e (lasciandola indisturbata al suo compimento) catastrofica: la sostituzione del rapporto con gli oggetti d'uso reali con una realtà esangue, immateriale. Lo spazio virtuale che ci imprigiona, nulla ha a che fare con la fantasia creativa che trasforma in materia vivibile e significativa la materia grezza di cui è fatta la realtà. Non è alla virtualizzazione della realtà in sé a cui assistiamo, ma allo svuotamento dell'immaginazione.
Sarantis Thanopulos, Il Manifesto ...

Corriere della Sera
07 03 2014

Ognuno c’ha la faccia che si merita, sia prima che dopo...

di Morena Rossi*

Il 3 aprile è uscito anche nelle sale italiane il primo capitolo del tanto discusso film di Lars Von Trier. Premesso che ancora non l’ho visto, lo spunto della riflessione che vorrei fare me l’ha dato tempo fa la locandina. L’avrete tutti presente quella con i visi degli attori sfigurati dal piacere. Non so che effetto abbia fatto a voi la prima volta che l’avete vista. Io ho pensato subito a una battuta del primo Paolo Rossi, quando prendendo in giro quelli che dopo l’amplesso dicono le cose che non si dovrebbero mai dire ne cita una:

«sei venuto bene? Ma cos’è una foto? No, sono venuto tutto mosso»

Ecco, quelle foto che immortalano contrazioni facciali che a loro volta rimandano a contrazioni pelviche, mi hanno fatto un po’ sorridere. E subito dopo ho pensato a una notizia che mi aveva sconvolto qualche mese fa, di una ragazza a Seattle che ha avuto un orgasmo di tre ore e che è stata costretta a farsi ricoverare in ospedale. Che faccia avrà avuto lei? In fatto di sesso, si sa, la gente è strana, non c’è bisogno di ribadirlo. Su instagram per esempio impazza l’hashtag #aftersex dove la gente si fotografa dopo l’amore.

Ognuno c’ha la faccia che si merita, sia prima che dopo. Spesso anche durante e Nymphomaniac ce lo ha ricordato, tanto che il marketing legato al lancio del film ha deciso di farlo diventare un punto cruciale, anche se mal riuscito. Esiste infatti un’applicazione attraverso la quale ti puoi fare la tua locandina personalizzata.

Ma come si può personalizzare una cosa così unica come l’espressione che uno ha durante l’orgasmo partendo da quella degli altri?

Appunto, non si può, l’applicazione permette solo di mettere il tuo viso sul corpo nudo dei protagonisti. E quindi? La mia faccia sul copro di Uma Thurman, dov’è il gioco? Si aggiunga a questo che la faccia ce l’hanno messa gli attori, il sesso ce l’hanno messo le controfigure, quando non il trucco. Sì, niente rapporti sul set per il cast che si mostra in locandina, ma attori porno per le scene più hard. E nonostante questo Stacy Martin, la giovane ninfomane, prima di girare passava ore al trucco per “indossare” una vagina finta.

Ma non c’erano le controfigure per dare espressività all’altra parte del copro coinvolta oltre al viso? Finta perché così era più cinematografica? E chi l’avrebbe riconosciuta quella vera della Martin se non lei, forse, e pochi altri? Mi sono chiesta infatti quanto una donna sia in grado di riconoscersi da lì se le capitasse di vedere la sua vulva scollegata dal resto della sua persona. Insomma, quanta verità è scritta tra le grandi labbra? Mi è ritornato alla mente Jamie Macartney che qualche anno fa ha realizzato The great wall of vagina e a questa domanda ha dato circa 400 risposte. Tutte differenti. Sfido chiunque a creare anche qui l’applicazione per la personalizzazione.

Sono certa che il film sarà in grado di farmi dimenticare tutto questo e mi farà fare riflessioni più profonde sulla tragicità dell’eros, Lars Von Trier non può deludermi. Per ora credo che andrò nella mia libreria e mi rileggerò I monologhi della vagina di Eve Ensler che, nonostante gli anni che passano, hanno sempre qualcosa di nuovo da raccontarmi in materia.

Pelle di zigrino, nella sua più nascosta verità, è il romanzo che descrive il senso della colpa. Quel senso oscuro e misterioso che ognuno di noi - senza aver fatto alcun patto col diavolo - sente dentro di sé quando realizza un desiderio (anche il più innocente) e saccorge, all'improvviso, che la sua felicità trema. ...

Il sesso delle donne

  • Giovedì, 18 Luglio 2013 08:24 ,
  • Pubblicato in L'Analisi
Elena Stancanelli, La Repubblica
18 giugno 2013

Contrordine: non solo il desiderio femminile esiste, ma è potente almeno quanto quello maschile, non ha una propensione monogamica e, pensa un po', non è neanche legato all'istinto riproduttivo. Non somiglia per niente ad un languore, non necessita di una storia intorno.
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Questa è la prima estate con il Viagra low cost, il brevetto è scaduto. Per la parità farmacologica di genere bisognerà aspettare ancora. Il pillolo è ancora un miraggio mentre il "Viagra rosa" potrebbe arrivare nell'estate 2016. Sarà un'altra rivoluzione sessuale? ...

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