Donna o madre?

  • Domenica, 08 Marzo 2015 10:54 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
Sarantis Thanopulos, Il Manifesto
7 marzo 2015

Massimo  Recalcati ha prospettato, di recente, il tramonto della madre che si sacrifica per accudire i figli, trattenendoli presso di sé con uno scambio tra la sua abnegazione e la loro fedeltà. Il suo posto è preso dalla madre "narciso", ossessionata dalla propria libertà e dalla propria immagine, che vede nei figli un ostacolo. Nel passato la madre tendeva a uccidere la donna, oggi è la donna che sopprime la madre. ...

Donna o madre?


Massimo  Recalcati ha prospettato, di recente, il tramonto della madre che si sacrifica per accudire i figli, trattenendoli presso di sé con uno scambio tra la sua abnegazione e la loro fedeltà. Il suo posto è preso dalla madre "narciso", ossessionata dalla propria libertà e dalla propria immagine, che vede nei figli un ostacolo. Nel passato la madre tendeva a uccidere la donna, oggi è la donna che sopprime la madre. Secondo Chiara Saraceno, che l'ha criticato, Recalcati rischia di ridurre al vecchio aut-aut (la maternità o la carriera) un dilemma complesso: come conciliare il diritto di dare e ricevere cura con il diritto di essere cittadine.
Sarantis Thanopulos, Il Manifesto ...

L'altro (uomo)

relazioni_magritte
La cronaca di ogni giorno ci racconta la violenza degli uomini che scatta di fronte a una scelta di autonomia e di libertà da parte delle loro fidanzate, mogli, figlie, sorelle. Preferiscono lavorare anziché stare a casa, vogliono viaggiare, magari ci lasciano persino. [...] Dietro queste scelte scorgiamo altri uomini, che ci vengono preferiti, con i quali siamo in più o meno oscura competizione. È per via di questa relazione rimossa che anche la relazione con la donna è in realtà una non-relazione, una riduzione dell'altra a oggetto, contro il quale eventualmente ci si accanisce quando ci si sente sconfitta.
Alberto Leiss, Il Manifesto ...

La vita online aumenta il disagio sessuale

  • Martedì, 28 Ottobre 2014 14:48 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Repubblica
28 10 2014

NASCONDERSI dietro un falso nome e una falsa immagine per intessere relazioni con altri utenti connessi allo stesso social network. È così che molti, giovani e non, affrontano il proprio disagio nel confrontarsi con gli altri. Ma questo tipo di comportamento non fa che alimentare le proprie insicurezze sociali e sessuali. A sostenerlo è il sessuologo Angelo Peluso, professore della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Tor Vergata di Roma, durante un recente convegno: "I social network alimentano malessere e disagio nelle relazioni affettive e sessuali".

"Le identità recitate", ha proseguito Peluso, tra i fondatori Società italiana di sessuologia clinica, "caratterizzano le relazioni online attraverso la mediazione di fake, ovvero di false identità, che interagiscono costruendo immagini mascherate del sé e degli altri, in un sistema di rapporti collusivi". Quindi "la vita online provoca effetti placebo non solo in soggetti depressi e solitari ma in chiunque abbia un'insicurezza o disagio rispetto alla percezione della propria immagine", e "anche coloro che non hanno problemi di autostima affidano al web e ai social l'occultamento dei propri difetti e l'esaltazione di pregi non sempre reali". "I legami tra false identità", ha concluso il sessuologo, "generano benessere precario destinato a sgretolarsi quando i soggetti si calano nella dimensione delle relazioni reali, dove barare è molto più difficile".

Il diritto alla parola del corpo

  • Martedì, 30 Settembre 2014 13:35 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Stampa
30 09 2014

Il corpo parla, non può fare a meno di farlo. Parla attraverso i gesti, le espressioni del viso, gli abiti. tutto in noi è linguaggio, che gli altri decifrano mediante i segni intellegibili che appartengono alla cultura comune, condivisa

 

facebook