.. e io ti sbatto fuori la straniera

  • Mercoledì, 20 Febbraio 2013 08:08 ,
  • Pubblicato in Flash news

GiULiA
20 02 2013

Della crisi etica e morale del Paese fanno le spese soprattutto i soggetti oggi più deboli: lavoratori, donne e stranieri. E se sei tutte e tre... Di [Marika Borrelli]

Il fatto. Un paio di settimane fa, la mia piccola famiglia decide di andare in pizzeria. Dopo poco arrivano, anche loro per una pizza, un nostro amico e suo figlio, entrambi operatori delle forze dell'ordine, ma in borghese. Il dettaglio non è ininfluente, poi capirete perché.

Ancora qualche minuto e sopraggiungono due tizi, circa quarantenni.
Producendosi in atteggiamenti al limite della spavalderia, si siedono poco distanti dal nostro tavolo, cominciando a parlare ad alta voce. Impossibile non sentire, anche perchè il locale è semivuoto.

Capiamo - dai discorsi - che uno dei due avventori è titolare di azienda ed è crucciato in quanto non riesce a trovare il metodo per licenziare una sua dipendente. Non si capisce, però, per quale motivo voglia mandarla via. Il suo commensale con dovizia gli spiega come si fa a levarsi di torno un lavoratore, a prescindere dal motivo, o dalla causa. La soluzione al suo problema è anche più facile, gli spiega, in quanto la donna è una lavoratrice straniera.

"Guarda - gli dice sicuro - si fa così e così". E continua con tattiche e soluzioni assolutamente non ortodosse per licenziare, diciamo pure, per sbarazzarsi della dipendente.
Chiude la sua truffaldina 'consulenza' con un ". e così ti liberi di quella stronza!"

Stronza? Perchè mai stronza? Nella dovizia del racconto, non era emerso che fosse stata una mariuola, tantomeno che avesse agito in maniera illegale.
Stronza solo perchè donna, straniera, sostituibile, o perchè indisponibile? Chissà. Tutti i pensieri sono leciti, anche perchè il datore di lavoro si è rivolto al suo spudorato amico-commensale per farsi aiutare in qualcosa in cui non era riuscito fino ad allora: mandarla via legalmente. Un ostacolo c'era: le norme. Le norme attuali finora glielo avevano impedito ed ecco passare al piano B: esercitare un arbitrio e confidare nella lentezza della giustizia per sfiancare la licenziata. Senza soldi né lavoro e con il rischio di perdere il permesso di soggiorno, sarebbe stata costretta ad accettare un qualunque arbitrato. "... e così ti liberi di quella stronza!"

Nella mia famiglia vive un dirigente sindacale, uno agguerrito che ha combattuto mille e mille battaglie sui posti di lavoro, ed anche prima - da giovane - era un impegnatissimo militante politico: prevaricazioni ed ingiustizie gli provocano una reazione fisica. Idem, per i nostri amici di cui sopra, in abiti borghesi. Rimaniamo così, purtroppo, costretti ad ascoltare inermi (che fai, ti alzi e je meni? Li denunci? E con quali prove?) le smargiassate di questi due sfrontati contro una lavoratrice, una donna e per giunta straniera. Parlano e giudicano senza pudore, non provano la benché minima vergogna (neanche un pizzico di disagio in pubblico) nel decidere del destino di una persona apostrofandola con termini da trivio, negandole una qualsiasi dignità, quasi fosse un animale domestico da sperdere in autostrada. Essì che l'abbandono dei cani sull'autostrada è un reato.

L'abbassamento etico e morale è ormai senza limiti in questo nostro Paese. Impunemente si possono organizzare illeciti e vantarsene. Tempi biblici, disapplicazioni normative, insicurezza della pena, connivenze e rassegnazione alimentano il degrado valoriale. Delle proprie attività illegali si è arrivati a vantarsi ad alta voce in un locale pubblico, ma perchè abbiamo sentito altri vantarsene orgogliosi per televisione (evadere il fisco, giustificare il falso in bilancio, frodare sulle quote latte, corrompere gli avvocati inglesi, affermare in Parlamento che Mubarak aveva una nipote discola in Italia da proteggere, compiacersi del terremoto a L'Aquila o fintamente commuoversi, elogiare la mazzetta, come ho sentito proprio in questi ultimi giorni).

L'aggravante - come al solito - è che questa vicenda riguarda una persona-lavoratrice-donna-straniera: il sottoinsieme di popolazione attualmente più indifeso e debole.

Donne uccise dalle loro famiglie perché hanno tradito l'onore. Donne a cui già prima della morte era stato impedito vivere: spinte alle nozze a quindici anni. e poi recluse in casa, senza mai potere uscire da sole. ...

La Stampa
14 02 2013

Arrestato l’atleta paralimpico, sarà interrogato dalla Corte di Pretoria. La modella Reeva Steenkamp colpita al capo e ad un braccio.

Un’altra tragedia segna la vita di Oscar Pistorius. L’atleta paralimpico avrebbe sparato alla fidanzata, la modella Reeva Steenkamp, morta sul colpo per le ferite alla testa e a un braccio e ritrovata senza vita nella sua abitazione di Pretoria, in Sudafrica. Le circostanze dell’accaduto non sono ancora chiare, ma secondo il quotidiano locale Beeld, «Blade Runner - come viene chiamato il campione - l’avrebbe scambiata per un ladro».

Il 26enne è in stato di fermo e dovrebbe comparire davanti a un magistrato nelle prossime ore. La polizia ha poi confermato l’arresto di un uomo, della stessa età dello sprinter, senza però fornire altri dettagli. I media africani riportano che l’incidente è avvenuto verso le 4 del mattino nel complesso residenziale di Silver Lakes. Il portavoce forze dell’ordine Katlego Mogale ha riferito che non c’è stato nulla da fare per la donna, uccisa con quattro colpi d’arma da fuoco. Nell’abitazione dell’atleta è stata rinvenuta una pistola di 9 mm.

Reeva Steenkamp sarebbe entrata in casa prima dell’alba utilizzando le chiavi, per fare una sorpresa di San Valentino al fidanzato, che però sentendo dei rumori e non riconoscendola subito, avrebbe sparato pensando fosse un intruso.

Primo atleta con due gambe amputate ad aver partecipato alle Olimpiadi, Pistorius gareggia nei 100, 200 e 400 metri piani grazie a due protesi in fibra di carbonio, dopo aver subito l’amputazione delle gambe all’età di un anno a causa di una malattia congenita. Lo scorso anno il magazine Time lo ha nominato come una delle cento persone al mondo più influenti.

Il drammatico errore all’alba della festa dei fidanzati di San Valentino avviene in un paese come il Sudafrica che ha fra i più alti tassi di criminalità nel mondo e dove le rapine in casa sono una piaga diffusa.

Le risate sono pietre contro le donne

  • Mercoledì, 13 Febbraio 2013 13:24 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA

La Repubblica
13 02 2013

"Lei viene? Viene a costo zero e una sola volta? E quante volte viene?" (video). Poteva essere solo una pessima battuta, una di quelle boutade che non fanno ridere nessuno e che escono così, quando si è bevuto un po' troppo, lasciando allibiti gli interlocutori. Altrove - in qualunque altra democrazia occidentale - sarebbe stato così. Altrove appunto! Perché in Italia, invece, le cose sono andate diversamente. Non solo perché il geniale comico di servizio era Silvio Berlusconi - che in teoria non era né ubriaco né a cena con gli amici - ma anche perché la platea - a cominciare dai dirigenti di Green Power - invece di irritarsi, si è prestata divertita al giochino osceno del capo. Irrispettosa di fronte all'imbarazzo di Angela, la povera impiegata che non sapeva più come comportarsi. Mentre Berlusconi, rincuorato da tanto successo, non la smetteva più di infierire: "Scusi, si può girare da quella parte?".

Altrove non sarebbe successo. Altrove appunto. Perché qui in Italia la gente sembra ormai averci fatto l'abitudine. Perché scandalizzarsi quando una donna non viene presa sul serio? Perché non ridere quando un uomo, invece di ascoltare, nega la possibilità che la donna sia "altro" rispetto ad un semplice oggetto sessuale? Il cuore del problema è proprio qui: chi ride quando un uomo ridicolizza una donna con battute sessuali mentre lei sta facendo il proprio lavoro accetta automaticamente il fatto che la donna non abbia le competenze necessarie per dialogare con lui e avalla l'idea che non sia altro che una creatura a disposizione della libido maschile. Se si smettesse di ridere, forse certe battute non si farebbero più. E allora anche le donne non sarebbero più vittime degli stereotipi di genere che le riducono a semplici comparse sulla scena pubblica. 

Le parole sono pietre, scriveva Carlo Levi. Quando si smetterà di scagliarle contro le donne di fronte alle risate generali?
Twitter: @MichelaMarzano

Dall'India alla Turchia, l'odio contro le donne

  • Mercoledì, 13 Febbraio 2013 11:08 ,
  • Pubblicato in Flash news

GiULiA
13 02 2013

Inizia male il 2013 delle donne nel mondo: sterilizzate in massa in India, torna il velo nel parlamento turco, legalizzata la poligamia in Libia.

Un campo di sterilizzazione di massa di donne scoperto in India, il ritorno del velo nel parlamento turco, la legalizzazione della poligamia in Libia, la fatwa contro la rock band femminile Pragaash in Bangladesh. Il 2013 è iniziato davvero male per le donne nel mondo.

India - Il video delle donne stese per terra una vicina all’altra a smaltire l’anestesia nel cortile di un ospedale statale nella regione del Bengalal lascia senza fiato. 103 giovani a cui due medici hanno chiuso le tube di falloppio in sole 24 ore portate su barelle di stoffa e scaricate per terra ancora stordite dall’anestesia. Il tutto avvenuto nel centro di salute rurale Manikchak che può accogliere al massimo 25 persone. Le immagini rubate dalla rete televisiva indiana NDTV hanno fatto il giro del mondo.

Turchia - Potrebbe cadere presto in Turchia il divieto di indossare il velo in parlamento. Il ministro per la Famiglia e le Politiche Sociali del governo del premier islamico Recep Tayyip Erdogan, Fatma Sahin, si è pronunciata per un apertura della Grande Assemblea di Ankara alle deputate velate. Sahin, l'unica donna ministro del governo turco, ha detto in una trasmissione televisiva che ''il parlamento è come uno specchio della società. Tutte le componenti della società devono essere rappresentate''. Se il premier dovesse avallare la mossa, cadrebbe l’ultima frontiera del secolarismo voluto dal fondatore della repubblica turca Mustafa Kemal Ataturk che aveva messo al bando ogni simbolo religioso per limitare l’influenza della religione nella società post-ottomana e favorirne il progresso sociale.

Libia - L'anno scorso, il leader del Consiglio nazionale transitorio libico Mustafa Abdel Jalil lo aveva annunciato: tutte le leggi di Gheddafi contrarie alla Sharia sarebbero state abolite. Ed è quello che stanno facendo, a cominciare dalla reintroduzione della poligamia. Lo ha deciso la sezione costituzionale della Corte Suprema che ha modificato la legge sul matrimonio del regime di Gheddafi che vietava a un uomo di avere più mogli. La notizia arriva dalla stampa libica che precisa che d'ora in poi un marito potrà sposare una seconda moglie senza il consenso della prima o l'autorizzazione di un tribunale.

Bangladesh - Non potranno più cantare né esibirsi le Pragraash, l’unica banda rock femminile del Kashmir. Lo ha stabilito il Gran Mufti Bashiruddin Ahmad che ha pubblicato la sua 'fatwa' in cui si sostiene che "quella musica è contro i precetti dell'Islam" e che per di più "non le aiuterà a svolgere alcun ruolo costruttivo nella società". La decisione arriva dopo che a dicembre le tre ragazze, Noma Nazir di 15 anni, Aneeqa Khalid di 16 e Farah Deeba di 15, avevano partecipato a un concorso arrivando terze. Ne sono seguite minacce pesanti sulla loro pagina di face book. Poi la fatwa.

In questo panorama, una buona notizia arriva dalla Gran Bretagna, dove la giovane Malala, la ragazza pachistana di 15 anni ferita alla testa dai talebani, a colpi di pistola, è stata dimessa dall'ospedale di Birmingham. È stata sottoposta a un intervento chirurgico per l'inserimento di una placca nel cranio e di un impianto per restituirle l'udito. I medici ritengono che non serviranno altri interventi.

A tutti noi ora il compito di portare avanti la sua battaglia per il diritto allo studio delle bambine e delle ragazze, in ogni paese.

facebook