Comunicato Liceo Virgilio occupato

  • Martedì, 02 Dicembre 2014 08:45 ,
  • Pubblicato in Flash news

Studenti Liceo Virgilio
02 12 2014

Il giorno 1 Dicembre 2014 gli studenti del liceo Virgilio hanno occupato il proprio istituto.


La scelta di un tipo di forma di mobilitazione radicale non è stata frutto della decisione di una minoranza ristretta, violenta e prevaricatrice ma della volontà della maggior parte della componente studentesca, emersa da un confronto di settimane, avvenuto in maniera larga e trasversale, dove non si è verificata alcuna forma di dissenso.

Riteniamo che l’occupazione sia l’unico metodo per rifiutare il pensiero dell’assimilazione passiva ed allenarci al pensiero della decostruzione attiva e consapevole dei ruoli, per sperimentare attivamente il reale potenziale del ribaltamento degli equilibri di forza pur nel nostro piccolo, per intraprendere un percorso che speriamo possa causare degli effetti a lungo termine ma pronti ad “accontentarci” anche solo di un’oasi dove vivere al di fuori delle logiche aziendali di una scuola che ha abdicato al proprio ruolo.

Riteniamo che l’occupazione sia necessaria per prendere le distanze da una presidenza e da una parte del corpo docenti che lo scorso anno hanno palesato apertamente il loro modello di scuola: la punizione che sostituisce il dialogo reciproco, la polizia che sostituisce la soluzione collettiva e l’intento educativo, la cura dell’ immagine che sostituisce la vivibilità degli spazi, la repressione e il controllo che sostituiscono la responsabilizzazione di cui riteniamo essere degni, una burocrazia portata all’esasperazione.

all’insegnante e al dirigente scolastico che trovano la loro identità nel proporsi in primo luogo portatori della legalità istituzionale in un mero stato in miniatura dove tenere a bada le istanze sovversive di una generazione di impuniti, rispondiamo che la scuola è ben altro. Essa è il centro della formazione didattica, umana, politica e culturale; uno spazio di socializzazione, riunione e riflessione; uno spazio dove apprendere paradigmi ed ottenere gli strumenti per la creazione di nuovi modelli.

Vogliamo vivere in prima persona l’identificazione fra personale e politico, a partire dall’insegnamento del femminismo degli anni ’70, fino a quello attuale di Ilaria Cucchi, aprire la nostra scuola, renderla solidale ed inclusiva, unirci in solidarietà all’ondata di mobilitazioni e occupazioni che ha coinvolto le scuole di Roma e di tutta Italia nelle ultime settimane.

Vogliamo muoverci nel nostro ambito per collegarci ad una dinamica ben più ampia, analizzare il disagio vissuto all’interno dell’istituto senza accontentarci di un semplice sfogo bensì individuandone le cause e le corrispondenze ad un livello superiore ed esterno.
All’interno della nostra scuola manca uno spazio autogestito ed è stato impedito all’ultimo consiglio di istituto di mettere a verbale un eventuale impegno del dirigente scolastico di gestire come priorità l’assegnazione di un’aula agli studenti non appena sia resa agibile la Tavani Arquati, succursale promessa al liceo Virgilio da ben quattro anni e ancora indisponibile. Le iscrizioni sono aumentate prima che si trovassero gli spazi adeguati, le aule sono sovraffollate, il piano d’evacuazione inefficiente, gli insegnati di lingua dell’indirizzo linguistico assenti o precari, la maggior parte dei bagni fuori uso, il tempo a disposizione per vivere il cortile e l’istituto del tutto assente, il clima ostile.

All’esterno, il Jobs Act, includente l’eliminazione dell’articolo 18, mira allo smantellamento di qualsiasi residuo di stato sociale; la “Buona Scuola” del governo Renzi sta coronando anni di politiche di tagli e svilimento della scuola pubblica, politiche perseguite indifferentemente da governi di destra e di “sinistra”. Il PD, partito di governo, maggioranza e opposizione di sta dimostrando alla testa dell’avanzamento del neoliberismo, travestendosi con la retorica del “politicamente corretto”. Il movimento di lotta per la casa sta crescendo non per pura ricerca di conflitto ma per l’esigenza di un diritto primario non più garantito. Siamo, inoltre, quotidianamente sottoposti ad un flusso di immagini e notizie intenso e rapido, impossibile da assimilare criticamente, che facilmente porta a un disinteressamento apatico e qualunquista, alle strumentalizzazioni da parte delle nuove destre e gruppi neofascisti verso lo sfogo meno nobile della rabbia contro capri espiatori, nemici interni identificati ad hoc, verso, ad esempio, il razzismo esploso poche settimane fa a Tor Sapienza al centro di accoglienza minori e richiedenti asilo.

Non ci lasciamo ingannare dalle retoriche meritocratiche e dal falso progresso, dal fiscalismo inefficace dei test invalsi perché non siamo vasi da riempire ma fuochi da alimentare.

Vogliamo una scuola libera, larga e solidale. Vogliamo occuparci di mondo della formazione senza cadere nello studentismo, ricercare un’alternativa, rompere il muro che ci separa dal resto del mondo, manifestare il nostro dissenso.
Proponiamo:

riunioni e riflessioni sul modello pedagogico ed economico

un collettivo di genere che superi il perbenismo del 25 Novembre

la disponibilità di un’aula studio

una serie di corsi e assemblee concentrate su politica estera, Buona scuola, rapporto fra cittadino e stato e attualità

la possibilità a portata di tutti di mettere a disposizione della collettività le proprie capacità

l’attuazione di azioni esterne di sensibilizzazione
cineforum e spazi di confronto letterario

l’occasione di vivere uno spazio comune imparando a muoversi in un ambito del tutto trasversale dove responsabilità e libertà si integrino insieme al di fuori di qualsiasi logica gerarchica o punitiva.

Ricordiamo che l’occupazione accoglierà chiunque voglia di partecipare, sbirciare, offrire il proprio aiuto, che siano studenti, docenti, segretari, componenti del personale ata o genitori.

Educare all'omofobia

  • Mercoledì, 26 Novembre 2014 09:28 ,
  • Pubblicato in Flash news

Minima et Moralia
26 11 2014

di Federico Batini

Alcuni anni fa, sono stato invitato a una trasmissione televisiva interessante, di una tv locale perugina, invitato come ricercatore che aveva e ha, tra i propri interessi di ricerca, l’area dell’identità sessuale, la prevenzione del bullismo omofobico e, più recentemente dell’omogenitorialità. Si parlava, mi pare, di prevenzione del bullismo omofobico e dell’assenza e rimozione, a scuola, di certi argomenti. Come è logico, la formula era quella di un talk show, non ero il solo invitato, oltre alle due conduttrici c’era un rappresentante dell’Arcigay e il Presidente di un Forum delle Famiglie Umbro. Durante la trasmissione io non mi sentivo, sinceramente, interprete di una parte, ma il continuo attacco (con interruzioni) a semplici informazioni scientifiche che fornivo, in risposta a domande, o a dati piuttosto metodologicamente solidi che semplicemente riportavo (mi ero diligentemente preparato e avevo i miei appunti) mi fecero trovare in un fronte. In un fronte, progressivamente, lo dico senza esserne orgoglioso, anzi, anche la mia aggressività salì. Aprire un fronte, anche se da una parte sola, rischia di alzare i toni, poi i modi, poi, per alcuni, le mani.

Il 14 novembre l’edizione on line di Famiglia Cristiana ha pubblicato un decalogo ideato dal Forum delle associazioni familiari dell’Umbria. Si tratta di un decalogo a difesa della libertà d’educazione (in realtà sono 12 punti), contenente le istruzioni e le proposte concrete su cosa fare per “evitare lezioni di gender in classe ai propri figli”. Ho fatto subito il collegamento e mi sono domandato se fosse uno scherzo di cattivo gusto. Sembra un manuale di boicottaggio sindacale per la capziosità dei riferimenti, ma cela una violenza inaudita.

Si consigliano i genitori di controllare il POF prima di iscrivere il proprio figlio a scuola e ci sono parole che devono destare allarme: educazione alla effettività (sic!), educazione sessuale, omofobia, superamento degli stereotipi, relazione tra i generi o cose simili. Perché si conclude con un’acrobazia logica circense tutti nomi sotto i quali spesso si nasconde l’indottrinamento del gender.

Qui vorrei, chiarire, una volta per tutte la questione della famigerata “teoria del gender” che è un magnifico esempio di manipolazione e vorrei farlo con un esperimento. Digitate su google: teoria del gender e guardate i primi dieci risultati. Sorprendente, vero? Diocesi, Avvenire, Radio Vaticana o risultati simili, tutti articoli avversativi e tutti con toni apocalittici da guerra santa (“La teoria del gender alla conquista della scuola” “Diciamo no alla teoria del gender”). Hanno già risposto le storiche italiane, ma credo occorra ribadirlo, ci cascano in tanti. La teoria del gender non esiste, tantomeno come viene frettolosamente riassunta dai media citati. La Società Italiana delle Storiche ha già efficacemente risposto in relazione alla nota polemica e al conseguente ritiro dei libretti UNAR, anche in quel caso il MIUR è caduto in un tranello in cui sono stati usati questi termini: Vorremmo innanzitutto segnalare la parzialità e anche l’erroneità delle affermazioni che hanno accompagnato questi episodi, precisando la complessità della questione contro ogni pretesa riduzionistica.

Non esiste, infatti, una “teoria del gender”. Qui il link.
Chiaro il percorso?

Si inventa una teoria che non esiste mescolando a bella posta riferimenti scientifici e paccottiglia, si incute nei genitori il timore che i propri figli vengano “deviati” e poi gli si dice di ostacolare, sostanzialmente, qualsiasi attività scolastica. No? Vediamo…
Prendiamo solo due delle parole allarme:

superamento degli stereotipi: faccio un solo esempio: intorno al decalogo pubblicato da Famiglia Cristiana campeggiava un pop-up con il volto di un ragazzo di colore con accanto la parola “negro” e l’invito a usare un linguaggio adeguato, avvertendo che anche le parole possono uccidere e il tweet #migliorisipuò… ah, la campagna, è di Armando Testa, Avvenire, Famiglia Cristiana e dei Settimanali Cattolici, devo spiegarla?

Educazione sessuale: a scuola si leggono dei testi, vi è chiaro, no? Ci si lavora (anche troppo) ci si individuano figure retoriche e generi testuali, ma che cosa si fa, non se ne parla? Si legge, si impara, si ripete e stop? Volete una scuola di questo tipo per i vostri figli? No, perché di educazione sessuale si parla anche quando si racconta del voto di castità che fece Lucia nella notte di prigionia nel castello dell’Innominato. Pensate che i vostri figli non commentino? Dovremmo rispondere: chiedi a papà? Non dobbiamo dirgli che Cesare era omosessuale? Benvenuto Cellini?… la lista è lunghissima.

Potete leggere autonomamente i punti, un misto tra disinformazione e appigli a cavilli burocratici (e al terrore dei dirigenti di dover perdere tempo dietro a cause, avvocati, trovarsi i genitori contro…) per ostacolare qualsiasi iniziativa a prescindere dal contenuto.

Ora io mi faccio delle domande per chi scrive queste cose e mi piacerebbe avere delle risposte, lo dico così, sinceramente:

quanti siete ad aver scritto questo documento?

credete davvero a quello che avete scritto, no, cioè ne siete convinti?

davvero credete che i vostri figli si bevano qualsiasi cosa se proprio gli fossero propinate teorie bislacche?

E… scusate, non vi fidate degli insegnanti dei vostri figli perché addirittura non avete voluto che leggessero dei libretti (i famosi libretti UNAR), scientificamente ineccepibili per dargli informazione corretta su questi temi… e non credete che abbiano la capacità di scegliere di cosa e quando e come parlare e di cosa e quando e come no ai vostri figli, di valutare l’opportunità di un discorso o un altro? Non vi fidate della capacità di discernimento dei vostri figli e così alleverete dei ribelli o degli incapaci? Ma che vita fate?

RT
19 11 2014

Thousands of students are marching on the UK parliament on Wednesday in the biggest student action in four years. The protest, called by the National Campaign Against Fees & Cuts, is demanding an end to budget cuts and to restore free education.

Contingents of students have arrived in the capital from at least 40 UK towns and cities. Further nationwide days of action have been announced throughout December.

Demonstrators march through central London November 9, 2011. Thousands of students marched through London on Wednesday in the latest display of anger against the Conservative-led government's austerity measures. (Reuters/Andrew Winning)Demonstrators march through central London November 9, 2011. Thousands of students marched through London on Wednesday in the latest display of anger against the Conservative-led government's austerity measures. (Reuters/Andrew Winning)


12:14 GMT:
Students are preparing to march outside the University of London Union. Numbers are reportedly lower than the 10,000 the organizers were expecting.

12:10 GMT:
University and College Union General Secretary Sally Hunt remains a staunch advocate of a fee system overhaul. In July she warned that the student loan system was near collapse.

“It is quite clear to us that the system is unsustainable, costly for students and bad value for the taxpayer"

“While the financial viability of the loans system remains in doubt, it is difficult for universities to plan ahead with confidence. This obviously has a knock-on effect on the job security of staff, not to mention the financial security of students. This report is yet more proof that the time has come for an urgent and radical overhaul of student finance,”

12:06 GMT:
Demonstrators are gathering to begin the march. Follow Ruptly's live feed to watch the protest unfold.


11:55 GMT:
Delegations are expected from over 40 cities this afternoon, from as far as Glasgow and Aberdeen.

Hattie Craig, from Birmingham Defend Education and National Campaign Against Fees and Cuts, said: “The number of students attending today from all over the country today is a testament to the level of support that this emerging movement has. We are fighting for an education system that is truly liberatory, and really free – not just without tuition fees, but with living grants and institutional democracy”.

11:52 GMT:
Protesters have noted that the recent increases in tuition fees are certainly a 'hair-raising' issue.

11:47 GMT:
Nick Clegg, Deputy Prime Minister and leader of the LibDems, is a clear target of today's demonstrations after a U-turn in his free university tuition fees policy saw his popularity plummet. Speaking to LBC radio this morning, he defended his actions and the current university fees system:

"Despite all the headline controversies, people have got out their pocket calculator out and worked out for themselves that in terms of what they need to pay out, week in, week out, from their bank account for going to university in England, it is actually cheaper than it was under the old system.

"Under the old system if you were on £25,000 on a graduate job you were paying about £67 per month. Under the new system if you are on £27,000 you will be paying about a third of that or £27 a month. What you have to pay out of your bank account has gone down, not up."

11:44 GMT:
Student anger at the NUS is already clear, with reports of graffiti defacing the NUS building.

11:38 GMT:
Deborah Hermanns, from the National Campaign Against Fees and Cuts, said: “Today marks the beginning of a new movement for free education in the UK. Across Europe and the world, tuition fees and privatisation in higher education are being pushed back – and that is because students and education workers fought and didn’t compromise. We are building a movement, not just a march. The days of action in December will provide a focus for actions and energies.”

11:31 GMT:
Half an hour until the demonstration starts and students are preparing to take to the streets.

#Giovani #LiberiDiAmare - Abbiamo i 5 finalisti!

  • Mercoledì, 19 Novembre 2014 11:50 ,
  • Pubblicato in Flash news
Aied Roma
19 11 2014

Il contest nazionale di AIED (Associazione Italiana per l'Educazione Demografica) Roma e Cocoon Projects “#Giovani #LiberiDiAmare - Una gara di idee: voce alle donne” (www.liberidiamare.it) è arrivato alla prima tappa importante: la selezione dei cinque progetti finalisti.

Eccoli qui:

ADVISEX
Love Sex Creative Express
SEX...BOOK
Sex: let’s talk!
Sex: the Teen App!

Al contest hanno partecipato circa 130 ragazze e ragazzi da tutta Italia inviando 50 idee.

I cinque finalisti, che sono il risultato della media del voto della comunità web e del comitato, si contenderanno la vittoria del premio dal valore totale di 10.000 euro, attraverso un pitch contest durante il convegno che si terrà a Roma il 28 novembre presso Grand Hotel de la Minerve – Piazza della Minerva 69.

Il comitato è composto da:

Luigi LARATTA - Presidente AIED Roma e Presidente Comitato
Emil ABIRASCID - Giornalista e CEO di StartupBusiness
Margherita DE BAC - Giornalista Corriere della Sera
Maria Vittoria DE MATTEIS - Sociologa e Giornalista Rai News 24
Maria Luisa GNECCHI – Deputata al Parlamento
Laura PREITE - Giornalista
Anna SAMPAOLO - Psicologa analista, sessuologa, coordinatrice dei corsi AIED Roma di educazione sessuale nelle scuole
Stelio VERZERA - Co-fondatore Cocoon Projects e Lean Innovation Coach
Loretta ZONA - Professoressa, Preside Liceo scientifico Morgagni.

L'agenda del 28 novembre è:

9,30 > Registrazione
10,00 > Benvenuto
10,15 > Tavola rotonda
11,45 > "Donne fuori scena" e "If you were me" ci raccontano l'esperienza di #NoViolenza #Donne 2013
12,00 > Pitch contest
12,45 > Coffee break
13,15 > "#Giovani #LiberiDiAmare - Una gara di idee: voce alle donne": come siamo andati
13,30 > Premiazione

Il convegno è aperto a tutti, AIED Roma e Cocoon Projects vi invitano a partecipare!

Lite in una scuola in provincia di Perugia. Uno studente ha replicato alla frase omofoba del docente ed è stato preso a calci e pugni.
Luca Benedetti, Il Messaggero...

facebook