3° giorno di operazioni dello Stato Turco

  • Lunedì, 27 Luglio 2015 08:27 ,
  • Pubblicato in Flash news

Uiki Onlus
27 07 2015

3° giorno di operazioni delle forze speciali Turche nella guerra lanciata da Erdogan contro i Curdi ed il PKK: gli arresti salgono a 618 persone, di cui 518 sono Curdi e militanti della sinistra.

La scorsa notte la polizia ha attaccati i quartieri della città curda di Cizre,in Turchia,uccidendo un giovane di 21 anni nella sua abitazione. I giovani nella città di Cizre-situata nella provincia di Sirnak,sono scesi in strada per protestare contro il bombardamento dell’esercito turco delle aree della guerriglia in Iraq.

La polizia ha tentato di entrare nei quartieri, ma i giovani hanno scavato fossati ed eretto barricate per fermarli.Gli scontri sono durati fino al mattino,con la polizia che ha utilizzato munizioni vere,oltre a lacrimogeni e idranti.

Il 21 enne Abdullah Özdal era seduto sul balcone di casa sua nel quartiere di Yafes,quando un proiettile lo ha colpito al torace.Abdullah è stato trasportato all’ospedale di Cizre,e successivamente all’ospedale di Diyarbakir dove ha perso la vita.

La folla si è diretta all’ospedale dove hanno trovato uno sbarramento di veicoli blindati allineati che hanno aperto il fuoco con gas lacrimogeni.L’Unità di emergenza dell’ospedale è stata inondata dai gas lacrimogeni,che hanno colpito molti pazienti.

Nella prima notte di bombardamenti contro le basi del PKK in Nord Iraq, sono stati colpiti oltre 400 obiettivi.Durante la giornata e la nottata del 24 luglio sono proseguiti gli scontri ad Istanbul, in particolare nel quartiere di Gezi dove le strade sono invase di giovani e barricate.Nella notte violenti scontri a Nussaibin e Mardin, distrutti anche bancomat.

Ad Ankara sedata con la violenza una manifestazione contro i bombardamenti sulla guerriglia kurda, numerosi i fermati.Ad Amed ieri sera alle 11 è stato attaccato un convoglio militare Turco sulla strada che porta a Lice. Nell’attacco sono stati uccisi due soldati e feriti quattro.

A Izmir due donne ferite e nove persone arrestate.

Erdogan ha dichiarato nuovamente guerra a tutti i Curdi con il beneplacito schifoso degli Stati Uniti e dell’Europa.

Şervan Varto, comandante del PKK e membro del consiglio di commando, è stato ucciso dai bombardamenti dell’aviazione Turca in corso da ieri notte e che stanno continuando tutt’ora. La Turchia sta assassinando gli eroi che hanno salvato decine di migliaia di vite combattendo contro i miliziani dell’ISIS. Dai bombardamenti tre guerriglieri e cinque civili tra cui un bambino sono rimasti feriti.

Dinamo Press
27 07 2015

Dopo l'attacco suicida a Suruc la Turchia di Erdogan, con la scusa della lotta all'Isis, dichiara guerra alle sinistre sul fronte interno e bombarda le postazioni dei curdi che da mesi si battono contro l'avanzata jihadista.

Dopo che le immagini della strage al centro culturale Amara di Suruc, base operativa delle solidarietà curda e internazionale al Rojava e a alla città di Kobane hanno fatto il giro del mondo, il sultano Erdogan non poteva più stare fermo e ha lanciato la sua campagna militare contro l'Isis. Ma l'obiettivo primario del governo turco sembra essere uno e soltanto uno: distruggere l'esperienza del confederalismo democratico nei cantoni del Rojava, colpire le postazioni del Pkk (che nel frattempo ha dichiarato rotta la tregua unilaterale) e criminalizzare la sinistra turca e curda, dopo lo straordinario risultato dell'HDP (il partito della sinistra curda) che ha superato alle ultime elezioni la soglia del 10%, impedendo ad Erdogan di avere la maggioranza assoluta in parlamento.

Se da mesi viene denunciata dai curdi la tolleranza turca per gli spostamenti dell'Isis, che passa regolarmente per il confine per portare a termine i suoi attacchi suicidi contro Kobane, ora quello che fa più paura è la possibilità di un'avanzata di terra da parte dell'esercito turco: da settimane si parla infatti della volontà di creare una 'zona cuscinetto' al confine siriano, un'eventualità, hanno già chiarito i partitigiani curdi dell'Ypg che da mesi combattono l'Isis (e indirettamente difendono il confine turco), che vorrebbe dire guerra aperta.

Da dopo l'attentato al centro Amara manifestazioni e scontri si sono susseguiti nelle città curde ma anche a Istanbul, in particolare nel quartiere di Gazi, e in altre città tuche, e non è stato raro vedere militanti della sinistra curda e turca sfilare con pistole e mitra, a rendere visibile che non ci sarà più tollerenza contro il terrorismo di stato. Il giorno dopo più di 300 militanti di varie formazioni di sinistra, tra cui molti dirigenti e militanti dell'Hdp, sono stati arrestati dalle forze di sicurezza in un'operazione antiterrorismo. Nel mentre i primi F 16 bombardavano indistintamente le postazioni della guerriglia curda e quelle dell'Isis in Siria. Ieri invece i caccia di Ankara hanno colpito villaggi civili e postazioni del Pkk nel nord dell'Iraq.

Il governatore di Istanbul intanto ha deciso di vietare la 'marcia della pace' indetta dall'Hdp per oggi in città: un chiaro segnale che lo spazio per la politica si riduce ogni giorno di più. "La guerra al terrorismo", che in Turchia nasconde la guerra ai curdi e alle sinistre, potrebbe avere come effetto non secondare la creazione di un governo di unità nazionale nazionale tra l'Akp di Erdogan e i partiti kemalisti inaugurando una nuova stagione di gestione del potere.

La scelta di trascinare in un confronto armato la guerriglia curda e criminalizzare la sinistra sul fronte interno è ovviamente un disastro per gli obiettivi di chi lotta per l'indipendenza e la democrazia, e potrebbe voler dire la fine dell'esperienza di democrazia confederale del Rojava. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia e intensificare la mobilitazione internazionale, sperando al contempo in una ripresa della mobilitazione sociale di massa in Turchia, che eviti l'avvitamento di un confronto sul piano militare anche sul fronte interno.

Proteste contro il governo, Erdogan blocca internet

protesteLe immagini dei cadaveri delle giovani donne che si tenevano per mano e dei ragazzi che pranzavano felici prima dell'attentato nel giardino del centro Amara di Suruc hanno fatto il giro del mondo e creato un moto anti-governativo in Turchia senza precedenti.
Giuseppe Acconcia, Il Manifesto ...
Parla Selahattin Demirtas, il leader del partito Hdp, il volto nuovo del Paese dopo le elezioni: "Il mio è il successo di tutte le identità e degli oppressi. Molti sono stati uccisi, ma la gente non si è piegata. Ora voglio una nazione democratica e pluralista".
Marco Ansaldo, La Repubblica ...

La sinistra filo-kurda fa la festa a Erdogan

Doccia fredda sui sogni super-presidenzialisti di Erdogan, che perde la maggioranza assoluta e non ha più i numeri per governare da solo. Il Partito democratico del popolo (Hdp), guidato dallo "Tsipras turco", con il 13,1% supera agevolmente lo sbarramento e porta una ventata di aria nuova nella politica turca, oltre che una speranza concreta per il processo di pace tra kurdi e Ankara e i diritti delle minoranze, dagli yazidi alla comunità Lgbt. "C'è stato un effetto Rojava sulle urne: le armi del presidente hanno ucciso bambini kurdi a Kobane".
Giuseppe Acconcia, Il Manifesto ...

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