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Troppo grandi le sfide per l'Onu?

Caschi blu dell'Onu"Lo so. Oggi il mondo non ha una buona percezione dell'Onu. La gente vede solo quello che le Nazioni Unite non fanno in Iraq, in Siria, in Afghanistan, cioè il 10% delle loro attività. Per questo stiamo lavorando a un progetto dí cambiamento d'immagine che toccherà tutti i Paesi partendo da 20 Stati donatori. L'obiettivo è far capire l'importanza di quanto accade qui". Michael Moller, 62 anni, è il direttore generale dell'Onu a Ginevra, la sede principale dopo quella di New York, ma per numero di dipendenti (10mila) più grossa di quella americana.
Eliana Di Caro, Il Sole 24 Ore ...

In difesa delle donne

  • Venerdì, 26 Settembre 2014 11:03 ,
  • Pubblicato in Flash news
Internazionale
26 09 2014

Il Sudafrica è un'eccezione nel continente africano: la costituzione del 1997 garantisce i diritti dei gay e delle lesbiche e una legge del 2005 gli consente di sposarsi.

Ma negli ultimi anni sono aumentati gli attacchi contro gli omosessuali, soprattutto gli episodi di "stupro correttivo" nei confronti delle lesbiche, per riorientare la loro sessualità. ...

Cinquanta morti per gli attentati nello Xinjiang

Internazionale
26 09 2014

Sono 50 le vittime di una serie di attentati che ha colpito la regione autonoma dello Xinjiang, in Cina. Lo hanno confermato i mezzi d’informazione locali. L’attacco è avvenuto il 21 settembre nella provincia di Luntai, ma le forze dell’ordine non avevano ancora diffuso i dettagli sui fatti.

Il sito del governo locale ha scritto che gli attentati sono avvenuti alle 17 e hanno colpito due stazioni di polizia, un mercato all’aperto e un negozio. Tra le vittime ci sono 40 terroristi, sei civili e quattro poliziotti. Alcuni terroristi si sono fatti esplodere, mentre altri sono stati uccisi dalla polizia.

Dove si trova lo Xinjiang. Lo Xinjiang è una regione autonoma prevalentemente desertica abitata dagli uiguri e da altre etnie turcofone musulmane legate all’Asia centrale. La prima conquista militare da parte della Cina risale al secondo secolo dopo Cristo, ma la regione è rimasta largamente indipendente fino al 1949.

Negli ultimi anni Pechino ha favorito l’immigrazione di cinesi di etnia han, che attualmente rappresentano il 40 per cento della popolazione e sono la maggioranza nei centri urbani e nelle principali attività economiche.

La pressione demografica cinese ha irritato molti uiguri, che temono la scomparsa della propria cultura e denunciano la repressione delle autorità e il loro favoritismo nei confronti degli han. Queste tensioni sono spesso sfociate in episodi di violenza. Nel luglio del 2009 nel capoluogo Urumqi un gruppo di manifestanti uiguri ha attaccato gli han e le loro proprietà, dando il via a una serie di disordini che hanno causato quasi duecento vittime.

Fino a poco tempo fa le violenze legate alla questione uigura sono rimaste localizzate nello Xinjiang, ma nell’ottobre scorso un’auto guidata da tre uiguri ha travolto un gruppo di turisti in piazza Tiananmen a Pechino, provocando la morte di due persone oltre agli attentatori.

Il 29 luglio l’agenzia di stampa cinese Xinhua ha raccontato che un gruppo di persone armate di coltelli e asce ha attaccato un posto di blocco della polizia causando decine di morti e di feriti. Il 30 luglio il Congresso mondiale uiguro, un’associazione di uiguri che vivono in esilio, ha detto che non si è trattato di un attentato ma di scontri tra uiguri e forze di polizia e che i morti sono stati almeno un centinaio.

Belgio culla dei nuovi combattenti

  • Venerdì, 26 Settembre 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
Per 13 anni, dopo gli attentati alle Torri Gemelle, ci siamo concentrati sui minareti cercando nei sermoni degli imam più infervorati la radice dell'odio islamista. Poi un giorno l'accento british dei tagliagola di al Baghdadi ci svela che Siria e Iraq non sono affatto lontani, che oltre 3000 jihadisti (un quinto della legione straniera del Califfo) arrivano dall'Europa.
Francesca Paci, La Stampa ...
Al riparo del niqab, una donna filma le strade di Raqqa in Siria, la capitale del califfato. È temeraria: la pattuglia dei bellimbusti sorveglianti della virtù la chiama per ammonirla che il suo velo lascia intravedere il viso, e lei si scusa docilmente. 
Adriano Sofri, la Repubblica ...

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