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Il potere delle macchine

  • Lunedì, 28 Luglio 2014 11:39 ,
  • Pubblicato in Il Commento
Micholas Carr, Internazionale
28 luglio 2014

La sera del 12 febbraio 2009 un aereo stava volando attraverso un temporale da Newark a Buffalo. Come ormai succede su tutti i voli di linea, i piloti non avevano molto da fare durante quel viaggio di un'ora. ...

Ogni scarrafone è bello a mamma sua

Luca Cardin, Zeroviolenza
14 luglio 2014

"Quanto sei bello!" "E' o non è il bimbo più meraviglioso del mondo?" "Quanto mi manchi!" e tutto un altro vocabolario di effusioni e smancerie di ogni genere.
Di che parlo? Delle foto dei propri figli postate su facebook dai genitori (mamme, nella stragrande maggioranza).

Da agender a bigender, da fluido a neutro, da trans a intersessuale, passando per maschio, femmina, ma anche "femminiello", da oggi sulle nostre pagine di Facebook autodefinirsi sarà più democratico, ma anche forse assai più complicato. Come già avvenuto negli Stati Uniti, e sotto la stretta supervisione dell'Arcigay, anche nei profili italiani si potrà definire la propria identità di genere in ben 58 modi diversi. ...
A volte mi domando quale sia la differenza tra tutto questo e le immagini delle ragazze e delle donne un tempo sorridenti che affollano i nostri quotidiani, prese dai loro profili Facebook. Quei sorrisi sono ovunque fino quasi a diventare persone di famiglia. Mi domando se la nostra voglia di conoscere i meccanismi di quelle morti, oltre a una sana voglia di verità e giustizia, non risponda anche alla rimozione di ciò che la nostra società è stata. Se tutto questo non ci porti indietro mostrando la parte peggiore di noi, quella che si vorrebbe cancellare ma che la cronaca fa entrare di prepotenza nelle stanze intime di tutti. ...

Profughe siriane da sposare, messe in vendita su Facebook

  • Venerdì, 23 Maggio 2014 13:57 ,
  • Pubblicato in Flash news

Articolo Tre
23 05 2014

La denuncia arriva da alcune organizzazioni che lottano a favore dei diritti umani; la pagina è stata chiusa in seguito alle insistenze di centinaia di attivisti.

Bastano poche migliaia di euro per comprare una donna siriana, magari anche minorenne, disperata perché in fuga dal proprio Paese, rifugiata in un campo profughi.

Questa è la denuncia che viene mossa da certe organizzazioni arabe per la difesa dei diritti umani, tornate sul piede di guerra dopo la recente comparsa su Facebook di una pagina chiamata "Rifugiate siriane da sposare". Questa pagina è stata segnalata e prontamente chiusa, ha raccolto, in pochi giorni, migliaia di seguaci.

Non è la prima volta che succede: lo scorso anno erano emerse sconcertanti notizie di giovani siriane rinchiuse nei campi profughi in Giordania, Turchia e Iraq, vendute a uomini di diversi Paesi arabi, soprattutto quelli del Golfo. Le denunce riguardavano anche casi di violenze e molestie sessuali persino su ragazzine di dodici e tredici anni.

Dietro a questo vero e proprio traffico di esseri umani non ci sono solo i gruppi criminali, ma spesso gli stessi famigliari delle vittime, a volte "incoraggiati" da organizzazioni non governative locali che distribuiscono aiuti umanitari nei campi e che hanno accesso ai casi più disperati.

Testimonianze provenienti dal Kurdistan iracheno e dalla Giordania raccontano di "donne siriane vendute persino in moschea", dopo trattative tra i genitori e dei sensali. Il mediatore, ma spesso la mediatrice, intasca almeno 50 euro per organizzare l'incontro. E se tra i due "c'è intesa", la commissione, su un prezzo di tremila euro, è di circa il 10 per cento.

I matrimoni, la maggior parte delle volte, sono solo un espediente per "consumare" in fretta il piacere di deflorare una ragazza. Il divorzio è spesso deciso dopo pochi giorni e tutto avviene in maniera "legale". E, soprattutto, senza che la vittima possa denunciare lo sfruttamento ed esporsi così a un'ulteriore umiliazione sociale.

 

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