×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 404

Il Fatto Quotidiano
26 12 2012

La regista Alessandra Ghimenti ha intervistato gli alunni di una scuola elementare di Milano, e sono venute fuori risposte non scontate. Ma lo stesso esperimento a Lucca aveva dato risultati più "conservatori" in fatto di genere. A breve l'uscita del progetto-documentario "Ma il cielo è sempre più blu"

Non vogliono fare né le veline né le modelle, ma le avvocate, i medici e le designer di interni. Amano il calcio, il basket e gli sport “da maschi”. Sono certe che non si occuperanno da sole dei figli che avranno e qualcuna pensa che sarebbe meglio non farne, per essere più libera. Una nuova generazione di bambine sembra pronta per vivere fuori dagli stereotipi di genere che ancora, per molti aspetti, caratterizzano la società italiana. Questa, almeno, è l’impressione che si ha guardando il secondo capitolo del progetto/documentario “Ma il cielo è sempre più blu” – eccone qui sotto una parte, il video integrale dura 41 minuti e si potrà acquistare online nelle prossime settimane – realizzato da Alessandra Ghimenti nella scuola elementare Pisacane Poerio di Milano.
 
Uno spaccato parziale ma indicativo di una certa tendenza, secondo la regista Ghimenti, che ha iniziato a indagare il modo in cui le bambine e i bambini italiani vivono gli stereotipi di genere nel 2009 in una scuola in provincia di Lucca. L’idea è nata dal libro Ancora dalla parte delle bambine di Loredana Lipperini.

Come ha realizzato il documentario?
Io intervisto i bambini a coppie, facendoli uscire dalla classe e portandoli in una stanza dove restiamo in 3, per una durata che varia dai 5 minuti alla mezzora. Faccio loro 19 domande. Le risposte simili, che emergono anche dal trailer, non sono dovute al fatto che i bambini si copiano ma al fatto che hanno pensieri simili.

Come definisce il concetto di stereotipo di genere, attorno a cui ruota il documentario?
Lo stereotipo di genere è un’incrostazione di tradizione. Gli stereotipi sono concetti che si assumo per comodità, non ce ne rendiamo nemmeno conto, e ci chiudono in un sistema che spesso non ci appartiene. Formano il nostro immaginario. Nonostante nella scuola di Milano, dove ho realizzato la seconda parte del documentario, la situazione sia rosea, dal punto di vista degli stereotipi ci sono altre zone d’Italia, come la scuola in provincia di Lucca in cui ho cominciato il mio progetto, dove c’è ancora moltissimo lavoro da fare.

Che differenze ha rilevato tra la scuola di Milano e quella della provincia di Lucca?
A Milano si vede che le bambine sono libere dagli stereotipi di genere. I bambini sono leggermente più stereotipati, ma nel complesso sono comunque fuori da tanti cliché che riguardano il genere. Credo che nella scuola di Milano, dove ci sono percorsi legati all’educazione al genere visto che è inserita nel progetto “Impariascuola”, le maestre abbiano svolto un ruolo importante, così come le famiglie. In provincia di Lucca, invece, pesa molto il contesto socio-culturale e i bambini e le bambine sembrano essere più condizionati dagli stereotipi. Le bimbe si vedono madri di famiglia, pensano che se avranno dei figli saranno le uniche a doversene occupare, sentono già il peso della bellezza fisica, pensano che dovranno essere belle e magre, che dovranno essere “all’altezza”. Mentre i bambini pensano che dovranno essere forti per occuparsi della moglie, per badare a lei. E molti vogliono fare i calciatori.

Ha qualche dato al riguardo?
Faccio un esempio, puntualizzando che la mia ricerca non ha alcuna pretesa scientifica ma è solo una rilevazione empirica di porzioni di realtà. Quando ho chiesto: chi si occuperà dei figli? Il 90% dei bambini e delle bambine milanesi (45 in tutto) ha risposto: tutti e due. E invece nella scuola toscana il 65% (33 in tutto) ha detto che è la donna che dovrà occuparsene.

Qual è stata la reazione del pubblico al documentario?
L’ho proiettato a Milano e in Lombardia ed è stato accolto con interesse. La parte che riguarda la scuola Pisacane Poerio è stata proiettata alla presenza dei genitori e ha raccolto molti consensi. Anche i genitori a cui non sono piaciute le risposte dei figli mi hanno detto che il filmato è stato utile per una presa di coscienza.

Il suo lavoro continuerà?
Sì ho intenzione di contattare un’altra scuola lombarda, in provincia di Brescia. Poi ne sto cercando una in Campania. Vorrei indagare i contesti del centro città, delle periferie e delle province nel nord, centro e sud Italia. Per vedere e poi mostrare come cambiano – o non cambiano – le nuove generazioni in rapporto al concetto che abbiamo di genere.

Lavoro e maternità, arriva il congedo parentale "ad ore"

  • Mercoledì, 05 Dicembre 2012 10:26 ,
  • Pubblicato in Flash news

L'Unità
05 12 2012

Arriva il congedo parentale anche «su base oraria». I genitori che lavorano potranno avere la possibilità di assentarsi per le ore necessarie e non per l’intera giornata come accade ora, con il vantaggio di avere un periodo di congedo proporzionalmente più lungo.
La proposta, che dovrà essere disciplinata dai contratti collettivi, è contenuta nella bozza del cosiddetto decreto salva-infrazioni che oggi potrebbe essere esaminata nel corso del pre-consiglio dei ministri. Si tratta di un provvedimento che l’Italia deve adottare per mettersi in regola con Bruxelles: la Commissione europea ha infatti aperto 21 procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese e 10 «questioni» ancora senza soluzione (i cosiddetti Eu pilot).
La relazione illustrativa del decreto riporta che con questo strumento, tra l’altro, «si darebbe attuazione a 2 decisioni della Commissione europea per le quali i termini dalla stessa dati sono già scaduti, si recepisce una direttiva di imminente scadenza, si recepisce una direttiva già scaduta e si evita l'avvio diretto di due procedure di infrazione».
In tema di rapporti con Bruxelles è in primo piano la «questione» concessioni balneari. La proposta di proroga presentata dai relatori al decreto Sviluppo Simona Vicari e Filippo Bubbico di una proroga di 30 anni incappa nel «no» del governo e in quello di Bruxelles, che considera incompatibile con il diritto comunitario il rinnovo automatico.
Tornando al decreto salva-infrazioni, nei 37 articoli della bozza, anche norme per alleggerire le sanzioni, troppo aspre per Bruxelles, per mancate comunicazioni fiscali di attività detenute all'estero con nuove norme sul monitoraggio fiscale.
Arriva poi la fattura elettronica e più fondi per tutelare i turisti lasciati a piedi da tour operator falliti con l’incremento del fondo di garanzia. Per quanto riguarda il taglio alle sanzioni sulla violazione degli obblighi di dichiarazione delle attività estere, si prevede che per le violazioni sul quadro Rw della dichiarazionesi potrà applicare «la sanzione amministrativa pecuniaria dal 3 al 15% dell'ammontare degli importi non dichiarati».
La sanzione raddoppia se l'attività è in un paradiso fiscale. Per gli intermediari che non segnalano operazioni estere la sanzione va dal 10 al 25%. Le multe erano state rese più pesanti in occasione dello scudo. I money tranfer vengono inseriti tra gli enti che debbono monitorare tutte le operazioni di valore pari o superiore ai 15.000 euro.
Sulla conservazione della fattura elettronica si stabilisce che «le fatture create in formato elettronico e quello cartaceo devono esser conservate in modalità elettronica».

Matrimonio alla francese

  • Domenica, 07 Ottobre 2012 15:37 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
di Sarantis Thanopulos, Il Manifesto
6 ottobre 2012

In Francia sta per essere varata una legge che dà il diritto di matrimonio e di adozione alle coppie omosessuali. Un cardinale francese ha parlato di "scelta di civiltà", dichiarando che la famiglia si fonda sull'amore complementare e duraturo della donna e dell'uomo.

LA MADRE MECCANICA

  • Martedì, 27 Marzo 2012 13:14 ,
  • Pubblicato in Newsletter

27 marzo 2012

E POI E' MIA MADRE
è l'Editoriale
di Alessio Miceli
leggi

SE IL PELLICANO NON SACRIFICA LE SUE PIUME è l'Intervento di Lea Melandri
leggi

LA MAMMA "AMMINISTRATORE DELEGATO" DELLO SPECISMO è l'Analisi di Ivan Cavicchi
leggi

MATERNITA' IN CARCERE: ESERCIZI LIMITATI DI GENITORIALITA' è l'Esperienza di Chiara Bastianoni
leggi

LA MADRE MECCANICA (per una nuova cultura della maternità) è l'Articolo di Monica Pepe
leggi

PAURA, EH? è il numero 8 della Rivista "Mamma!"
leggi

MAMMA E PAPA' IN LIBRERIA di Luca Cardin per Bravi Ragazzi
leggi

IL PERCORSO DELLA MADRE NEI MODELLI DI AFFIDAMENTO di Simona Napolitani per Diritti delle donne
leggi

MURALES CONTRO LE DISCRIMINAZIONI di Libellula e Greg Corvino per Controimmagine
leggi

Zeroviolenzadonne.it compie 3 anni! Guarda il Video
Conosciamoci meglio! Partecipa al sondaggio
Aiutaci a diffondere i nostri articoli ed iniziative

In continuo aggiornamento tutti gli appuntamenti di Donne nei Territori con i nuovi incontri nelle città di singoli e gruppi di donne, lesbiche, gay e transessuali.

Per segnalarne uno scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

E’ consultabile L'ARCHIVIO di ogni sezione.

Se non visualizzi correttamente la newsletter segui questo link.

In ottemperanza alla direttiva europea sulle comunicazioni on-line (direttiva 2000/31/CE), se non desiderate ricevere ulteriori informazioni e/o se questo messaggio vi ha disturbato, inviateci una e-mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con oggetto: 'cancellazione'.


Oggi mi vesto da femmina

  • Giovedì, 13 Settembre 2012 14:44 ,
  • Pubblicato in L'Articolo
di Ruth Padawer, Internazionale
13 settembre 2012
 
Vogliono mettersi la gonna, giocare con le bambole e dipingersi le unghie. Ma non si considerano né maschi né femmine. Hanno un'identità di genere fluida. E una nuova generazione di genitori sta imparando a crescerli.
 

facebook