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Un premio per le croniste più giovani. Una strada nella sua città. E un sito per raccoglierne gli scritti d'una vita. Sono tante le iniziative per ricordare Miriam Mafai, protagonista del giornalismo italiano e testimone del Novecento. ...

Generazione no sex (Maria Novella De Luca, La Repubblica)

  • Lunedì, 16 Dicembre 2013 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
Come se la realtà fosse poi assai meno eccitante della finzione. I medici li definiscono "ipoattivi" sessuali, diciottenni, ventenni che confessano di non provare alcun desiderio della fisicità concreta con una o un partner, ma di sentirsi appagati dal piacere solitario del cyber sex. Ossia del gioco erotico consumato tra le ombre della propria stanza. ...
Solo il 27% dei circa 800 mila manager italiani ha meno di 40 anni. Un dato piuttosto magro, specie se confrontato col panorama che appare oltre i confini dello Stivale: gli under 40 sono il 37% in Francia, il 28% in Germania, il 31% in Spagna e in Gran Bretagna. ...
Dati alla mano, il docente di Statistica Andrea Cammelli, direttore del Consorzio interuniversitario AlmaLaurea, non ha dubbi: se si vuole arginare il fenomeno dei "giovani" cosiddetti Neet (not in education, employment or training), in crescita in Italia, si deve solo "incentivare la politica del diritto allo studio". ...
La Repubblica
29 11 2013

Il numero di disoccupati cresce del 9,9% rispetto allo scorso anno e arriva a 3 milioni e 189 mila persone. Oltre un milione sono under 30. L'Istat sottolinea che gli scoraggiati, coloro che non cercano lavoro perché hanno rinunciato, sono 1,9 milioni: una cifra mai raggiunta prima

MILANO - Nessun segnale di ripresa. Peggio: la crisi, tra i giovani, si aggrava. E' il verdetto dell'Istat che emerge dal tasso di disoccupazione (i dati, tuttavia, sono ancora provvisori) che a ottobre resta ai massimi storici, segnando lo stesso valore di settembre, e attestandosi al 12,5%: si tratta, ancora una volta, del livello più alto sia dall'inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, primo trimestre 1977. Su base annua l'aumento è di 1,2 punti. La vera piaga sociale, però, resta il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) che a ottobre è balzato al 41,2%: si tratta del nuovo record storico assoluto. Peggio: nel terzo trimestre tra i 18 e i 29 anni i senza lavoro sono oltre un milione. Tradotto: più di un disoccupato su tre, in Italia, ha meno di 30 anni.

Giovannini. "La stabilità della disoccupazione e dell'occupazione è coerente con il quadro economico. E' evidente che la disoccupazione è elevata" ha detto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini che in merito alla questione giovanile ha sottolineato che "è aumentata leggermente nonostante i 15mila posti di lavoro creati con gli incentivi" del bonus giovani. "I dati - ha aggiunto - sarebbero stati peggiori senza questi interventi. E' evidente che la ripresa economica tarda a riflettersi sul mercato del lavoro. I dati Istat non sono sorprendenti pur se negativi".

Occupazione. Rispetto al 2012, gli occupati sono calati dell'1,8% a 22 milioni 358 mila, con un tasso pari al 55,5% che aumenta di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali ma diminuisce di un punto rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 189 mila, rimane sostanzialmente invariato rispetto al mese precedente ma aumenta del 9,9% su base annua (+287 mila). Preoccupa il numero degli scoraggiati, coloro che non cercano lavoro perchè ritengono di non trovarlo sono, infatti, saliti a 1 milione 901 mila (su base trimestrale).

Giovani. Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, l'Istat sottolinea che riguarda l'11% della popolazione tra i 15 e i 24 anni, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,6 punti su base annua. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente (-25 mila unità) ma aumenta dello 0,4% rispetto a dodici mesi prima (+55 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, in calo di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e in aumento di 0,2 punti su base annua. Tra i 18 e i 29 anni, invece nel terzo trimestre, il tasso di disoccupazione sale al 28% (+5,2 punti su base annua), con un numero di disoccupati che giunge a 1 milione 68 mila (+17,2%).

Precari. Calano anche i precari. Gli atipici, come li definisce l'Istat, hanno subito la terza flessione consecutiva: nel terzo trimestre del 2013, infatti, il numero di dipendenti a tempo determinato e di collaboratori scende a 2 milioni 624 mila, in calo di 253 mila unità (-8,8% su anno). Si tratta di una diminuzione ancora più forte rispetto a quella registrata per i dipendenti a tempo indeterminato (-1,3%).

Eurozona. Segnali di lieve ripresa arrivano, invece, dall'Eurozona, dove la disoccupazione è in leggero calo a ottobre per la prima volta da febbraio 2011. Il tasso registrato da Eurostat è stato del 12,1% (pari a 19,298 milioni di senza lavoro, 61.000 in meno). A settembre era al 12,2%, record. Nell'ottobre 2012 era a 11,7%. Stabile a 10,9% il tasso a ottobre nella Ue-28, dove i disoccupati sono 26,6 milioni. Anche in Europa, però, cresce la disoccupazione dei giovani fino a 25 anni: Eurostat registra il nuovo record storico a 24,4% (3,577 milioni senza lavoro, 15.000 in più rispetto a settembre quando il tasso era al 24,3%), 12 mesi prima era a 23,7%. In Grecia è al 58,0% (dato di agosto), in Spagna al 57,4%, in Croazia al 52,4%.

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