La Repubblica
08 04 2015

Dopo lo scandalo della carne di cavallo trovata negli hamburger, è la volta di scatolette e patè per animali domestici

di AGNESE FERRARA

Dopo lo scandalo della carne di cavallo trovata negli hamburger venduti nei supermarket inglesi e irlandesi, risalente al 2013, è la volta delle scatolette e dei cibi umidi, paté gourmet e pappe dietetiche per cani e gatti. Residui di animali, tessuti e proteine differenti da quelli dichiarati sulle etichette sono stati trovati in 14 tipi di cibi umidi su 17 fra i più noti venduti nei supermarket inglesi dai ricercatori dell'università di Notthingam in uno studio pubblicato su Acta Veterinaria Scandinavica.

La scoperta sta facendo indignare ancora una volta gli inglesi, proprietari di cani e gatti "ma deve far riflettere tutti i cittadini europei e le industrie che producono cibi per animali affinché ci sia una maggiore trasparenza sulle etichette", dichiarano gli studiosi.

I ricercatori hanno acquistato 17 prodotti fra i più popolari e li hanno sottoposti all'analisi del Dna. Ben 14 contenevano residui di Dna bovini, di maiale e di pollo in proporzioni variabili non elencati sulle etichette. Su sette cibi etichettati con la dicitura 'con manzo' solo due contenevano più Dna di carne bovina che di maiale e pollo, gli altri contenevano soprattutto maiale. In sei prodotti 'al pollo' la percentuale di Dna di pollo contenuta è risultata variare dall'1 al 100 % e in due prodotti quella di carne di maiale e manzo superava quella di derivazione ovina. Sulle etichette nessuna informazione in merito.

"Il problema deve interessare tutti i consumatori dell'Unione perché la legge europea non impone la tracciabilità completa dei cibi per animali e sull'etichettatura lascia margini decisionali. Non si tratta solo di mancanza di trasparenza per chi sceglie i cibi pronti per i propri animali, diviene particolarmente importante se si possiedono animali con allergie alimentari", precisano gli autori dello studio. "Esistono delle linee guida e dei codici di buona pratica intrapresi in modo volontario dalla Federazione delle industrie europee dei cibi per gli animali domestici (Fediaf) ma, alla luce della nostra ricerca, non tutte le seguono. Ci vuole più chiarezza perché i consumatori possano fare scelte informate".

Renzi, la Waterloo dell'occupazione


I cacciatori di farfalle di Palazzo Chigi smentiti dai dati Istat e del ministero del lavoro. Aumenta la disoccupazione, i più colpiti giovani e donne. I gufi non c'entrano. È l'effetto di una politica in crisi. E la disoccupazione è diminuita non perché è ricominciata la "ripresa", ma "per la risalita del tasso di inattività". Questo l'Istat l'ha sempre ripetuto nei ultimi mesi. Inascoltata dal governo che vive in una realtà parallela. Il bollettino Istat ha confermato le caratteristiche della disoccupazione strutturale di massa cresciuta negli anni della crisi. 
Roberto Ciccarelli, Il Manifesto ...

Invecchiamento inarrestabile in Italia: oltre un connazionale su 5 ha più di 65 anni. I "giovani anziani" (ossia i 65-74enni) sono oltre 6 milioni, pari al 10,6% della popolazione residente. [...] La componente femminile è più numerosa: nel 2013, infatti, le donne rappresentano l'83,2% del totale degli ultracentenari. Nei 10 anni trascorsi dal 2002 al 2012, gli uomini hanno guadagnato 2,4 anni, mentre le donne 1,4 anni. E' migliorato, sempre nel decennio, lo stato di salute degli italiani che risulta complessivamente buono, con una diminuzione del tasso di mortalità infantile. Su quest'ultimo punto ci sono però differenze non da poco tra Nord e Sud.
Cronache Del Garantista ...

Jobs act in corsia, via i medici avanti gli infermieri

Ivan Cavicchi, Il Manifesto
27 marzo 2015

Lavoro. La Toscana è l’antesignana, segue l’Emilia Romagna. Un demansionamento per risparmiare e aprire la strada a un’ulteriore riduzione dell’occupazione nella sanità. Il jobs act in sanità si chiama comma 566.

Gli italiani non sono attrezzati per far fronte alle necessità future. Uno su due non sa quantificare le risorse di cui avrà bisogno per realizzare i propri progetti. E otto su dieci, conti alla mano, decidono di aumentare la propensione al risparmio. [...] Due sono le priorità: mantenere gli attuali standard di vita (58,6%) e supportare i figli (59,2%), garantendo loro i migliori livelli di educazione, una casa e un'adeguata cura della salute. Viene inoltre riconosciuta, tra le altre, la necessità di predisporre un flusso di reddito futuro per assicurare un appropriato sostegno economico, in età avanzata, a se stessi e ai propri genitori.
PierEmilio Gadda, Il Corriere Della Sera ...

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