×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 407

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Iraq, la guerra di Al Qaeda eredità Usa

Giuliana Sgrena
24 giugno 2014

Chi uscirà vincitore (se di vittoria si potrà parlare) dal sanguinoso scontro in corso in Iraq? A trarne vantaggio saranno comunque solo i nemici del popolo iracheno. Innanzitutto gli Stati Uniti,

Huffingtonpost
23 06 2014

Miliziani jihadisti che vanno casa per casa in cerca di ragazze non sposate per trasformarle in mogli dell'esercito nero. È ciò che succede nelle zone dell'Iraq finite nelle mani degli uomini dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isil), secondo quanto riferisce il quotidiano britannico The Independent. Non è la prima volta che gli estremisti sunniti ricorrono a questa "strategia" per radicare la loro presenza nelle zone conquistate.

The Independent racconta quello che succede, ad esempio, nella città di Baiji, a nord di Baghdad, completamente sotto il controllo dell'Isil. Qui, appunto, i jihadisti stanno 'setacciando' le abitazioni in cerca di spose. "Ho detto loro che in casa c'erano solo due donne ed entrambe sposate - racconta un testimone, Abu Lahid - Hanno detto che la maggior parte dei mujahedin non è sposata e vuole una moglie. Hanno insistito per entrare nella mia casa e guardare le carte di identità delle donne", per verificare se queste erano nubili o sposate.

Già durante la guerra civile tra sunniti e sciiti del 2004-2008 al-Qaeda in Iraq costrinse le donne locali a sposare i suoi uomini, attirandosi le antipatie della gran parte della comunità sunnita. Anche ora, i matrimoni forzati potrebbero isolare l'Isil. La dirigenza del gruppo, cosciente di questo pericolo, ha infatti ordinato ai suoi uomini di non infastidire la popolazione locale se si tratta di sunniti, cercando di mantenere il loro sostegno politico.

Kerry in Iraq incontra premier al-Maliki. Il segretario di Stato americano, John Kerry, è arrivato a Baghdad per una visita non annunciata in cui premerà per promuovere l'unità tra le forze politiche irachene, alla luca dell'offensiva jihadista dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isil). Il capo della diplomazia Usa ha già incontrato il premier sciita, Nuri al-Maliki; seguiranno altri incontri con leader sunniti e curdi. Secondo fonti Usa, non si prevede che Kerry solleciti le dimissioni del premier, nonostante le richieste di un nuovo leader iracheno. Piuttosto, Kerry chiederà ad al-Maliki e agli altri leader di costruire un governo più inclusivo delle minoranze sunnite e curde.

La visita in Iraq segue quelle al Cairo e in Giordania, dove il segretario di Stato americano si è recato ieri. La crisi in Iraq è stato uno dei temi al centro dei colloqui avuti nelle due capitali. "Ciò che accade in Iraq non accade a causa degli Stati Uniti", ha affermato rispondendo ad una domanda durante la visita al Cairo. "Gli Stati Uniti hanno versato sangue e lavorato duramente per anni per dare agli iracheni l'occasione di scegliersi la propria leadership ed il proprio governo".

Assalto a convoglio detenuti: 70 i morti, secondo la Bbc. Il paese, ormai, è nel caos più totale. Oggi almeno settanta persone sono morte in un attacco contro un convoglio di detenuti avvenuto in Iraq nei pressi della città di Hillah, a sud di Baghdad. Lo hanno riferito fonti di polizia alla Bbc.

Per ragioni di sicurezza era in corso un trasferimento più a sud dei detenuti, tutti accusati di terrorismo, quando il convoglio è finito sotto attacco. Diversi poliziotti sono rimasti feriti e nel conflitto a fuoco hanno perso la vita anche sei uomini armati, ha riferito la polizia. Gran parte delle vittime sarebbero detenuti.

Siria: miliziani Isil rapiscono 20 studenti universitari. Dalla Siria, intanto, continuano ad arrivare notizie allarmanti. Uomini armati, appartenenti con tutta probabilità alle milizie jihadiste dello Stato islamico in Iraq e del Levante, hanno rapito "non meno di 20 studenti universitari in Siria, sulla strada che collega le città siriane di al Haska e al Qamishly". Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Il sequestro è avvenuto domenica. L'Isil tiene già in ostaggio dal 29 maggio 145 liceali curdi, rapiti mentre stavano facendo ritorno nella loro città, a Kobani, dopo aver sostenuto l'esame di maturità ad Aleppo.

Centinaia di morti in esecuzioni sommarie, migliaia di feriti e mezzo milione di profughi, secondo i dati di un allarmato Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'Onu: è il bilancio di cinque giorni di caos iracheno. ...

Iraq, proteggere i civili a ogni costo

  • Giovedì, 12 Giugno 2014 11:24 ,
  • Pubblicato in Flash news

Amnesty International
12 06 2014

Amnesty International ha sollecitato tutte le parti coinvolte nell'attuale crisi irachena a proteggere a ogni costo i civili che stanno lasciando le zone occupate dall'Isis (Stato islamico dell'Iraq e del Levante) a partire dal 9 giugno, e a non impedirne in alcun modo la fuga.

L'organizzazione per i diritti umani ha chiesto al Governo regionale curdo e agli stati confinanti di accogliere i civili in fuga dal conflitto, stimati in oltre 500.000, e alla comunità internazionale di fornire aiuti per venire incontro alle necessità delle persone sfollate a seguito della violenza.

"La conquista di Mosul e di altre zone dell'Iraq da parte dell'Isis è uno sviluppo preoccupante che potrà avere gravi conseguenze per i diritti umani. L'Isis e le forze di sicurezza irachene devono evitare di riprodurre la violenza contro i civili che ha già caratterizzato gli scontri di Falluja" - ha dichiarato Said Boumedouha, vicedirettore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

Negli ultimi sei mesi, le forze irachene hanno sottoposto a bombardamenti indiscriminati la zona di Falluja, caduta a sua volta nelle mani dell'Isis, colpendo anche aree abitate e ospedali. Per rappresaglia, l'Isis ha compiuto numerosi attentati in altre zone del paese.

Sarà al Qaeda a realizzare quello che era l'obiettivo degli americani in Iraq? Se continua l'avanzata nelle zone sunnite dell'Esercito islamico dell'Iraq e del Levante la spartizione del paese sarà un dato di fatto. ...

facebook