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Una cappa di rabbia e il dolore è gravata sulla parte araba della Città Santa, con la tensione ha cominciato salire fin dalle prime luci dell'alba per questo primo venerdì di Ramadan, il mese sacro dei musulmani. ...
Fa caldo, il sole brucia e il cielo è limpido. Eppure su Gaza gravano ugualmente nuvole nere. Si avvicina la tempesta di una nuova guerra. L'esercito israeliano ieri ha deciso di inviare rinforzi militari verso Gaza per, ha spiegato, "scoraggiare" il movimento islamico Hamas e altri gruppi armati dal lanciare razzi. ...

Articolo Tre
03 07 2014

Hanno entusiasmato durante i Mondiali di calcio, ma il loro gol più bello arriva adesso, quando l'avventura brasiliana è ormai terminata. I giocatori della Nazionale algerina hanno infatti deciso di devolvere il premio ricevuto per essere passati agli ottavi della World Cup ai bambini palestinesi di Gaza.

«Ne hanno più bisogno loro di noi», ha spiegato con semplicità Islam Slimani, attaccante e simbolo della squadra nordafricana, sulla sua pagina di Facebook, la notte scorsa. Così il bonus, 9 milioni di dollari, servirà per aiutare i piccoli della Striscia, chiusa dall'embargo israeliano e , proprio in questi giorni, bombardata dall'aviazione israeliana in risposta ai razzi sparati da Hamas. Il rapimento e l'uccisione dei tre ragazzi ebrei e il rapimento e l'esecuzione, per rappresaglia, di un adolescente arabo a Gerusalemme, hanno fatto salire la tensione alle stelle nella regione e in particolare a Gaza, da sempre il suo punto più critico.

Nella Striscia, controllata da Hamas, vivono intrappolati dall'assedio israeliano oltre un milione e mezzo di abitanti, per lo più minori, con una carenza cronica – come denunciano le organizzazioni umanitarie internazionali – di elettricità, generi di prima necessità, medicine.

A farne le spese sono per lo più i bambini.

È di una settimana fa la notizia del piccolo Ali Abd al-Latif al-Awour, di 7 anni, morto dopo tre giorni di agonia per le ferite riportate in un raid israeliano che aveva come obiettivo un miliziano islamista.

Su questo sfondo, il gesto di generosità degli algerini ha immediatamente galvanizzato il mondo arabo, e non solo. Dai social network ai giornali sauditi è un coro di complimenti, elogi, ammirazione. «Hanno dimostrato che l'arabità esiste ancora», chiosa la principale testata di Riad. Su twitter e facebook piace e dà speranza il senso civico di Slimani e dei suoi compagni, i quali mostrano un' immagine dei calciatori ben diversa dagli stereotipi del gossip e dei guadagni milionari.

L'Algeria è uscita a testa alta dai Mondiali, capitolando di fronte alla Germania solo ai tempi supplementari e al termine di una partita combattuta e sempre in bilico.

Le «Volpi del deserto», come vengono chiamate popolarmente, sono state accolte da eroi in patria. Hanno dimostrato determinazione, bel gioco, forza, energia, organizzazione. Ed ora ricordano al mondo che, oltre ai sogni del calcio, ci sono sofferenze, guerre, tragedie che non possono finire nell'oblio.

Internazionale
03 07 2014

Il 3 luglio, dopo la preghiera di mezzogiorno, si terranno a Gerusalemme Est i funerali di Mohammed Abu Khdair, il diciassettenne palestinese trovato morto il giorno prima in un bosco alla periferia della città.

L’uccisione di Mohammed Abu Khdair, caricato a forza in un’auto mentre andava in moschea, è stata condannata sia dal presidente palestinese Abu Mazen sia dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. Ma intanto per tutta la giornata del 2 luglio ci sono stati scontri a Shuafat, il quartiere dove abitava il giovane. I palestinesi hanno lanciato pietre contro le forze dell’ordine israeliane, che hanno risposto con granate stordenti e proiettili di gomma.

Secondo le autorità israeliane, dalla Striscia di Gaza sono anche partite raffiche di missili che hanno colpito la città di Sderot, danneggiando due case ma senza causare vittime. A questo punto l’aviazione ha deciso di lanciare dei raid su Gaza contro “obiettivi terroristici come fabbriche di armi e centri di addestramento”.

Abu Mazen ha accusato dell’omicidio di Mohammed Abu Khdair i coloni israeliani, che avrebbero agito per vendetta dopo l’uccisione di tre ragazzi israeliani. Il premier Netanyahu ha definito spregevole l’episodio, assicurando che la polizia lavorerà rapidamente per individuare i responsabili.

Contropiano
02 07 2014

Il pretesto, come quello usato dalle autorità di Tel Aviv, è il dramma di tre ragazzi israeliani rapiti e uccisi in circostanze ancora tutte da chiarire. Ma tanto è bastato perchè i gruppi dello squadrismo sionista attivi nella comunità ebraica romana cogliessero l'occasione per invadere e occupare oggi nel pomeriggio Piazza Venezia. I risultati non hanno tardato ad arrivare.

La cronaca romana de La Repubblica riferisce che nel pomeriggio c'è stata una prima aggressione ai danni di un ragazzo italiano che indossava la kefia in piazza Venezia da parte di un gruppo di giovani ebrei. Ma in serata il bilancio si è fatto ancora più pesante. Sei giovani si sono presentati con traumi vari all'ospedale FatebeneFratelli raccontando di essere stati aggrediti da alcuni dei partecipanti alla manifestazione indetta dalla comunità ebraica in segno di lutto per l'uccisione dei tre ragazzi israeliani a Hebron.

A piazza Venezia, i giovani palestinesi – con coraggio ma forse con troppa leggerezza - avevano convocato per oggi pomeriggio un sit in di sostegno ai palestinesi di Gaza a fronte dei bombardamenti israeliani iniziati già da questa notte. Ma l'appuntamento, nato come evento su fb solo nelle ultime ore, non era riuscito ad innescare una diffusione adeguata dell'iniziativa. Da una prima ricostruzione, il giovane aggredito perchè indossava una kefia stava andando via da solo da piazza Venezia quando è stato preso a schiaffi e pugni dagli squadristi sionisti. Portato in ospedale ha riportato alcune contusioni mentre uno dei picchiatori è stato fermato dalla polizia che pure presidiava in forza la piazza.

Gli attivisti solidali con la Palestina a quel punto si erano riuniti nella vicina piazza Madonna di Loreto ma sono stati sollecitati dalla polizia ad andare via perchè la situazione era diventata troppo pesante.

Non si sono ancora spenti gli echi delle polemiche per l'aggressione avvenuta contro i manifestanti solidali con la Palestina lo scorso 25 aprile che nella capitale lo squadrismo sionista è tornato a mostrarsi ancora una volta impunito.

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