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L'Italia è all'ultimo posto in Europa per il numero di cittadini stranieri legali e al lavoro che ottengono la cittadinanza, e tra gli ultimi in relazione alle norme restrittive e proibitive che tengono lontani gli immigrati dall'ottenere la cittadinanza dal Paese per il quale hanno prodotto e producono ricchezza. ...

Treviso: appello contro il razzismo leghista

  • Mercoledì, 05 Febbraio 2014 15:35 ,
  • Pubblicato in Flash news

Cronache di ordinario razzismo
05 02 2014

“Negli ultimi mesi, e in particolare nelle ultime settimane, abbiamo assistito all’intensificarsi di attacchi di tipo razzista da parte di vari esponenti della Lega Nord nei confronti del ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge”. Inizia così l’appello lanciato da alcuni esponenti trevigiani di Pd, Sel, Impegno Civile e Adl Cobas di Treviso, dove “per molti anni abbiamo vissuto un clima di discriminazione nei confronti degli stranieri, propagandato dalle parole xenofobe e razziste dell’ex-sindaco e vicesindaco Gentilini (già condannato in secondo grado di giudizio proprio per questo tipo di affermazioni) e di altri amministratori ed esponenti politici leghisti”.

I promotori non sono sorpresi dal fatto che “il partito di Salvini, di fronte al crollo di credibilità politica e di consenso, stia abbandonando il ‘grande progetto federalista’ ormai fallito in due decenni di alleanza con Berlusconi per inseguire improbabili teorie economiche, l’impossibile referendum per l’indipendenza del Veneto o le manifestazioni dei ‘forconi’”.

Una dinamica che secondo i promotori dell’appello accomuna i movimenti politici di destra europei che, come ha recentemente osservato anche il presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Carlo Smuraglia, stanno passando “da un conservatorismo liberale a nuove forme di populismo e razzismo”.

Per questo, i promotori fanno appello a tutti e cittadini e le cittadine “perché il tentativo della ‘nuova Lega’ di Salvini di costruire il proprio spazio politico sul xenofobia e razzismo venga respinto in nome dei principi costituzionali e di un’Italia che non accetta di essere risospinta nel Medioevo”.

Qui la pagina facebook dell’iniziativa, dove si può leggere il testo dell’appello.

Siamo tutte Cécile Kyenge

  • Venerdì, 17 Gennaio 2014 15:55 ,
  • Pubblicato in Flash news

L'Unità
17 01 2014

Il caso Hollande, in tv, ma anche sui giornali, è diventato il solito derby tra la moglie e l’amante. Che barba, che noia, che barba, direbbe Sandra Mondaini. Eppure in molti ci campano.

Bruno Vespa ci ha costruito una serata gossip sullo schema di una sorta di bipartitismo alla francese. Mancava solo il modellino della casa in cui si svolgevano gli incontri del presidente con "l'attricetta", come in una classica pochade. E tutti a ripetere che, in Francia, si sa, queste cose sono normali e nessuno si scandalizza, mentre da noi…

Un riferimento sotto traccia a Berlusconi, cui non fa nemmeno un baffo il caso sentimentale di Hollande, messo a confronto con l’utilizzatore finale di decine di ragazzine più o meno minorenni.

E siccome la condizione delle donne (che sono la maggioranza della popolazione) rappresenta la civiltà di un Paese, i razzisti della Lega perseguitano odiosamente la ministra Kyenge, che ha l’ardire di essere donna e anche nera, insomma appartiene insieme a una maggioranza e a una minoranza oppresse!

Maria Novella Oppo



Non credo che la legge consenta il sequestro preventivo di un giornale che commette ogni giorno istigazione al razzismo. E sospetto che ai disperati della Padania questo farebbe piacere. So che sicuramente bisognerà ricordarsi la data di ieri. La pubblicazione sul quotidiano leghista della rubrica razzista "Qui Cécile Kyenge" segna infatti il superamento di un'altra soglia di civiltà. ...

Il Fatto Quotidiano
24 12 2013

Per commentare l’omicidio di una donna indiana incinta da parte del marito, che poi gettò il corpo nel “sacro fiume” dei leghisti, scrisse su Facebook: “La donna indiana gettata nel Po ha inquinato il nostro fiume sacro. Cosa direbbero se andassimo a fare lo stesso nel Gange?”. Era il 2012 e Luca Dordolo ricopriva la carica di capogruppo della Lega Nord al Consiglio comunale di Udine. Oggi, per quella frase, l’ex capogruppo è stato condannato dal tribunale di Udine per propaganda sull’odio razziale a una pena di cinque mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena e non menzione.

Come riporta il quotidiano locale Messaggero Veneto, la condanna è stata emessa dal giudice Carla Missera. Il pm aveva chiesto solo il pagamento di una multa di 2 mila euro in base alla Legge Mancino; mentre per la difesa Dordolo andava assolto. Punzecchiato dalla trasmissione radiofonica di Radio 24 La Zanzara che scoprì il post, il capogruppo del Carroccio si giustificò: “La mia era una battuta di umore nero – spiega -, volevo dire che questi qua possono fare quello che vogliono a casa nostra. E poi ero arrabbiato per come trattano le donne, così mi sono innervosito. Io detesto la violenza sulle mogli, sulle madri, come si fa a uccidere in modo così brutale? Io non sono d’accordo che lo Stato italiano sia costretto a mantenere in carcere un uxoricida e delinquente. Propongo uno scambio: noi restituiamo all’India l’assassino della moglie incinta, loro ci rimandano finalmente a casa i due marò in prigione da mesi”.

Ma il leghista non è nuovo a uscite di stampo razzista. Dopo essere stato espulso a giugno del 2012, per le polemiche su quella frase quella frase, Dordolo aveva rincarato la dose postando l’immagine di un orango accanto a quella di Mario Balotelli, commentando “Ma sono uguali!!!”. Mentre dopo aver appreso della condanna si è limitato a dire: ”Ecco come siamo messi, questa è la dimostrazione di come funziona la giustizia italiana“, come riporta il quotidiano Veneto.

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