Il Corriere della Sera
20 06 2013

LEGNAGO - Dopo gli inviti alla violenza («Perchè nessuno stupra Kyenge?», chiedeva sulla sua pagina Facebook la pasionaria leghista di Padova Dolores Valandro) ora continuano le offese personali. Le bordate lanciate in Rete da leghisti veneti contro il ministro nero per l'Integrazione, Cecile Kyenge, non cessano. Anzi. Sebbene la prima autrice delle invettive virtuali, la già citata Valandro, abbia chiesto pubblicamente scusa e nonostante questo sia stata immediatamente espulsa dal partito, adesso tocca agli insulti lanciati addirittura dalla pagina ufficiale di una sezione comunale del partito di Maroni, quella di Legnago, alla quale è iscritto anche il sindaco (Roberto Rettondini) del capoluogo della Bassa. Ad aprire la pagina Lega Nord Legnago appare subito l'eloquente scritta «la cittadinanza non si regala, si conquista », dentro cui si incastra il simbolo del Carroccio. Fin qui nulla di strano.

Poi, però, a scorrere in giù con il cursore, si trova la riproduzione di un articolo in cui si riporta una recente affermazione del ministro Kyenge, che definisce gli immigrati come una risorsa, con un commento che, giusto per usare una forma eufemistica, esula dai normali toni del dibattito politico: «Se sono una risorsa... va a fare il ministro in Congo!!! Ebete!». Per altro, nello spazio dedicato ai commenti, i titolari della pagina Facebook, a scanso di equivoci, spiegano: «Con un ministro così e una dichiarazione del genere, le ondate di profughi diminuiranno o aumenteranno? Ricordare che qui non c'è più lavoro non è forse più corretto?». Questo accade da martedì, visto che il giorno precedente, sul tema dell'immigrazione, appariva ancora un più moderato «in una situazione di crisi economica, e con la disoccupazione in aumento, favorire l'immigrazione può generare tensioni sociali molto pericolose».

Se verrà utilizzato il metro che è stato usato con la leghista padovana, ora potrebbero profilarsi iniziative disciplinari a carico dei leghisti legnaghesi. Anche perché il segretario della Lega locale, Marco Pavan (che è anche presidente della società che cura l'igiene urbana in dieci Comuni della Bassa), conferma che «Lega Nord Legnago è la pagina della sezione locale del Carroccio». Lo stesso Pavan, però, spiega che «il termine ebete vuole dire ingenuo e in dialetto veneto diventa un aggettivo persino affettuoso. Il nostro post - precisa Pavan - voleva sottolineare che nella sua intervista il ministro si era dimenticata di tre cose. Che gli immigrati possono essere regolari o clandestini. Che i regolari, se integrati, possono essere una risorsa, come testimonia il lavoro fatto a Verona da Flavio Tosi, mentre è ben diversa la situazione degli irregolari, che possono fare di tutto tranne che pagare l'Irpef. E, cosa più importante, che oggi la necessità di avere speranza e lavoro è per prima dei nostri giovani, delle nostre famiglie e di tutti quei padri che non portano a casa da mangiare ai loro figli».

La Stampa
23 05 2013

Il parlamentare si scusa: ritiro le mie parole. Ieri una petizione su Change.org ha raccolto 130mila firme a favore dell’espulsione.

«Sento il dovere di formulare le mie scuse più convinte al ministro» Cecile Kyenge. Lo ha detto Mario Borghezio intervenendo nel pomeriggio in aula a Strasburgo. «Ritiro le mie parole - ha detto l’europarlamentare leghista - considerate offensive verso una persona di colore e verso una donna». «Mi rammarico - ha aggiunto - di aver recato disdoro al Parlamento ed al gruppo Efd».

Borghezio si è autosospeso da gruppo, Europa della libertà e della democrazia, sotto la pressione degli euroscettici britannici e in attesa di un vero e proprio giudizio per l’espulsione: Mario Borghezio finisce al margine del suo gruppo a Strasburgo. «I nostri colleghi, quelli britannici, si ritengono indignati, hanno chiesto la sua testa», spiega al telefono Francesco Speroni, co-capogruppo Efd. «C’è stata quindi una richiesta di sospensione a cui Borghezio non si è opposto».

«Il gruppo - prosegue Speroni - ha chiesto la sospensione in attesa di discutere l’eventuale espulsione nella prossima sessione di Strasburgo (10-13 giugno). La procedura è stata attivata, ma è stato anche deciso di ascoltare l’incolpato e Borghezio ha chiesto tempo per preparare la sua difesa». Sul leghista pesano anche i precedenti. «Le frasi su Breivik (il killer di Utoya, ndr) non aiutano, per qualcuno si tratta di una recidiva», spiega ancora Speroni. Per quelle affermazioni nel 2011 Borghezio venne sospeso per tre mesi dalla Lega e fu vicino all’espulsione dal Efd. Per allontanare un componente dal gruppo sono necessari i due terzi dei voti dei membri. Ieri era stata lanciata una petizione da Stefano Corradino, di articolo 21, nella quale si chiedono le dimissioni dell’europarlamentare della Lega. La petizione ha raccolto 130mila firme.

La Repubblica
02 05 2013

VENEZIA - "Vorrei esprimere il mio più sentito grazie ai Carabinieri che oggi hanno fermato i responsabili di un abominevole atto di violenza su una donna. Ma vorrei fare anche un invito al nuovo ministro dell'Integrazione Kyenge a venire a Vicenza a rendere visita alla vittima, con il coraggio di affrontare i problemi per quello che sono e per ribadire a tutti che non ci può essere integrazione senza legalità". A dirlo il Presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia,ha espresso il suo compiacimento per l'aver assicurato alla giustizia in tempi rapidi due stranieri i responsabili di un'efferata violenza su una giovane ragazza a Vicenza.

"Ora - dice Zaia - però mi auguro che la magistratura applichi il codice penale con la massima severità perchè di fronte a una efferatezza del genere non c'è alternativa se non la tolleranza zero.
Colgo l'occasione per ricordare a tutti che il Veneto è la prima Regione d'Italia per immigrazione legale. Chi viene legalmente e lavora qui è il benvenuto, ma tutti devono rispettare la legge e chi delinque deve essere espulso. Il rispetto della donna e della sua identità è uno dei pilastri della nostra cultura veneta. Chi viene da noi deve accettare questo principio sociale e rispettarlo senza se e senza ma".

Immediata la risposta del Pd. "Quelli di Borghezio sono insulti beceri, ma anche il governatore Zaia non scherza. Per quali ragioni il ministro Kyenge dovrebbe sentirsi responsabile dello stupro di una cittadina austriaca da parte di alcuni cittadini extracomunitari? Zaia la smetta di alimentare il razzismo e la xenofobia con queste stupide associazioni di idee", ha detto la deputata democratica Margherita Miotto.

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