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Panico Ru486: se non obiettano ti terrorizzano!

Abbatto i muri
11 04 2014

Muore una donna per sospette conseguenze derivanti dall’uso della pillola abortiva, la ru486.

La Ru486 NON è la pillola del giorno dopo (che non è un farmaco abortivo ma un contraccettivo d’emergenza). Titoli allarmistici in realtà poi portano ad articoli in cui si spiega che non sarebbe quella la causa della morte e che quel farmaco non fa nulla di più e nulla di meno di altre sostanze che bisogna usare nell’aborto chirurgico. Gli effetti cardiaci possono derivare anche da antidolorifici, oppiacei, abitualmente usati nel mercato senza che vi siano barricate e che si facciano titoloni prima ancora che si attendano i risultati di una autopsia. Ci sono donne che muoiono perché l’aritmia è una conseguenza delle contrazioni anche e a maggior ragione durante il parto. Però delle donne che muoiono di parto non ci si preoccupa perché quella roba lì sarebbe “naturale”. Così non ci si preoccupa di chi muore per assunzione di antidolorifici, psicofarmaci, e altra roba che non sempre si capisce come possa agire sul corpo di una persona.

La ru486 è stata sempre sulle scatole a chi vuole vietare o rendere difficile l’aborto. C’è chi dice che perfino la pillola anticoncezionale sia mortale per le donne e quindi basta poco per ingenerare il panico e introdurre nella comunicazione mediatica una narrazione tossica che terrorizza quelle che come alternativa dovranno stare lì ad abortire a gambe larghe, possibilmente dopo aver subito improperi e stigmi da parte del personale sanitario, e poi comunque dovranno prendere una pillolina che deve riportare l’utero a posto giacché è stato dilatato con la forza. Avete una vaga idea di quanto sia doloroso l’effetto di quella pillolina? E’ un martello pneumatico che ti spacca dentro. L’emorragia conseguente all’aborto, come al parto, dura un tot, per non parlare del fatto che se una muore di aborto chirurgico o delle tante morti di aborto clandestino ne parlano solo di straforo. “Abortisci con dolore” sarebbe il diktat di chi vorrebbe fosse quanto mai traumatica quella scelta.

Ecco, QUI un po’ di opinioni sparse sulla questione e in generale inviterei a una discussione un po’ più laica e inviterei anche i media a evitare di diffondere il panico sull’uso della Ru486. Perché l’alternativa, come si dice sempre, è che le donne vanno in sciopero. Sciopero degli uteri. Più sessualità non riproduttiva, più libera contraccezione, anche d’emergenza, più prevenzione e meno stigmi su quelle che abortiscono.

—>>>Tutta la mia solidarietà e vicinanza alla famiglia della donna


#12a Milano, molto più di 194

  • Venerdì, 11 Aprile 2014 10:00 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
11 04 2014

Il 12 aprile a milano ci sarà il corteo del comitato NO-194, gruppo di estremisti cattolici fanatici che vogliono abolire la legge 194, che regola il diritto all’aborto. Inoltre sono contrari all’eutanasia, alla sessualità libera e non riproduttiva e all’omosessualità, ma difendono come unico modello di famiglia quello tradizionale, composta solo da uomo e donna uniti nel sacro vincolo del matrimonio.

La legge 194 viene già svuotata di gran parte del suo senso dall’altissimo tasso di obiettori di coscienza, che rendono difficilissimo abortire. Basti pensare che in Lombardia il 68% dei ginecologi, il 50% degli anestesisti e il 40% del restante personale sanitario si dichiara obiettore. Rendere illegale l’aborto non significa cancellarlo.

Le donne hanno sempre saputo come interrompere gravidanze indesiderate, la legge ha permesso che gli aborti venissero fatti in condizioni di sicurezza, inoltre, prevedendo un lavoro di prevenzione, con la legalizzazione il numero di aborti è sensibilmente calato. Abolire questa legge significa che le donne che se lo potranno permettere andranno ad abortire all’estero, mentre tutte le altre ricorreranno a mezzi clandestini che mettono a rischio la loro salute e la loro vita.

Questi sono attacchi alla nostra autodeterminazione: cioè la libertà di ognuna e ognuno di decidere consapevolmente del proprio corpo, della propria sessualità e della propria vita. Non devono essere morale, stato e religione a decidere per noi.

Noi vogliamo invece che tutti e tutte abbiano le conoscenze, i mezzi e le strutture per praticare una sessualità consapevole e sana, che sia libera dai rischi delle malattie sessualmente trasmissibili e da gravidanze indesiderate.

Noi vogliamo godere, esplorando tutte le potenzialità del nostro corpo e scoprendo ogni sfumatura del piacere. Vogliamo consultori laici aperti 24H, vogliamo gli anti-abortisti fuori da scuole-ospedali-farmacie, vogliamo contraccettivi gratuiti, vogliamo lubrificanti di prima qualità: per i nostri corpi, decidiamo noi.

il 12 aprile sarà l’occasione di far valere il nostro diritto all’autodeterminazione, ci riuniremo tutte e tutti in piazza e la riempiremo con musica, spettacoli teatrali e controinformazione!

Appuntamento in colonne di san lorenzo alle 15.00

Rete collettive femministe

 

Abbatto i muri
10 04 2014

La sentenza sulla legge 40, diceva Gasparri ieri sera durante il tg3 notte, sembrerebbe come una sorta di ingerenza da parte della magistratura in faccende che riguarderebbero il parlamento. Così ha citato anche la battaglia di Peppino Englaro e a Gasparri non è sembrato giusto, pressappoco, che i giudici abbiano potuto decidere dove invece il parlamento era intenzionato a opporre impedimenti su impedimenti.

Il fatto è che Gasparri, forse, non sa che quei giudici fanno il proprio lavoro che in questo caso è valutare l’incostituzionalità di una legge e se la legge è incostituzionale non è mica colpa di chi la giudica, semmai è di chi l’ha fatta e l’ha fatta molto male. Dovrà tornare in parlamento, dice la ministra Lorenzin che sulla legge 40 ha sempre avuto un’idea tutt’altro che laica, così si allungheranno i tempi e chissà che cosa ne verrà fuori. Intanto provo a sintetizzare, in chiave semiseria, commenti letti e ascoltati qui e là sulla questione.

Sostanzialmente il punto è, dice una tizia al tg3 notte, che la delicatezza sta nel fatto che porterai in grembo uno “sconosciuto” e invece ci sono tanti bei bambini che potresti adottare. Un altro commento diceva che se l’uomo non ce la fa a produrre uno spermatozoo efficiente bisogna seguire la natura. Tu hai da rassegnarti d’essere poco virile e se ti accolli il fatto che tua moglie, la tua compagna, la tua donna, dove il “tua” nella nostra cultura del possesso è fondamentale, si lasci inseminare con lo sperma altrui davvero devi riflettere perché da lì si coglie il fatto che tu non sei normale. Capisci che se lo spermino estraconiugale si “appropria” (e torna il concetto di proprietà) di tua moglie poi ella genererà un figlio che non è il “tuo”? E non ti senti un po’, come dire, qui si prova a usare un sacco di eufemismi, i credenti fondamentalisti provano a dirtelo con grazia e garbo, ma alla fine questo è il succo, insomma, dicci, non ti senti un po’ “cornuto”?

Hai presente quei bei film anni ’50 in cui perfino la femmina stuprata andava a rinchiudersi in convento per sgravare il figlio del disonore e del peccato e poi lui arrivava, solitamente un anzianotto amedeo nazzari, e tra mille scurregge sentimentali lei piangeva lacrime di gioia perché egli si mostrava tanto magnanimo, disposto a dare “legittimità” alla creatura, e poi la perdonava? Cioè, lui perdonava lei, capisc’ammè. Perché l’orgoglio dell’omo vero è quello che hai da crescerti il figlio che porta il tuo sopracciglio spaiato, i tuoi lineamenti irregolari e che erediterà pure la tua calvizie. E’ bello il figlio che ti ci specchi attraverso e vedi il tuo sorriso, lo sguardo, la bellezza, la meraviglia della discendenza e della possibilità di insistere nel donare al mondo un altro segno della tua stirpe. Invece se lo sperma è d’altri allora si rimette in discussione tutto quanto. Non funziona. Ella, la femmina che si lascia ingravidare con il coso altrui, è un po’ una zoccola e l’altro sarà inevitabilmente cornuto.

Immaginate la scena di gelosia retrospettiva: cara, com’è stato? Lui era meglio di me? E giù con i sospetti sui sentimenti in erba per quel seme vigoroso. Insomma, tra un cazzeggio e l’altro, quel che voglio dire è che questa rigidità di attribuzione di ruolo prevarica gli stessi uomini intrappolandoli in uno schema di genere che neppure vestono più. Sono loro, assieme alle compagne, che oggi non solo non hanno alcun problema ad ammettere un problema quando c’è, ché non si sentono mancanti di qualcosa e non si lasciano prendere per il culo da chi li offende attribuendo loro stigmi d’ogni tipo, e dunque sono loro e le compagne che insieme scelgono e se loro sono d’accordo non si capisce come lo Stato possa imporre uno schema antiquato che corrisponde a qualcosa di veramente folle.

Ma lo capite che siamo nel 2014 e che su queste faccende bisogna lasciar fare il progresso? Si capisce che queste ingerenze dello stato nelle decisioni private delle persone che desiderano avere dei figli sono una vera e propria violenza? In quanto alla ministra Lorenzin almeno un punto è confermato: propone il piano nazionale della fertilità ma per chi vuole i figli bisogna che attendano il parlamento a farsi bocciare altre decisioni dalla corte costituzionale e invece chi non li vuole troverà mille ostacoli e si vedrà sbarrare le porte nella scorretta e disastrata applicazione della legge 194.

Benvenute tutte in questa epoca che presenta tanti e tali rigurgiti del passato. Anche per questo il 12 aprile a Milano, se ci siete, andate a fare un giro al presidio festoso delle compagne. Info QUI.

Un altro genere di comunicazione
03 04 2014

Noi di Un Altro Genere di Comunicazione ci siamo spesso occupate di tematiche relative all’Interruzione Volontaria di Gravidanza, soprattutto da quando i segnali in Europa e in Italia al riguardo sono diventati sempre più allarmanti.

E così ci è capitato di partecipare a sit-in o eventi di vario genere a risposta dei nostri ormai conosciutissimi membri del Comitato No.194.org che ogni due mesi pregano davanti agli ospedali pubblici “in riparazione dell’aborto e dell’eutanasia”.

Abbiamo anche creato un blog che si occupa di “contronarrazioni” sull’aborto per sottolineare come sia prezioso il diritto di scelta in tema di maternità e con l’intento di smascherare la retorica dei vari gruppi di pro-life che vorrebbero raccontarci come l’aborto sia sempre e comunque un enorme dolore per tutte le donne che lo scelgono e che vorrebbero dimostrarci che dare alla luce un bambino non desiderato sia sempre e comunque meglio di interrompere la gravidanza nei limiti consentiti dalla legge.

Qui una piccola raccolta di nostri post in tema (assolutamente non esaustiva)

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2014/02/10/spagna-per-il-diritto-allaborto-le-donne-registrano-il-loro-corpo-con-yolanda-dominguez/

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/07/14/il-risultato-degli-attacchi-alla-legge-194-e-il-ritorno-dellaborto-clandestino/

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/05/08/marcia-su-roma-contro-laborto-noi-non-ci-stiamo-il-12-maggio-ricordiamo-giorgiana-masi/

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/04/30/obiezione-di-coscienza-e-legge-194-a-che-punto-siamo/

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2014/02/05/retorica-antiabortista-un-ingrediente-per-ogni-occasione-dal-servizio-pubblico-ai-negozi-di-cosmesi/

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2014/01/25/torino-regione-piemonte-finanzia-convegno-prolife-blindato-da-polizia/

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/08/25/veneto-si-spalancano-le-porte-degli-ospedali-pubblici-al-movimento-per-la-vita/

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2012/12/07/hai-abortito-loro-si-assicureranno-che-tu-soffra/

(e tanti tanti altri…)

e tutti i post scritti in occasione delle “Veglie di preghiera” di cui si diceva all’inizio:

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/01/04/ce-chi-prega-12-ore-no-stop-contro-il-diritto-allaborto/

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/02/18/pregoperla194-2marzo-organizzazione-sit-in-di-contropreghiera/

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/03/04/la-194-non-si-tocca-la-difenderemo-con-la-lotta-dal-sit-in-di-milano/

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2014/01/05/ai-ferri-da-calza-non-vogliam-tornare-vogliamo-scegliere-se-procreare/

In questi giorni siamo venute a conoscenza del fatto che sabato 12 aprile, dalle 15 alle 18 ci sarà una corteo nazionale a Milano, da Piazzale Cadorna a Piazza Medaglie d’Oro, sempre promosso dallo stesso Comitato: qui il link.

E’ bene ricordare che questi individui non vogliono riformare la legge, o trovare un sistema affinché la maternità sia ben vissuta da tutte le donne (magari facendo in modo che il carico di lavoro famigliare non ricada tutto sulle spalle femminili e che non ci siano discriminazioni sul posto di lavoro), ma vogliono abrogare la legge. In pratica, auspicano il ritorno all’aborto clandestino, alla faccia di chi si proclama pro-life! L’aborto clandestino e/o il ricorso a ginecologi compiacenti che a suon di denaro praticherebbero aborti privatamente porterebbero l’autodeterminazione femminile, la salute delle donne e il valore di tutte le battaglie per l’emancipazione femminile indietro di secoli.

Abbiamo, così, creato un evento, diffuso anche su FaceBook

https://www.facebook.com/events/1379759392304187/?ref_newsfeed_story_type=regular

Il 12 aprile, dalle 15 alle 18, i soliti individui che si piazzano davanti agli ospedali pubblici ogni due mesi a pregare “in riparazione dell’aborto e dell’eutanasia” hanno organizzato un corteo nazionale. Ricordiamo che il loro scopo è l’ABROGAZIONE della L 194, che permette l’Interruzione Volontaria di Gravidanza nel nostro Paese.

Non possiamo assolutamente ignorare l’evento e quindi abbiamo deciso di rispondere a modo nostro.

L’idea è quella di posizionare lungo il percorso del corteo, cartelloni e/o simboli (come mazzetti di prezzemolo o ferri da calza) e di distribuire ai passanti i nostri volantini, facendo, di fatto corretta informazione e contrastando chi non ci vuole lasciare libere di autodeterminarci.

Abbiamo predisposto un volantino da scaricare e stampare.

Metteteci fantasia e originalità, create slogan, cartelloni e troviamoci, tutt* insieme, il giorno 12 aprile, alle ore 13, in Piazzale Cadorna, per studiare le tappe del percorso che si svolgerà lungo le seguenti vie: Piazzale Cadorna, Foro Buonaparte, Largo Cairoli, Via Cusani, Via Broletto, Piazza Cordusio, Via Orefici, Via Muzzini, Piazza Missori, Corso di Porta Romana, piazza Medaglie d’Oro.
Il volantino che trovate qui è disponibile da scaricare e stampare, come volete e come potete.

volantino_marcia194

Facciamoci sentire e non abbassiamo la guardia.

Non abbiamo bisogno, nell'impegno quotidiano, che, dal ministro a qualche assessore a qualche sindacalista "di sinistra", ci si organizzi la lista operatoria o la mobilità (quale riconoscimento migliore alla nostra "ostinazione" nella applicazione di una legge dello stato?) come soluzione alla incapacità di inquadrare la 194 nell'ambito della più ampia governabilità del Sistema sanitario e della Sanità del paese. ...

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