Turchia, chiesto ergastolo per direttore di un giornale

  • Mercoledì, 03 Giugno 2015 08:07 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Repubblica
03 06 2015

Dundar aveva pubblicato sul quotidiano "Cumhuriyet" le immagini di armi destinate a gruppi islamisti in Siria a bordo di camion scortati dai servizi segreti turchi

Un pm turco ha chiesto una condanna l'ergastolo per il direttore del quotidiano di opposizione Cumhuriyet, Can Dundar, minacciato dal presidente Recep Tayyip Erdogan dopo che venerdì aveva pubblicato le immagini di armi destinate a gruppi armati islamici in Siria a bordo di camion scortati dai servizi segreti del Mit, riferisce Hurriyet online.

Dopo lo scoop firmato da Dundar, Erdogan lo ha avvertito che avrebbe pagato un "caro prezzo" per le rivelazioni, che mettono in forte imbarazzo il governo islamico di Ankara, più volte accusato di appoggiare in Siria anche i gruppi jihadisti e di lasciare aperte sul proprio territorio le 'autostrade della jihad'. Le immagini pubblicate da Cumhuriyet erano state scattate nel gennaio 2014 da militari della gendarmeria che avevano effettuato un controllo dei camion scortati dal Mit. Il governo aveva allora negato che a bordo ci fossero armi, ma solo "aiuti umanitari". I militari che avevano partecipato al controllo erano stati prima trasferiti e poi arrestati e incriminati per 'spionaggio'.

Già venerdi la procura di Istanbul aveva avviato una inchiesta sullo scoop fra l'altro per presunta rivelazione di segreti di stato. Lo stesso presidente ha presentato una denuncia penale contro Dundar per "spionaggio". L'attacco di Erdogan al direttore di Cumhuriyet, a pochi giorni dalle cruciali politiche turche di domenica, ha suscitato una ondata di solidarietà. Ieri decine di giornalisti e di intellettuali si sono dichiarati corresponsabili in un appello pubblicato sulla prima pagina del quotidiano con le loro fotografie.

L'attacco al direttore di Cumhuriyet è stato denunciato da diverse organizzazioni internazionali della stampa. Il Comitato internazionale per la Protezione dei Giornalisti Cpj ha invitato il presidente islamico turco a "smettere di fare bullismo contro i giornalisti". Il capo dell'opposizione Kemal Kilicdaroglu ha accusato Erdogan di avere fatto del paese uno "stato canaglia".

Cultura-Pawel KuczynskiLuca Mastrantonio, Corriere della Sera
25 maggio 2015

Nell'ultimo numero di "Nuovi argomenti", tra autrici e autori, in 71 rispondono a un questionario sulla libertà d'espressione: da Erri De Luca a Walter Siti. Qual è la principale minaccia per la libertà d'espressione in Italia? Non il terrorismo islamico che ha sventrato la redazione di Charlie Hebdo, per il quale anche gli intellettuali italiani, con eccezioni come Roberto Saviano, sembrano adagiarsi in una comfort zone dove la difesa assoluta della libertà di satira si perde (e rifugia) tra mille distinguo.

La grande guerra nell'Europa di oggi

Grande guerraIl 24 maggio di cento anni fa l'Italia entrò nella Grande guerra, la prima guerra di massa del Novecento. Il conflitto, rivelatosi più lungo ed estenuante del previsto, impose all'Italia come a tutti gli altri paesi coinvolti una vera e propria militarizzazione della società e dell`economia. Tutta la nazione fu chiamata a fare sacrifici, a rinunciare alle libertà e agli agi goduti in passato.
Manfredi Alberti, Il Manifesto ...

Prima erano soltanto sei, e abbastanza marginali nel mondo della letteratura. Ma adesso sono oltre 150 gli scrittori, con nomi di peso come quello di  Joyce Carol Oates e Patrick McGrath, a protestare con grande clamore perché il Pen Club si è permesso di assegnare a Charlie Hebdo il premio intitolato alla libertà d'espressione. Di cosa hanno paura? Perché tanto accanimento e malanimo contro una testata che dopo la carneficina di Parigi era diventato il simbolo della libertà conculcata, vignettisti massacrati per delle vignette considerate blasfeme? Joyce Carol Oates è arrivata su Twitter a suggerire un paragone tra Charlie Hebdo e il Mein Kampf di Hitler, ambedue, ha scritto, liberi di essere pubblicati, ma ambedue, allo stesso modo, senza differenze, portatori di un messaggio razzista.
Pierluigi Battista, Corriere della Sera ...

E poi c'è chi si fa una vita nuova

  • Mercoledì, 22 Aprile 2015 09:29 ,
  • Pubblicato in L'Articolo
Francesca Paci, La Stampa
22 aprile 2015

La routine di chi è arrivato in Italia è fatta anche di convivenze riuscite e imprese che decollano. La libertà dalla fame e quella di andare a scuola non sono sempre un miraggio. [...] Poi alla fine qualcuno ce la fa. I migranti che affrontano viaggi apocalittici per raggiungere le coste italiane sognano una vita senza guerra, la libertà dalla fame, giornate scandite dagli obblighi scolastici dei figli anziché dal terrore di una retata degli sgherri del partito unico. ...

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