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"Recluse", voce alle donne senza cielo


Carcere. È nome che istintivamente evoca un universo maschile. Maschia è l'eco di voci e di volti che rimanda e a cui normalmente pensiamo. E poi ci sono le donne... E lo sguardo si allarga. [...] Passa attraverso la narrazione di vite, che non è solo narrazione di quello che è nel carcere, ma ricorda e si riporta anche al fuori, passato e futuro. 
Francesca de Carolis, Cronache del Garantista ...
Si alza all'improvviso la tensione politica in Russia. Aleksej Navalnyj, il blogger oppositore di Vladimir Putin, è stato condannato da un tribunale per truffa. Subito caos in piazza e arresti tra i suoi sostenitori che protestavano. Il famosissimo politico-blogger è stato successivamente fermato dalla polizia in strada, mentre si accingeva a unirsi alla manifestazione, ed è stato ricondotto a casa.
Giuseppe D'Amato, Il Messaggero ...

[...] Impossibile ragionare però con chi, in tv, sulla carta e online, usa la comunicazione da clava di Neanderthal, mascherando dietro la libertà di stampa odiose campagne di livore, contro emigranti, avversari, finanza, religione, lavoratori, sindacati, donne, maschi, giovani, vecchi, insomma chiunque non condivida l'identità dei clan nichilisti.
Gianni Riotta, La Stampa ...
La Turchia è davvero un grande paese, e gioca un ruolo primario in uno scacchiere delirante.[...] Una società vivace, colta e coraggiosa, soprattutto nelle grandi città, di cui un'indipendenza dei mezzi di comunicazione è la condizione decisiva. Gli attacchi alla stampa, il bavaglio alla Rete, la sospensione di Twitter, non vi sono nuovi, benché lo spiegamento di ieri abbia voluto essere inauditamente spettacoloso.
Adriano Sofri, La Repubblica ...

Peggiora la libertà della rete nel mondo

Internazionale
04 12 2014

L’organizzazione non governativa statunitense Freedom House ha pubblicato il Freedom of the net 2014, classificando 65 paesi come “liberi” (0-30 punti), parzialmente liberi (31-60) e non liberi (61-100) in base alla libertà di usare la rete.

I punteggi sono stati calcolati prendendo in considerazione tre parametri: ostacoli economici e infrastrutturali di accesso a internet; limiti alla libertà di espressione, come la presenza di blocchi e filtri per censurare contenuti sensibili; violazioni dei diritti dell’utente, attacchi fisici, arresti o abusi.

Dal rapporto emerge che la libertà degli utenti sul web è peggiorata in tutto il mondo. In un anno 41 paesi hanno proposto o approvato leggi per penalizzare la libertà di espressione online, aumentando le possibilità di controllo dei contenuti. In 19 paesi i governi hanno approvato leggi per implementare la sorveglianza sugli utenti o restringere la possibilità di usare la navigazione anonima.

I peggioramenti più significativi riguardano la Russia, la Turchia e l’Ucraina. Il governo russo ha preso diverse misure per aumentare il controllo della rete durante le olimpiadi invernali di Soči, e la crisi in Ucraina. A peggiorare la situazione in Turchia sono stati i blocchi all’uso dei social media, gli attacchi contro i siti dei giornali dell’opposizione e le minacce ai giornalisti online. In Ucraina durante le manifestazioni di Euromaidan diversi giornalisti e utenti dei social media hanno ricevuto dirette minacce dal governo per le loro attività di protesta.

Pochi paesi hanno conquistato posizioni verso una maggiore libertà su internet, e i miglioramenti riguardano soprattutto un’applicazione poco vigorosa di leggi esistenti sul controllo del web, come in India, dove è stata allentata l’applicazione di una legge restrittiva approvata nel 2013.

Questa la classifica dei primi 10 paesi identificati come “liberi” dalla Freedom House:

Islanda
Estonia
Canada
Australia
Germania
Stati Uniti
Francia
Italia
Giappone
Ungheria

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