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L'ipocrisia del quartiere a luci rosse

Prostituzione e ghettizzazioneLa "tratta" e la prostituzione intesa come lavoro da regolamentare sono, all'apparenza, due aspetti contrapposti: il primo rimanderebbe alla costrizione, l'altro alla libertà di scelta. Ma, a guardare bene, producono un effetto analogo: viste in chiave di emergenza, criminalità, ordine pubblico, e quindi bisognose di interventi operativi, soluzioni immediate - come sta succedendo nella decisione del Comune di Roma di creare quartieri a luci rosse - fanno passare in secondo piano le domande di fondo sulla cultura, sulla storia e sul rapporto di potere tra i sessi, sui legami ambigui che la prostituzione ha con la famiglia, luogo di provenienza dei clienti, e oggi con le forme occupazionali più diffuse.
Lea Melandri, Il Manifesto ...

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26 01 2015

L’annuncio viene dato da Marino durante un dibattito attorno alle conseguenze di Magia Capitale tenutosi nel circolo del Partito democratico di Trastevere. “A breve scadrà il contratto di servizio con Ama – ha dichiarato il primo cittadino – Sono favorevole a scrivere nel nuovo contratto di servizio per la raccolta dei rifiuti che ci possa essere un affidamento in forma sperimentale non solo ad Ama, ma anche ad altri soggetti per testare altri strumenti di raccolta diversi e più innovativi. Così daremo una scossa a un sistema finora un po’ rigido”.

Così con nonchalance in una tranquilla domenica invernale Marino lancia una vera e proprio notizia bomba: se Ama perde il monopolio della raccolta dei rifiuti, aprendo a soggetti privati in via “sperimentale” perché Roma Capitale dovrebbe controllare l’azienda direttamente? Perché le sperimentazioni che ha in testa il sindaco non le può fare una società controllata, in teoria, dal comune stesso?

Sul tema dei rifiuti è intervenuto anche il minisindaco Sabrina Alfonsi “Trastevere ancora oggi è il rione con la più alta percentuale di raccolta differenziata: il 78%. I cittadini di Trastevere sono un modello. Ma il quartiere ha un grosso problema: i rifiuti per strada, il rione ne è pieno”. “L’Ama deve trovare risposta nei segmenti dove non c’è – ha aggiunto – Basta sacchi di rifiuti per strada che diventano delle discariche. E il primo motivo di quanto accade sono le attività commerciali. Trastevere vorrebbe avere, come Firenze, Padova e Bologna, i cassonetti interrati. Secondo noi potrebbe essere una grande sperimentazione”.

Marino rilancia poi il comune nel business dei cartelli pubblicitari, per finanziare le spese per il decoro della città. “Penso che dovremmo fare un passo ulteriore sugli impianti pubblicitari. Ad esempio trasformando gli spazi con la scritta in ghisa Spqr in pannelli elettronici. Si potrebbe fare attraverso partnership con privati. In questo modo si può più facilmente cambiare le pubblicità ed affittare quegli spazi ad un prezzo superiore, portando così più decoro e più soldi nelle casse”.

 

La latitanza della politica

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Fiorina Capozzi, Il Fatto Quotidiano
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