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Violenzadonne. Marino: insegnare rispetto già dalla scuola

  • Giovedì, 06 Febbraio 2014 15:01 ,
  • Pubblicato in Flash news

Dire
06 02 2014

"Dobbiamo partire da bambini, Roma si stringe intorno a Chiara".

"Bisogna insegnare il rispetto della donna ai bambini gia' dalla scuola, per eliminare quell'odioso sentimento che la vede come oggetto e che porta a fatti drammatici come questo. Con tutta Roma mi stringo intorno a Chiara e alla sua famiglia".

Cosi' il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, intervenendo ai microfoni di Radio Radio.

Il Vicariato di Roma Getta la maschera

  • Venerdì, 15 Novembre 2013 14:20 ,
  • Pubblicato in Flash news

Circolo Mario Mieli
15 11 2013

In un durissimo editoriale uscito su RomaSette.it, portale di informazione del Vicariato di Roma, Angelo Zema attacca con estrema violenza il Sindaco Marino per il suo impegno a fare approvare in tempi brevi, anche nella Capitale, un Registro delle Unioni Civili e per il suo sostegno esplicito a matrimonio e adozioni per le coppie omosessuali.

Per Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, “Quelle del Vicariato sono parole durissime e inaccettabili che mettono in discussione i principi di uguaglianza e rispetto di tutte le minoranze, elementi fondanti di qualsiasi democrazia. Come sempre il Vicariato si muove in nome di argomenti ideologici fuori dalla storia e dalla realtà che hanno il solo effetto di alimentare pregiudizi e odio e di creare inaccettabili graduatorie tra le famiglie, le persone, e, cosa ancor più grave, i figli delle coppie omosessuali”.

“Il Vicariato” – prosegue Maccarrone – “ricordi che Roma è la Capitale di un Paese laico e democratico e non deve rispondere ai suoi diktat ma ai cittadini che si sono recentemente espressi nel voto per un Sindaco che aveva nel suo programma proprio il Registro delle Unioni Civili e la tutela dei diritti sociali e civili di tutte e tutti”.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime solidarietà al Sindaco Ignazio Marino per l’attacco ricevuto e offre pieno sostegno per l’iter di approvazione del Registro.

Alla Chiesa di Roma ricordiamo che, invece di continuare a spargere odio e a sostenere le discriminazioni delle persone LGBT, farebbe bene a guardare al suo interno e a fare chiarezza sui tanti gravissimi scandali che la toccano e all'uso, decisamente poco cristiano, che fa dell'enorme patrimonio, anche immobiliare, che detiene in città.

Questa Chiesa degli ori e degli scandali ha perso qualsiasi autorità morale e farebbe bene a smetterla di attaccare e puntare il dito contro una comunità che chiede solo il rispetto dei propri diritti, ricordando che sono i cittadini italiani a foraggiarla coi miliardi dell'Otto per Mille, delle loro tasse e delle enormi esenzioni e finanziamenti di cui gode.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea Maccarrone – Presidente
3297488791
Ufficio Stampa
065413985 – 3487708437



La Repubblica
15 11 2013

"Scandalo Atac, vergogna nazionale. Ma ne verremo fuori. Se servirà, andrò anche io in Procura". "Gay, sì ai matrimoni e alle adozioni, vigilando che siano nel totale interesse del bambino", e anche "entro la consiliatura realizzeremo il grande parco archeologico dei Fori, dal Colosseo, all'Appia Antica al Circo Massimo, e che sia un luogo vivibile e aperto anche la notte". Poi avanti con altre pedonalizzazioni "con lo stesso impatto di piazza del Popolo" e lavoro duro su un maggior decoro urbano". E poi "voglio riportare la legalità nella Capitale e mi piacerebbe anche che qui la parola solidarietà tornasse di moda". "Non sappiamo comunicare le cose concrete fatte? Preferisco lavorare 18 ore al giorno, alle parole preferisco vedere i fatti. E comunque la chiusura di Malagrotta è stato un importantissimo obbiettivo centrato, anche se in tanti in campagna elettorale mi dicevano: "Non ce la farai mai, sarà impossibile".

Dai falsi biglietti dell'Atac, all'emergenza buche, dal caos del traffico alla questione pendolari, ma anche accoglienza a 89 superstiti della tragedia di Lampedusa, il sindaco Ignazio Marino ha partecipato al videoforum su Repubblica.it e ha risposto alle domande dei lettori, della giornalista Silvia Garroni e del caporedattore della cronaca di Roma, Giuseppe Cerasa.

Un'ora di dibattito e risposte serrate, e anche con un sorriso un po' amaro: "Con il nuovo bilancio, da gennaio, ci dedicheremo alle opere di manutenzione ordinaria come la sistemazione di strade, buche e marciapiedi. E' un problema che conosco bene, io che giro con la bicicletta. E anche a me in questi anni è capitato di fare qualche volo per terra. Mi chiedo se in strade ad alto scorrimento come via Nazionale sia così necessario lasciare i sampietrini".

Si parte dallo scandalo dei falsi biglietti Atac: "L'ho detto e lo ribadisco, è stata una vergogna, persone pagate, assunte, per fare il bene pubblico, che organizzano una rete criminale interna per mettere in ginocchio un'azienda che di problemi ne ha già di per sè. Chi sa qualche cosa di più e magari ha timore di andare dal procuratore, venga da me e poi dai magistrati ci andrò io stesso". Detto questo, ha aggiunto Marino, è anche vero che nell'ultimo bilancio della Regione Lazio, per colpa dei diverbi tra l'allora sindaco Alemanno e la presidente Polverini, alla voce trasporti di Roma la cifra di spesa messa in bilancio è "zero". Ho già incontrato il presidente Zingaretti, occorre porre riparo a questa assurdità".

La pedonalizzazione, parziale, di via dei Fori: "Entro la fine della mia consiliatura punto a pedonalizzare l'intera area dei Fori Imperiali, per realizzare il grande parco archeologico di Roma, con una suggestiva passeggiata da piazza Venezia al Circo Massimo passando dall'Appia antica al Colosseo. Voglio garantire che via dei Fori non sarà più una via ad alto tasso di traffico e soprattutto che il Colosseo non sarà più una rotonda spartitraffico. E sempre in questa ottica abbiamo già aperto ai pedoni la bellissima via Alessandrina che ha uno strepitoso affaccio sul Foro di Augusto e nei prossimi 2 o 3 anni chiuderemo al traffico tutta l'area man mano che avremo a disposizione nuovi mezzi pubblici, anche se deve essere chiaro che non posso realizzare un tram o una fermata metro in un week end".

"Nei giorni scorsi" aggiunge il sindaco, "ho avuto un incontro con i commercianti di quelle zone: pur essendo prudentemente favorevoli, chiedono un approfondimento soprattutto sui mezzi pubblici di trasporto. Lavoreremo per questo e anche per rendere vivibile l''area anche nelle ore notturne con un'adeguata illuminazione. La mia visione? Far diventare quel centro di Roma un'attrazione turistica straordinaria". Ma non solo. Punto a pedonalizzare anche tutto il Tridente, partendo dall'idea che la chiusura di piazza del Popolo fu un'ottima realizzazione e che ci dobbiamo muovere in quella direzione".

Urbanistica: "Non porteremo nuovi blocchi di cemento nell'Agro romano. Anzi, stiamo scrivendo una delibera per dare parti dell'Agro romano a giovani delle cooperative agricole e poi lavoreremo per il riuso di interi isolati di città abbandonate. Parlo di aree come depositi Atac, caserme in Guido Reni e qui vorrò realizzare un museo della Scienza, assurdo che una Capitale non ne abbia neanche uno" .

Diritti civili: "A Roma avremo il registro delle unioni civili, presto. Ci sarà una apposita delibera subito dopo l'approvazione del bilancio". E il sindaco aggiunge: sono da tempo favorevole ai matrimoni gay "se due persone si amano si sposano, non vedo quale sia il problema. Poi afferma: "L'Italia è terribilmente indietro sulla questione dei diritti delle persone, siamo lontani come la Grecia". "Molti, a sinistra," sottolinea "hanno paura della parola matrimonio, a me non fa per niente paura". Anzi, anche sulle adozione gay niente in contrario. "Qualche hanno fa avrei avuto perplessità ma poi all'estero ho conosciuto amici di mia figlia cresciuti in famiglie con genitori dello stesso sesso, tutti ragazzi felici, e ora non avrei alcun problema. Ma sono temi che vanno regolati a livello nazionale".

La solidarietà: "Abbiamo accolto 89 superstiti del terribile naufragio del 3 ottobre a Lampedusa, e ne ospiteremo altri 60. Non potevano stare solo a guardare le tragedie ma ora spero che altre città ci emulino. Ieri a Fiumicino - ha aggiunto Marino - non ho voluto telecamere e fotografi perché quell'abbraccio non doveva essere un'occasione di pubblicità per il sindaco e il comune. E sono rimasto con quelle persone per due ore, molto turbato anche perché moltissimi di loro hanno l'età di mia figlia, 21 anni. Alcuni di quei ragazzi hanno iniziato il loro viaggio, giunto ieri a Fiumicino, anche da un anno, mentre altri anche da due anni e mezzo perché sono stati 6-7 mesi nelle carceri libiche. Io li ho guardati con rispetto e ammirazione perché non hanno perso il sorriso, hanno una forza incredibile".

Per dare loro una possibilità di rifarsi una vita, rivela il sindaco, "si sono mobilitati professionisti, la comunità ebraica, aziende. Pronti ad aiutarli per imparare l'italiano, per integrarli e dar loro un lavoro. Ho avuto in questi mesi la possibilità di fare diversi dialoghi con papa Francesco, e in uno di questi ha detto che dobbiamo far tornare di moda la parola solidarietà, termine che a Roma è diventato quasi una parolaccia. Ecco, rilancio questa frase del papa, in città la solidarietà diventi una moda".

Il futuro di Roma: "Riqualificazione urbanistica, e penso alle tante aree come l'ex Fiera di Roma sulla Colombo, gli ex depositi Atac in Prati, le caserme intorno via Guido Reni, vicino al fiume, che hanno spazio per realizzare alloggi popolari, alloggi residenziali e un museo della Scienza; investimenti nell'arte, nella cultura e nell'archeologia, attirando finanziamenti da grandi filantropi e mecenati italiani e stranieri; valorizzazione delle grandi intelligenze che sono di base nella capitale, penso a università, centri di ricerca, fondazioni, laboratori che possono attrarre fondi per creare una nuova economia E anche un piano per produrre reddito dai rifiuti dopo la chiusura di Malagrotta".

Simona Casalini

 

gli Altri
31 10 2013

Le assenze nei momenti del ricordo, della riflessione, della volontà di andare avanti, contano e sono pesanti. Così senza riflettere da stanotte mi gira in mente il fatto di non aver visto Ignazio Marino, il mio Sindaco, alla manifestazione di ieri sera alla Gay Street.

Di pancia questa mattina su Facebook ho dato conto del mio dispiacere per non averlo visto ieri sera: “Caro Sindaco Ignazio Marino, ieri sera alla manifestazione alla Gay Street hanno partecipato diversi consiglieri comunali, presidenti di Municipio, rappresentanze della Regione, deputati e senatori, molti politici di sinistra e di destra, ma tu non c’eri. Così come non venisti al Pride, a una settimana dalla tua elezione in Campidoglio, perché dovevi riposare, ieri sera si dice tu fossi impegnato nella redazione del bilancio. Eppure in bici, in cinque minuti dal Campidoglio in via San Giovanni in Laterano, ce la potevi fare, a esser presente, magari solo per un momento.

La comunità lgbt ti ha fortemente sostenuto in campagna elettorale, certa che la tua elezione segnasse una discontinuità rispetto all’amministrazione Alemanno. Ti ho sostenuto fin dalle Primarie, ho contribuito a scrivere il tuo programma sulla parte riguardante i diritti civili di tutte e tutti, mi son sentito tradito, perché tu come Sindaco ieri sera ci dovevi essere.

Non sottovaluto, i gesti approvati all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, di voler esporre la bandiera rainbow dal 5 al 15 gennaio, o il tuo impegno per licenziare al più presto il Registro delle Unioni Civili, ma la tua assenza non è giustificabile, perché al netto delle decisioni simboliche, la morte di tre ragazzi gay in un anno, evidenzia un dramma sociale enorme, che attiene all’abbandono in questa città.

Tu come Sindaco di tutti, avresti dovuto esser con noi, assumerti degli impegni, non per i gay e le lesbiche, ma per rispondere con strumenti concreti alla solitudine e all’emarginazione di tutti gli adolescenti e giovani romani.”

Cosa aggiungere? Che stamattina ho letto sul Corriere della Sera la risposta di Marino alle personalità che l’altro giorno hanno scritto un appello contro l’omofobia. Un testo importante, pieno d’impegni e vicinanza, ma non esaustivo, non all’altezza delle sue battaglie degli anni scorsi sui diritti civili, uno dei pochi leader del Pd che si è schierato sulle libertà in modo fermo, dalla drammatica vicenda di Eluana Englaro al referendum, contro l’orribile legge quaranta sulla fecondazione assistita.

Sbollita l’arrabbiatura, a Ignazio voglio dire che ieri sera c’è davvero mancato, che doveva esserci. Quando un corpo si lancia dall’undicesimo piano di un palazzo amplificando la sfiducia e la paura di non farcela, sono necessari tanti altri corpi in piedi, per affermare che noi non vogliamo essere vittime, ma protagonisti e soggetti politici impegnati a sconfiggere vittimismi e paure.

Tra quei corpi, il primo cittadino di Roma, doveva essere in prima fila.

Aurelio Mancuso

Roma, il primo sgombero forzato della giunta Marino

  • Giovedì, 12 Settembre 2013 09:09 ,
  • Pubblicato in Flash news

Associazione 21 Luglio
12 09 2013

Da questa mattina è in corso lo sgombero forzato di 35 famiglie rom nell'insediamento informale di via Salviati, nella periferia est della Capitale. Per Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio e Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC), lo sgombero non rispetta standard e garanzie procedurali ponendosi in continuità con le ripetute violazioni dei diritti umani perpetrati già dalla passata Amministrazione capitolina.

Le operazioni di sgombero sono iniziate alle 7.15 di stamane, condotte da carabinieri, polizia di Stato e polizia municipale (circa 70 uomini in tutto). I 120 rom presenti vivevano in via Salviati dallo scorso giugno, dopo essere fuggiti dal «villaggio della solidarietà» di Castel Romano. L'azione odierna rappresenta l'attuazione dell'ordinanza del sindaco Marino n. 184 del 5 agosto 2013 che aveva disposto «il trasferimento immediato di persone e cose dall'insediamento abusivo di nomadi sito in via Salviati» e il loro ricollocamento «presso il villaggio della solidarietà di Castel Romano».

In risposta all'ordinanza del sindaco la comunità rom aveva affermato in una lettera aperta la volontà di non voler continuare a “vivere in un ghetto”, quale si configura l'insediamento di Castel Romano, un mega-campo monoetnico isolato dal contesto urbano, ad alta concentrazione, luogo di degrado fisico e relazionale.

Nella stessa lettera i rom avevano formulato al sindaco un appello al dialogo per dare vita a nuovi percorsi di inclusione ma, secondo le informazioni raccolte dalle tre organizzazioni, tale richiesta non ha avuto alcun seguito. Gli incontri avvenuti tra i rom e le autorità, per modalità, tempistica e partecipanti, non possono essere infatti considerati in alcun modo “genuine consultazioni”.

«Per tale ragione - sostengono Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio e ERRC - lo sgombero forzato di oggi non rispetta gli standard e le garanzie procedurali previste dalla normativa internazionale. Dai riscontri effettuati emergono infatti la mancanza di una reale e genuina consultazione con i rom interessati e l'assenza di alternative abitative adeguate.
I "villaggi della solidarietà" del Comune di Roma - secondo le tre organizzazioni - non possono essere ritenuti un'alternativa alloggiativa adeguata essendo stato comprovato come condurre la propria vita all'interno di detti insediamenti compromette la fruizione di diritti imprescindibili sociali ed economici e condiziona fortemente la vita dei suoi abitanti, spesso anche in dispregio dei diritti umani».

«Lo sgombero forzato al quale stiamo assistendo oggi - concludono le tre organizzazioni - oltre a rappresentare una grave violazione dei diritti umani, costituisce un innegabile passo indietro rispetto ai contenuti espressi all'interno della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti adottata dal governo italiano in attuazione della Comunicazione della Commissione europea n.173/2011 che sottolinea la necessità di superamento del modello “campo” per combattere l'isolamento e favorire percorsi di interrelazione sociale».

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