Marino: “Roma sovraffollata di rifugiati e rom”

  • Mercoledì, 05 Agosto 2015 07:53 ,
  • Pubblicato in FAN PAGE

Fan Page
05 08 2015

E' stato ascoltato questa mattina alla Camera Ignazio Marino. Il sindaco di Roma ha riferito di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sui centri per migranti denunciando la percentuale troppo alta di rifugiati e richiedenti asilo in città, che però rappresenterebbero meno dello 0,3% della popolazione totale.

E' stato ascoltato questa mattina alla Camera Ignazio Marino. Il sindaco di Roma ha riferito di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sui centri per migranti. "A Roma c'è un sovraffollamento – di immigrati e rifugiati – è la seconda città d'Italia per l'accoglienza, ma non può accogliere il 18-20 per cento delle persone che arrivano nel nostro Paese. Non abbiamo le risorse". Così il primo cittadino della Capitale ha lanciato l'allarme sui numeri troppo alti dell'accoglienza, per poi mostrare anche preoccupazione per eventuali emergenze sanitarie: "Ho sollevato i miei timori per i migranti che vengono da luoghi dove proliferano ceppi della tubercolosi resistenti agli antibiotici. Sono stato rassicurato perché ci sono cinque livelli di controlli".

Il sindaco insomma chiede una più equa distribuzione dell'accoglienza. Nel Lazio sono accolti in tutto il 13% dei rifugiati e dei richiedenti asilo su scala nazionale, parliamo di poco più di 8mila persone (dati aprile 2015) su tutto il Lazio, che se fossero concentrate a Roma rappresenterebbero appena lo 0,3% della popolazione rapportati ai numeri dell'ultimo censimento del 2012 che parla di 2.627.000 di persone residenti a Roma.

Ma Marino ha lanciato l'allarme anche per la presenza troppo alta di rom che sarebbe "molto elevata, superiamo largamente le ottomila presenze". E sulla promessa di chiudere i campi nomadi, condannati anche dalla giustizia europea, chiarisce: "Sono d'accordo che si debba superare il sistema dei campi, ma la maggioranza della popolazione romana ha una fortissima resistenza ad offrire loro la possibilità di avere case popolari". "Riusciamo a portare a scuola il 50 per cento dei bambini dei campi con i pulmini del Comune – ha aggiunto -, ma meno del 20 per cento frequentano regolarmente". "È una sfida culturale che il sindaco e la Giunta non possono vincere da soli – ha aggiunto -. I campi temporanei sono lì da 20 anni e sono raddoppiati".

Contesta le dichiarazioni di Marino Carlo Stasolla dell'Associazione 21 luglio: "Quella del sindaco è pura disinformazione. Il numero dei rom a Roma è in linea con i numeri a livello nazionale e in relazione alla popolazione è molto vicino a quello di Milano, Torino e Napoli".

Valerio Renzi

Fan Page
29 07 2015

Dopo il blitz a sorpresa di ieri il premier Matteo Renzi ha dato forfait alla Festa dell'Unità di Roma. Paura delle contestazioni, magari fatte in casa? Forse. Oppure il segnale chiaro che Palazzo Chigi, al di là delle formule di rito, ha abbandonato Ignazio Marino a se stesso.

Si è presentato ieri con un blitz a sorpresa Matteo Renzi alla Festa dell'Unità di Roma. In compagnia del presidente del partito e commissario del Pd romano Matteo Orfini, si è concesso un giro tra gli stand stringendo mani e facendo selfie, prima di ingaggiare una partita a biliardino tra gli avventori divertiti e i flash delle macchine telecamere. Ma la presenza di Renzi era in programma oggi alla festa cittadina del Partito democratico di Roma, confermata fino a stamattina, tanto che lo staff della sicurezza del premier avrebbe chiesto di farlo parlare su un palco diverso rispetto a quello preposto per i dibattiti, è stata annullata nel pomeriggio all'ultimo momento.

Paura di contestazioni? Forse. Eppure fino ad oggi Matteo Renzi non si era mai tirato indietro dal parlare mentre fuori la polizia allontanava o caricava manifestanti più o meno pacifici. Ma forse questa volta la paura non era di ricevere i fischi dei centri sociali o dei movimenti di lotta per la casa, quanto per i malumori interni del Pd. Ma paura di un'imboscata, di essere impallinato sul palco dal fuoco amico.

L'assenza di Renzi dalla piazza di Roma, proprio nel giorno in cui Ignazio Marino presenta la sua nuova giunta, non è però cosa che può passare inosservata. Un messaggio chiaro: Palazzo Chigi non solo non vuole essere sporcato dagli schizzi di fango di mafia capitale, che hanno invece travolto fino al collo il Pd di Roma, ma ne vuole sapere forse ancora di meno di Ignazio Marino, sindaco in caduta libera nei sondaggi e alla guida di una città in crisi che si prepara ad una cura da cavallo di tagli e privatizzazioni.

E con i romani, i cittadini, gli iscritti, "il popolo del centrosinistra" (che intanto per strada ha perso anche Sel fuori dalla giunta) chi ci parla? Quelli che avrebbero voluto sentire il loro segretario rassicurarli sullo stato di salute del "loro" partito, che si volevano sentir dire che il Pd, nonostante mafia capitale, è diverso dagli altri, dai corrotti e da chi esegue gli ordini di lobby e mafie, si dovranno invece accontentare di una panino con la salsiccia.

 

"Qui avere una vita moderna è impossibile"

John Hooper ha un pezzo di Roma nel suo cuore. [...] Come è cambiata Roma, John? "Intanto è decisamente più sporca. Posso affermare che ho trovato Atene più pulita di Roma, nonostante tutto quello che è successo laggiù. E assurdo".
Alessandra Arachi, Corriere della Sera ...

"Chiusi qui, come in prigione"

"Ma che ci faccio io qui dentro? Questa è una prigione e io non ho fatto niente: non posso uscire, non posso neanche attraversare questo cancello perché subito mi fermano. Sai che ti dico?
Carlo Lania, Il Manifesto ...

L'Utopia non si cancella!

  • Martedì, 07 Luglio 2015 11:56 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
07 07 2015

Un nuovo attacco della giunta Marino: il Comune di Roma vuole mettere a bando gli spazi della Città dell'Utopia. 12 anni di attività contro le frontiere e per l'estensione della cittadinanza. Pubblichiamo una lettera aperta alla città di Roma

Care a Cari tutt*

Ci costa rabbia e fatica scrivere queste righe rivolte a voi tutt* e riguardanti il Casale Garibaldi e, nello specifico, il progetto La Città dell'Utopia. A voi che nel corso di questi anni avete più o meno direttamente attraversato questo progetto sociale di scambio, intercultura, stili di vita sostenibili e lavoro sul territorio di San Paolo, ma anche a voi che non lo avete ancora mai conosciuto.

Da 12 anni, La Città dell’Utopia è un progetto del Servizio Civile Internazionale che crea opportunità di scambio e conoscenza, garantisce accesso diffuso alla cittadinanza italiana ed internazionale senza frontiere, senza distinzione di sesso, religione, età.

La Città dell’Utopia non è solo uno stabile di proprietà di Roma Capitale, ma è un capitale di esperienze, conoscenze, relazioni che non può essere arrestato o “liberato”. La Delibera 140 del 30 aprile impone la messa a bando di circa 860 immobili di proprietà comunale, una manovra volta a fare cassa, a un guadagno economico che cancellerebbe le esperienze di chi quelli immobili li anima: piccole attività commerciali di quartiere, associazioni, cooperative, teatri, centri sociali, occupazioni abitative. Il Casale Garibaldi rientra tra questi 860 immobili, e pochi giorni fa ci è stato comunicato che sopra le nostre teste pende un bando, e alla sua uscita, presumibilmente a settembre, l'immobile dovrà essere “liberato”. Tuttavia, “liberato non è un termine che accettiamo in questo contesto. Perchè gli immobili vengono liberati quando sono vivi, quando sono attraversati da persone e attività sociali e culturali. I bandi non liberano, i bandi cancellano. Lo fanno con un colpo di spugna sulla storia passata dell'immobile, su quel capitale umano e sociale costruito nel tempo grazie agli sforzi volontari di tante e tanti.

Nessuno si è mai sentito custode di uno stabile ma portatore di messaggi e pratiche che hanno reso in questi 12 anni l’utopia un traguardo raggiungibile.

Per continuare a portare avanti questi messaggi e pratiche stiamo provando strade alternative e previste dalla Delibera 140, ovvero la concessione diretta in quanto il Servizio Civile Internazionale, associazione che ha in assegnazione il Casale, è membro consultivo dell'UNESCO. Se questa strada andrà a buon fine, la nostra situazione particolare sarà risolta, ma questo non cancellerà il problema di tutti gli altri spazi cui continueremo a rimanere accanto.

Quello che succede a noi sta succedendo, è successo e potrebbe succedere ad altri spazi sociali che nel corso degli anni hanno costruito un altro modo intendere la socialità e le relazioni umane, in altre parole comunità nuove che non pongono il guadagno monetario alla base del loro agire. Gli uffici tecnici sostituiscono ormai gli organi politici preposti, ma quante quanti di questi hanno abbandonato numeri e tabelle per toccare con mano queste comunità nuove?

Questo Casale vuole restare un crocevia di esperienze e pratiche, per questo chiediamo a tutte e a tutti un impegno a difendere questo capitale in pericolo quando riceverete la nostra chiamata.

La volontà esplicita è quella di rincontrare a breve le persone che hanno conosciuto La Città dell’Utopia e ne riconoscono il valore, per difendere non solo un Casale ma un patrimonio collettivo che collettivamente va’ difeso, per continuare insieme questo cammino verso le utopia che abbiamo diritto di coltivare.

L’utopia non si cancella!!

facebook