Vorrei essere un maschio (e parlar d’amore)

  • Martedì, 26 Agosto 2014 12:46 ,
  • Pubblicato in Flash news

DeA
26 08 2014

di Letizia Paolozzi

Pubblicato su Alfabeta2 nella serie L’erba vorrei

Vorrei essere un maschio. Con tutti gli annessi e connessi che distinguono un sesso dall’altro. Non per invidia del pene, complesso di Edipo o altre storie del genere. È che mi piacerebbe una improvvisa (e decisa) conversione alla mascolinità.

Non pasticcerei con le questioni della differenza. E neppure della parità. Piuttosto sì, sarebbe bello avere la (virile) capacità di lanciare un libro (pesante) onde arrestare la marcia della blatta che si aggira sul pavimento della cucina. Nonostante la febbre da riordino della biancheria, piatti, posate e nonostante il (mio) perfezionismo che si accanisce sulla differenziazione dei rifiuti, cacciata dei piccioni, persecuzione delle formiche, pare che le sorelle (e io con loro) non abbiano il polso abbastanza fermo.
Ancora, se uomo fossi, sarebbe mio compito rovesciare l’opinione corrente, conformista e vacua, che solo all’altra metà del cielo attribuisce l’insensata passione di girare intorno al tema dell’amore. Da bastiancontrario, mi concederei il lusso di discuterne con i compagni appena acquisiti. Così, invece di ritirarci, dopo sostanziosa cena, a sviscerare la situazione politica, la bontà (o cattiveria) della riforma elettorale, ora che è retrocesso l’argomento bunga bunga (va pronunciato con sorriso sprezzante), potremmo confidarci delusioni e illusioni amorose.

Senza paura di cadere nell’effeminatezza e dunque costretti – almeno io in quanto maschio – a pronunciare battute triviali, delle quali, che paradosso! in quanto donna mi sarei sentita obbligata a sorridere. Dopo una simile metamorfosi, sarò capace di montare in venti minuti una poltrona dell’Ikea; in dieci di attaccare all’altezza giusta lo specchio del bagno con il trapano elettrico. Con un’esperienza alle spalle che maschile non è, non mi verrà mai in mente di disprezzare il pianeta femminile; anzi, bacerò la mano alle signore e signorine che sono l’origine del mondo. Sarò mite e gentile (simile in questo alle donne).

Sperimenterò, tanto per provarci, quei comportamenti ora detti multitasking: inseguire, contemporaneamente, il lavoro e i figli, la lista della spesa e l’orario dei negozi; la cura delle relazioni e lo sfruttamento della cura.
Prometto che al Circolo napoletano Italia le signore continueranno a venire come ospiti pur essendogli impossibile diventare socie. Spiegherò loro il vantaggio di non provvedere a pagare il conto.

Quanto a me, andrò più spesso a piedi che in automobile. Ascolterò l’opinione delle donne. Mi interesserò non solo al loro corpo ma anche alla loro mente. Mentre parlano, non conterò fino a centocinquanta ad alta voce. Mi capiterà di giurare – mano sul fuoco – che le femministe non sono insopportabili e moraliste. Infine, spinta dalla domanda di Lucio Dalla “Ma come fanno i marinai a baciarsi tra di loro a restare veri uomini però”, risponderò che nessuno è perfetto.

 

Maschi. Che ne è dell'identità degli uomini?

  • Martedì, 11 Dicembre 2012 08:03 ,
  • Pubblicato in L'Incontro


Martedì 11 dicembre, ore 17.30

Sala convegni banca Popolare di Ravenna
Via Guerrini, 14 - Ravenna

Già prevaricatore e violento, oggi l'uomo si presenta pacificato e angelicato, compagno premuroso e padre tenero, narciso e ossessionato dalla cura di sè.
di Lorenzo Coccoli
31 gennaio 2012
“In che città mi recherò?
Chi sarà quell’uomo pio
che in viso ormai mi guarderà?
Sono il matricida!”
(Euripide, Elettra, vv.1194-1197)
    
L’unica esperienza realmente universale e necessaria, al di qua e al di là di ogni contingenza storica e sociale, l’unica che forse accomuni tutti gli esseri umani senza esclusioni è quella di nascere, figlia o figlio, da una donna. Per noi uomini questo dato assume poi un senso assolutamente particolare, perché significa venire alla luce da qualcuno di un genere diverso dal nostro: “la prima situazione relazionale è dunque molto diversa per il maschio e per la femmina. E per questo costruiscono la loro relazione con l’altro in modo molto differente” (1).

IL CORPO D'AMORE

  • Martedì, 14 Febbraio 2012 07:09 ,
  • Pubblicato in L'Articolo
di Lea Melandri
14 febbraio 2012

Quando dico che l’amore à rimasto un tabù per il movimento delle donne, mi riferisco in particolare alla svolta che c’è stata nel femminismo italiano tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. L’affermarsi del “pensiero della differenza”, attraverso i documenti della Libreria delle donne di Milano, e il diffondersi degli “studi di genere” nelle università, hanno spostato l’attenzione dal racconto del corpo e di tutte le esperienze che hanno il corpo come parte in causa, al piano simbolico:

SULL'IDENTITA' MASCHILE

  • Lunedì, 30 Gennaio 2012 17:49 ,
  • Pubblicato in L'Analisi
di Ambrogio Cozzi
31 gennaio 2012

Preliminare ad un discorso sull’identità maschile è un discorso sulla differenza sessuale, sul fatto cioè se esista o meno un essere donna o un essere uomo, se donne o uomini si nasca o si divenga. All’interno della psicoanalisi si sono contrapposte due risposte, la prima afferma che si nasce donna o uomo, la seconda che lo si diventa, sganciandosi da un destino naturale determinato dall’anatomia.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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