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La normalità e le regole sulle pubblicità sessiste

  • Martedì, 08 Ottobre 2013 07:39 ,
  • Pubblicato in Flash news

Ambrosia
08 10 2013

Per contrastare la diffusione di stereotipi sessisti e discriminatori la Giunta del Comune di Milano ha approvato delle regole per valutare le pubblicità da affiggere negli spazi comunali (qui trovate l’annuncio). Il Comune identifica 5 tipologie di messaggi incompatibili con l’immagine che intende promuovere: 1) le immagini che rappresentano o incitano atti di violenza fisica o morale; 2) le immagini volgari, indecenti, ripugnanti, devianti da quello che la comunità percepisce come “normale”, tali da ledere la sensibilità del pubblico; 3) i messaggi discriminatori e/o degradanti che, anche attraverso l’uso di stereotipi, tendono a collocare le donne in ruoli sociali di subalternità e disparità; 4) la mercificazione del corpo, attraverso rappresentazioni o riproduzioni della donna quale oggetto di possesso o sopraffazione sessuale; 5) i pregiudizi culturali e gli stereotipi sociali fondati su discriminazione di genere, appartenenza etnica, orientamento sessuale, abilità fisica e psichica, credo religioso. Queste regole sono state pensate non come una censura, ma come tutela e potrebbero essere uno spunto di riflessione per i pigri pubblicitari che si limitano a piazzare due belle tette di fianco a qualsiasi cosa.

Riflettere sulla pubblicità e sui suoi messaggi è importante, anche perché troppe volte ci siamo trovate a camminare in una città tappezzata di poliziotti che molestano belle ragazze, scene di stupri patinati e donne in cucina ad aspettare mariti distratti, e siamo contente che il Comune abbia iniziato a pensarci e a immaginare strumenti per intervenire.

Però (già, c’è un però) ci colpisce particolarmente il secondo messaggio: “le immagini volgari, indecenti, ripugnanti, devianti da quello che la comunità percepisce come “normale”, tali da ledere la sensibilità del pubblico”. Non possiamo fare a meno di chiederci che cosa sia questa normalità percepita dalla comunità (quale comunità?) e quale sia il pubblico che può sentirsi offeso. Ci stupisce che per tutelare le donne, o chiunque venga discriminato, si faccia ricorso alla normalità, concetto tra i più opprimenti e discriminanti, e ci spaventa pensare che sia una generica comunità a poter decretare cosa sia normale e cosa no. E se il pubblico trovasse ripugnante vedere due donne che si baciano? E se la comunità ritenesse indecente una donna grassa in bikini? E se trovasse volgari due uomini che si tengono per mano (questo è accaduto a Catania proprio per una pubblicità)? E se non considerasse normale un uomo che cambia un pannolino?

Quasi sempre tutelare dalle discriminazioni significa proprio contrastare quello che la comunità ritiene normale e accettabile, vuol dire andare contro la morale corrente per proporre immaginari nuovi e più inclusivi e avere il coraggio di sfidare la sensibilità del pubblico. Questo coraggio ce lo saremmo aspettate dal Comune e ce lo aspettiamo ancora: perché non eliminare quel secondo punto?

Il Fatto Quotidiano
18 09 2013

La “Woodstock nera” si dà appuntamento lunedì 16 dicembre a Milano per “il concerto più importante dal Campo Hobbit a oggi”. Sul palco la crema del nazi rock nostrano, dai Malnatt, agli Hobbit passando per gli Skoll, tutti uniti per ricordare Carlo Venturino, fondatore della band di estrema destra Gli Amici del Vento, scomparso 30 anni fa in un incidente stradale. Fin qui, si fa per dire, tutto bene, ma è giallo sulla location, che per il momento gli organizzatori vogliono tenere segreta. Ma l’Osservatorio democratico, sito dedicato al monitoraggio della destra estrema, non ha dubbi. Secondo il portale, si tratta di uno dei teatri più importanti della città e d’Italia: il Manzoni, fondato nel 1870 a pochi passi da piazza della Scala e di proprietà, dal 1978, del Gruppo Fininvest.

Sul sito che annuncia il “Concerto per Carlo” è caricata una planimetria dello spazio destinato ad ospitare l’evento. Una pagina che “verrà aggiornata ogni settimana con l’indicazione dei biglietti effettivamente venduti”, ma non viene fornita nessuna indicazione su quale struttura. Al contrario, probabilmente per evitare (o ritardare) la scontata levata di scudi dell’universo antifascista milanese, si legge che “le indicazioni sul teatro verranno fornite direttamente solo a chi acquista il biglietto”. Ma Saverio Ferrari, animatore dell’Osservatorio democratico, è certo: “Monitorando siti e social network afferenti a quell’area politica siamo giunti alla conclusione che si tratti proprio del Manzoni. A riprova di questo abbiamo sovrapposto la planimetria pubblicata sul loro sito con quella del teatro milanese e coincidono perfettamente”. Settecento posti e la stessa identica disposizione di poltrone in platea e galleria. Sul Corriere della Sera qualche giorno fa è uscita una pagina pubblicitaria con la programmazione della sala meneghina e, fra uno spettacolo di Vincenzo Salemme e uno show di Angela Finocchiaro, del concerto neonazi non c’è traccia. Ma dall’ufficio stampa del teatro fanno però sapere che effettivamente lunedì 16 dicembre l’arena è prenotata per un “evento privato non aperto al pubblico”.

Quando però si fa notare che online sono già partite le prevendite (costo 35 euro), l’abbottonatissimo addetto si limita prima a dire un generico “non sappiamo chi è” per poi rifugiarsi in un “non siamo tenuti a fornire indicazioni su chi affitta la sala”. Neanche se si tratta di gruppi neonazisti? “Apprendo da lei questa connotazione politica” e fine della telefonata. Secondo Ferrari, la richiesta è partita da coloro i quali considera “i due principali referenti nelle istituzioni locali dell’area neonazista di Milano e dintorni”: Domenico Turci e Roberta Capotosti, entrambi consiglieri provinciali del gruppo Centrodestra nazionale, i Fratelli d’Italia del terzetto Meloni-La Russa-Crosetto.

Ma chi sono gli organizzatori? Sempre sul sito dell’adunata nazista si legge che si tratta di “una produzione Lorien”, associazione culturale impegnata nella distribuzione di musica alternativa e cioè di “gruppi o solisti appartenenti all’area della Destra politica italiana”. Ma è il secondo banner a dare qualche notizia in più: si legge infatti che l’organizzazione tecnica è affidata a Lealtà Azione, la costola milanese degli Hammerskin, una delle organizzazioni neonaziste più pericolose in circolazione, nata negli anni ’80 in America e presto diffusasi in molti altri paesi. Per prendere le misure, basta guardare i curricula dei due leader Giacomo Pedrazzoli e Stefano De Miglio, noti alle cronache giudiziarie per il loro odio atavico contro “rossi, arabi e negri”, arrestati nel 2004 per due tentati omicidi ai danni di esponenti dei centri sociali di sinistra.

A seguire, sempre sul sito, gli sponsor. Ed è sempre l’Osservatorio democratico a fornire i dettagli: “Si passa dall’associazione antiabortista Branco, a Memento, appena nata per rivalutare le gesta dei repubblichini”. Poi “Canti ribelli web”, che si ispira alle gesta dell’ex Nar Massimo Morsello e all’ex generale delle SS Leon Degrelle” e molte altre organizzazioni radicali. Non male per uno dei teatri che, dopo aver celebrato la fama dei vari De Filippo, Albertazzi e Melato, si prepara a mandare in scena l’orgoglio neonazista. Seppur mascherato da “evento privato”.

L’angelo che ha regalato la speranza al bimbo seviziato

  • Venerdì, 06 Settembre 2013 10:04 ,
  • Pubblicato in Flash news

Giornalettismo
06 09 2013

A volte i miracoli accadono davvero. Giorgio, bimbo destinato a restare sordo e cieco per le sevizie subite dai genitori, sarà assistito per tutta la vita grazie ad un anonimo benefattore milanese che si è già messo in contatto con Giorgio Trizzino, il direttore sanitario dell’Ospedale dei Bambini di Palermo. Lo ha annunciato oggi il Corriere della Sera, che ha scoperto la disponibilità del misterioso benefattore in una lettera inviata al proprio indirizzo di posta elettronica.

IL BENEFATTORE PAGHERÀ CURE COSTOSE – E’ stato proprio il quotidiano di via Solferino, infatti, a stabilire un contatto con i medici siciliani che hanno preso in cura il piccolo paziente:

Nell’abisso del disastro che si è abbattuto su questo bimbo di tre mesi destinato a restare sordo e cieco per le sevizie subite dai genitori nella loro casa di Palermo emerge un raggio di speranza. Una buona notizia che brilla da Milano dove torna a farsi vivo l’«Angelo invisibile», il facoltoso imprenditore per sua scelta rigorosamente anonimo, lo stesso altre volte impegnato a salvare i più deboli offrendo una casa ai senzatetto, saldando debiti, pagando affitti, assicurando cure costose.

LA FELICITÀ DEI MEDICI – Soddisfatto il dottor Trizzino, che dichiara:
«Mi ha detto che provvederà da oggi per tutta la vita di Giorgio al suo mantenimento. Pronto a trasferirlo a Milano. Offrendo quanto serve per la riabilitazione e per tutte le cure necessarie a una struttura pubblica o privata, a una associazione, un istituto, una casa famiglia. Come lanciando una gara a chi è disposto a fare il meglio per questo bimbo che nella disgrazia trova così una luce…».

Giorgio era stato trasportato in ospedale a Palermo il 14 agosto, con gli arti fratturati e mezzo cervello danneggiato da una bastonata. La notizia ha reso entusiasti tutto il personale medico e paramedico che si sta occupando di lui. La buona notizia di oggi è stata però tenuta celata ai genitori, che hanno il divieto assoluto di avvicinarsi al bambino. Attualmente risultano indagati per omicidio, ma liberi. In un primo momento avevano provato a giustificare le ferite sul corpo di Giorgio dicendo che il bimbo aveva battuto la testa camminando a gattoni.

Dario Ferri

Migranti a 13 anni

  • Giovedì, 18 Luglio 2013 12:47 ,
  • Pubblicato in Flash news
la Repubblica
18 07 2013

Mentre i genitori a casa non chiudevano occhio e pregavano che tutto andasse bene, loro si sono imbarcati su una carretta nel nero del Mediterraneo di notte.

Per alcuni era una novità: non avevano mai visto il mare. Da Alessandria d'Egitto sono partiti verso la Sicilia. Firas, 12 anni, e Mohammad, 14. Labib, 15. Ala, 16. Ce l'hanno fatta, dopo due settimane di onde alte, poco pane e acqua ancora meno.

Per il Ministero di Giustizia sono i minori stranieri non accompagnati. In qualsiasi altra lingua, si chiamano miracolati.

E sono sempre di più, lo dicono i dati di Save the Children: 460 i minori sbarcati dall'inizio del 2013 a Lampedusa, di cui 411 non accompagnati. Tre volte tanti rispetto allo stesso periodo del 2012.

Ma dopo il loro arrivo cosa accade? Siamo andati a scoprire la storia di 20 di loro, un gruppo davvero speciale.
È il dicembre 2011 quando i nostri 20 Ulisse, lasciata la Sicilia, arrivano a Milano in treno. Chiedono aiuto. Quindici di loro sono accolti alla Casa della Carità. Sono vivi, ma sconvolti. Serve qualcosa che li aiuti a rielaborare il viaggio. Devono poter dire cos'è per loro il mare e liberarsi dall'incubo.

Così, in collaborazione con il Comune di Milano e Casa Elena, parte un progetto di arteterapia. Si chiama Shay, parola araba che significa "tè": a ogni incontro, i ragazzi lo preparano e raccontano un'usanza di accoglienza nel loro Paese. Poi dipingono. Con le mani, le spatole, i pennelli, con pastelli, acrilico e spugne. Shay dura 4 mesi, durante i quali imparano le tecniche sotto la guida dell'artista terapista Erika L'Altrella, 30 anni, e della coordinatrice Serena Pagani, 36.

Con l'aiuto dei colori e dei gesti, i ragazzi iniziano a farsi capire e a raccontarsi: se alcuni hanno un'alta istruzione, infatti, altri parlano solo un dialetto, incomprensibile anche al mediatore culturale.
 
Sono arrivati a Milano perché è la città che sognavano. M. non voleva zappare i campi ad Asiut, basso Egitto, come il padre e il nonno prima di lui. I. ha lasciato il lavoro in cantiere a Monofiya, a nord del Cairo, affascinato dai racconti di un ragazzo del suo paese.

"Quando tornava a Monofiya vestiva elegante, guidava una bella macchina e raccontava un gran bene della sua vita in Italia" racconta. Ma era una copertura per coprire il fallimento. "Quando ho incontrato quel ragazzo a Milano" continua I., "ho scoperto che faceva una brutta vita, che lavorava poche ore in un'impresa di pulizie e che la macchina che guidava in Egitto l'aveva affittata, non era sua, non se la poteva permettere. Gli ho detto: sei proprio un co...".

Ora che è in Italia I. vuole trovare un lavoro, risparmiare, avere due figli: "Un maschio e una femmina".

"Abbiamo dovuto lavorare molto sulle loro attese tradite, sui sogni infranti. Ma è importante puntare su tutto ciò che di vitale c'è. E loro hanno una grande energia, speranza. E tanta fiducia" ammette Serena Pagani, coordinatrice del progetto di arteterapia. Che ai ragazzi ha chiesto cosa significasse per loro il mare. "Le onde erano troppo alte. Ho capito che potevo morire, ma a quel punto non aveva neanche più importanza" ha raccontato Baha. "Un ragazzo scherzava, ha detto che ora preferisce la piscina" ricorda Serena. L'hanno colpita le parole di un altro, che ha rivelato: "Certo che il viaggio è stato difficile. Ma per me il mare sono i delfini che seguivano la nostra barca nel viaggio verso l'Italia. Era la prima volta che li vedevo".

La meraviglia vince sull'orrore. Così sulle loro tele compaiono i pesci, le stelle, le luci notturne di una costa avvistata. E i simboli religiosi, tanti. Le moschee, perché Ibrahim e Mohamed K., così come Sayed, sono musulmani. E i crocifissi, le chiese: Bishoy, Girgise e Yousseff sono cristiani copti. Sulle tele 2 metri per 4, che hanno appassionato anche il gallerista Jean Blanchaert, hanno dipinto tutti insieme: la pittura in condivisione serve a trovare un proprio spazio e a lasciarne anche un po' agli altri.

E poi ci sono gli autoritratti fatti senza specchio, per capire chi si è veramente. I colori sono sgargianti, come a urlare che l'esistenza è meravigliosa, comunque. Lo dicono le parole scritte su un quadro in arabo e italiano col blu: "Non c'è stop su questa strada della felicità".

Ilaria Lonigro
Mai più pubblicità sessiste. Non negli spazi del Comune di Milano. Con una delibera si apre una nuova stagione di lotta contro i pregiudizi culturali, gli stereotipi, le differenze di genere, la sopraffazione sessuale tramite immagini ammiccanti, volgari, discriminatorie. ...

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