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Heart of women

  • Venerdì, 08 Febbraio 2013 13:38 ,
  • Pubblicato in L'Incontro
Venerdì 8 febbraio, ore 21.00
Auro e Marco
Viale Caduti nella Guerra di Liberazione, 268 - Roma
04 02 2013

Se adesso anche un prete dice che il femminicidio se lo cercano le donne, credo che pure il rap deve essere più chiaro
 
di Andrea Laffranchi
 
Rap e donne. Non è un caso che le quote rosa in quel mondo musicale non funzionino. Di donne ce ne sono pochissime. E proprio in questi giorni in Italia tutti guardano con interresse all’arrivo di Baby K, la prima rapper che ci prova sul serio, con un disco prodotto da Tiziano Ferro (con Michele Canova) che ci mette anche la voce con un paio di duetti.
Ma il rapporto con il mondo femminile è più difficile. Le rime dei rapper sono sempre state accusate di misoginia, di rappresentare le donne come veline o ragazze facili pronte a svendersi per poco.

    È la fotografia di come un certo mondo rappresenta la donna, si sono spesso difesi in rapper.

Qualcuno in buona fede, qualcuno forse perché la pensa così ma non ha il coraggio di dirlo.
Fabri Fibra, numero 1 indiscusso in Italia, ha sempre respinto le polemiche. «Tarantino non è un assassino, ma c’è violenza nei suoi film». Nell’ultimo album Guerra e pace (esce il 5 febbraio) in Raggi laser spunta una rima che fa un riferimento diretto alle donne maltrattate.
    «In passato mi accusavano di non rispettare le donne nelle rime, ma scrivevo quello che vedevo non quello che pensavo. Se adesso anche un prete dice che il femminicidio se lo cercano le donne, credo che si debba essere ancora più chiari».
Concetti raccontati al nostro giornale e ripresi in questa videointervista.

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