Trivella di Stato, sì del governo

  • Martedì, 10 Novembre 2015 14:15 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Stop OmbrinaSerena Giannico, Il Manifesto
10 novembre 2015

È il giorno più nero per l'Abruzzo, nero petrolio. Un sonoro ceffone (non inatteso per la verità) è arrivato dal ministero dello Sviluppo economico che ha concesso il definitivo via a perforare e a tirar su greggio ad una manciata di miglia dalle sgargianti spiaggette della provincia di Chieti.

Camminare insieme. Salvare l’Adriatico

  • Martedì, 01 Settembre 2015 12:11 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO

Comune - info
01 09 2015

Ricordate la sorprendente protesta all’Aquila che qualche giorno fa ha messo in fuga il presidente del consiglio? Questo articolo, scritto dal responsabile Pastorale Sociale Arcidiocesi di Lanciano-Ortona, don Carmine Miccoli*, in occasione della Giornata internazionale per la salvaguardia del creato (1 settembre), dimostra quanto siano diffuse e articolate le ragioni del movimento che in Abruzzo rifiuta le trivellazioni nell’Adriatico. Si tratta di un pezzo di un movimento globale contro l’estrattivismo. È il tempo della resistenza, è il momento di “non arrendersi, di camminare insieme – scrive don Carmine – … per contrastare non solo un’economia che uccide la vita e il futuro, ma anche di una politica che ha smarrito il suo interesse per il bene comune”.

 

Ho appreso con dolore e indignazione la recente firma al decreto che autorizza “Ombrina Mare” 2, l’immenso progetto di estrazione petrolifera al largo della nostra “Costa dei Trabocchi”. In questi anni, ripetutamente e a vari livelli, a nome della Chiesa locale ho espresso profonda preoccupazione per questi progetti di sfruttamento petrolifero, raccogliendo l’accorato appello di tante persone che hanno a cuore la salvaguardia del Creato e invitando con forza coloro che hanno il dovere della difesa del bene comune a custodire l’ambiente di vita dell’Abruzzo.

In questi mesi segnali d’invito alla tutela del Creato, nostra “casa comune” da coltivare e custodire, senza mai lasciarsi guidare dalla ricerca del profitto e da logiche di sfruttamento a danno delle presenti e delle future generazioni, sono giunte anche dalla Chiesa universale. Il prossimo 1° settembre 2015 la “Giornata per la salvaguardia del Creato”, celebrata in Italia da tutte le Chiese cristiane da ormai dieci anni, avrà carattere internazionale, evidenziando sempre più l’importanza di questa sfida crescente per la stessa sopravvivenza del pianeta e dell’umanità.

Nella recente enciclica “Laudato Si’” (qui una lettura critica ambientalista e libertaria della nuova enciclica Il Cantico che non c’era, di Paolo Cacciari ndr), papa Francesco ha lanciato un’appello perché sia accolta “la sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale […] È diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile” (cf. nn. 13; 26); lo stesso papa, rivolgendosi a chi esercita il potere politico, scrive che “è sempre necessario acquisire consenso tra i vari attori sociali, che possono apportare diverse prospettive, soluzioni e alternative. Ma nel dibattito devono avere un posto privilegiato gli abitanti del luogo, I quali si interrogano su ciò che vogliono per sé e per i propri figli, e possono tenere in considerazione le finalità che trascendono l’interesse economico immediato” (cf. n. 183). Parole in continuità con il Magistero perenne della Chiesa in ambito sociale e allo stesso tempo profetiche, perché sembrano descrivere perfettamente la situazione della nostra terra e dell’opposizione ai progetti petroliferi come Ombrina Mare 2 (qui le 10 ragioni del No a Ombrina, di Maria Rita D’Orsogna) e, più in generale, al modello di sviluppo economico dominante.

Torno ad auspicare che la politica tutta, a partire dal parlamento e dal governo, realizzi la svolta necessaria per rimettere la difesa della vita umana e dell’ambiente naturale al centro del proprio agire, perché coloro che hanno a cuore il bene comune s’impegnino a difendere questa meravigliosa terra, nostra casa comune. Siete ancora in tempo! Fermate questa devastante deriva, tornate indietro sul “si” a progetti come “Ombrina Mare” di queste settimane! In particolare, mi rivolgo ai politici di estrazione cattolica, coloro che rendono pubblica la loro fede cristiana e l’appartenenza alla Chiesa: essere cristiani non è una bandiera da sventolare, ma uno stile di vita impegnativo, un compito permanente e gravoso, per cui la fede non può essere ridotta ad una sorta di appartenenza di comodo, ma deve esprimere l’orientamento e la forza che deve informare tutta la propria azione politica, rivolta alla ricerca del bene comune, in cui trovano spazio i più alti ideali e valori umani.

A coloro che si stanno impegnando per il bene comune e per la salvaguardia del Creato, del presente e del futuro dell’Abruzzo, dell’Adriatico e di tutte le nostre terre, torno ad esprimere, tramite il mio ufficio, la vicinanza della Chiesa e dei suoi Pastori e li invito a non arrendersi, a “camminare insieme” sempre! Continuiamo ad essere espressione di democrazia reale e di amore responsabile per i luoghi di cui siamo custodi, augurandoci di essere esempio vivo di come contrastare non solo un’economia che uccide la vita e il futuro, ma anche di una politica che ha smarrito il suo interesse per il bene comune e per la costruzione di un ordine sociale fondato sulla giustizia e la pace.

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* don Carmine Miccoli, responsabile Pastorale Sociale Arcidiocesi di Lanciano-Ortona. L’articolo è stato segnalato da Alessio Di Florio

No Ombrina a L'Aquila, Renzi scappa!

  • Venerdì, 28 Agosto 2015 09:43 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
28 08 2015

Comunicato stampa del Coordinamento No Ombrina, il popolo abruzzese in marcia per difendere l'Adriatico dalla trivelle. L'Abruzzo ama il suo mare e la sua terra, Renzi i petrolieri.

La manifestazione di ieri a L’Aquila ha confermato la grande indignazione degli abruzzesi verso l’operato del governo Renzi che invece di amare l’Italia e la sua bellezza sta solo difendendo a spada tratta gli interessi dei petrolieri e le loro trivelle. Ombrina mare, vogliamo ricordarlo, è solo uno dei progetti petroliferi che il Governo vuole imporre alle comunità italiane. Trivelle stanno arrivando nelle Marche e in Romagna, le prospezioni fino al Salento e nello Ionio, altre trivellazioni di fronte la Sicilia. Tra poco potrebbe arrivare il via libera ad Elsa2 davanti a Francavilla al mare. L’Adriatico non deve diventare una distesa di piattaforme dove basta un solo incidente per mandare sul lastrico decine di migliaia di operatori turistici, della pesca e dell’agricoltura di qualità. Ricordiamo che Ombrina mare, per stessa ammissione dell’azienda, darebbe lavoro, forse, a 15 persone. Un ristorante della costa assicura maggiore occupazione!

Un progetto che prevede la piattaforma, 4-6 pozzi e la meganave raffineria da 330 metri ancorata per 25 anni a pochi chilometri da una costa, quella teatina, che sta conoscenza un boom di presenze turistiche. Un impianto che prevede comunque grandi emissioni in atmosfera e che in situazioni similari, secondo la bibliografia, può comportare perdite di idrocarburi in mare anche durante il normale funzionamento. Ricordiamo che nel 2011 una nave simile perse 40.000 barili di petrolio in mare di fronte alla Nigeria, con macchie di greggio che hanno ricoperto decine di chilometri quadrati di mare. Nel 2015 ne è esplosa un’altra di fronte alle coste brasiliane. Dovremmo accettare tutto questo per cieca fedeltà a Renzi e al suo sostenitore Chicco Testa?
Sorprende l’accoglienza ossequiosa e docile con cui gli amministratori regionali abruzzesi hanno accolto il premier a L’Aquila. Timidi accenni nei loro discorsi per non innervosire il manovratore di turno, un potere, però, dopo quanto visto a L’Aquila, sempre più vuoto. Non c’erano sostenitori di Renzi in piazza. Rivendicare e pretendere scelte opportune per il territorio dovrebbe essere l’unico intento degli eletti a vario titolo in Abruzzo.

Stridono le loro timidezze rispetto alla determinazione del popolo abruzzese che da anni sfila in enormi manifestazioni da decine di migliaia di persone per poter scegliere quale futuro assicurare al proprio mare, alla propria terra e all’economia. L’arroganza del potere si sta trasformando pericolosamente in assenza della politica e di democrazia. Siamo sempre più distanti dal perseguire quella “democrazia ad alta intensità” di cui hanno parlato i vescovi abruzzesi nel loro documento contro il Decreto Sblocca/Sporca Italia.

In poche ore, con pochissimo preavviso e con un tam tam sui social, si è formata una manifestazione di centinaia di cittadini che per l’ennesima volta ha fatto quello che avrebbero dovuto fare gli amministratori regionali e i parlamentari abruzzesi. Insieme con i comitati aquilani, di Sulmona, di Avezzano, con gli studenti e i lavoratori, siamo riusciti almeno ad ottenere la fuga di Renzi, un premier di un grande paese, dalla porta di servizio, laddove gli amministratori regionali presenti non hanno dimostrato di essere in grado di incidere sulle scelte governative che potrebbero trasformare la regione verde d’Europa in una regione “nera petrolio”.

Una manifestazione a viso aperto, solo con le nostre bandiere e con le nostre idee da portare avanti, con inutili momenti di confusione e tensione che hanno determinato alcuni feriti, connessi probabilmente allo scarso preavviso che Renzi, pur di evitare contestazioni, ha dato alle stesse forze dell’ordine. A tutti, dai manifestanti e alla poliziotta che è inciampata nella concitazione (come dimostra chiaramente e in maniera inequivocabile il video pubblicato su repubblica.it http://video.repubblica.it/politica/renzi-contestato-all-aquila-fuori-dall-abruzzo/210063/209190), auguriamo, ovviamente, una pronta guarigione.

Noi vogliamo tutelare le spiagge e la qualità dell’Adriatico che già oggi è in forte sofferenza dal punto di vista ambientale e che certamente non può subire altre forme di pressione antropica. Vogliamo evitare nuove tragedie come quella dell’esplosione del gasdotto di Mutignano avvenuta pochi mesi fa. E’ normale che per portare il gas in nord Europa senza alcun vantaggio per gli abruzzesi si debba far passare il grande gasdotto SNAM sulla faglie sismiche dell’aquilano, tra le più pericolose d’Europa? Anche su questo non vediamo alcuna indignazione nei confronti del potere romano e, soprattutto, quella rottura nei rapporti politici doverosa quando un governo va contro gli interessi dei cittadini. In altri tempi, con manifestazioni come quella di Lanciano con 60.000 persone, il Governo e i partiti avrebbero fatto marcia indietro correndo ad annunciare il blocco dei progetti petroliferi durante la manifestazione stessa. Constatiamo che la democrazia sta facendo passi indietro ed è questo che dovrebbe preoccupare.

A L’Aquila, in ogni caso, abbiamo dimostrato di essere cittadini, non sudditi e, al contrario di altri, di amare profondamente la nostra terra e il nostro mare.

SEGRETERIA COORDINAMENTO NO OMBRINA 2015
tratto da stopombrina.wordpress.com

NoTriv, un "popolo resistente" per difendere l’Adriatico

  • Domenica, 24 Maggio 2015 09:01 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
No OmbrinaSerena Giannico, Il Manifesto
24 maggio 2015

Qua­ranta o cin­quan­ta­mila, secondo i dati della poli­zia, ma poco importa. Importa che un fiume di gente, lungo 4 chi­lo­me­tri e mezzo e oltre, ieri ha invaso le strade di Lan­ciano, per dire no alle tri­velle in Adria­tico e in par­ti­co­lare alla piat­ta­forma "Ombrina Mare", della Roc­khop­per, società delle Falkland: impianto pre­vi­sto a sei chi­lo­me­tri dalle spiagge della splen­dida Costa dei Tra­boc­chi.

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